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Primarie Pd elezioni Amministrative 2016: la norma “anti-Bassolino” (e Marino)

Elezioni 2016: le primarie Pd. Candidati, nomi, indiscrezioni sulla data

 
 
C’è chi l’ha subito ribattezzata la norma “anti-Bassolino“. Ma c’è anche chi la considera lo stratagemma per stoppare una possibile corsa-beffa dell’ex sindaco Ignazio Marino alle elezioni 2016 a Roma. Un’esperienza chiusa con tanto di firme dal notaio. In vista delle primarie per la scelta dei candidati alle amministrative del prossimo anno, le nuove regole pensate dalla segreteria Pd per le consultazioni popolari sono già pronte: «La proposta, che sarà discussa nelle prossime settimane, prevede che chi è già stato sindaco non potrà candidarsi», ha avvertito la vice-segretaria dem Deborah Serracchiani a Repubblica. Necessario per rinnovare la classe dirigente, spiegano dal Nazareno. Eppure, sembrano norme ad hoc per evitare che l’ex sindaco napoletano e il chirurgo dem possano correre sotto l’egida del simbolo dem alla Comunali. Ci sarà un’eccezione: le regole non saranno valide per i sindaci uscenti – come Piero Fassino – che vorranno provare il secondo mandato.

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PRIMARIE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2016, PD: LA NORMA “ANTI-BASSOLINO” (E MARINO) –

«Nulla di strano, lui ha già dato», ha avvertito Serracchiani, allontanando l’ipotesi di una “benedizione” dei vertici renziani sul nome di Bassolino. Niente da fare. Se l’ex governatore campano vorrà candidarsi potrà farlo, ma senza il sostegno del Pd. Con una lista civica (o con il sostegno di altri partiti, ndr). Lo stesso varrà per Ignazio Marino nella Capitale. Ma questo avrà come conseguenza inevitabile la frattura definitiva dei candidati con il Nazareno.

PRIMARIE ELEZIONI 2016, QUANDO E COME SI VOTA –

C’è anche una data per i gazebo, che dovrà essere confermata dalla direzione Pd, il parlamentino dem. «Ufficializzeremo il 20 marzo come il giorno delle primarie, mettendo ordine e favorendo la partecipazione. E fisseremo le stesse regole ovunque. Chiare, per tutti: da Aosta a Marsala», ha aggiunto Serracchiani. Non ci saranno invece paletti per gli elettori: l’ipotesi ventilata di far votare soltanto gli iscritti Pd sarà al massimo riservata per il rinnovo dei ruoli politici nelle segreterie locali dem. Ma non varrà per le primarie, alle quali potranno partecipare tutti i cittadini.

PRIMARIE ELEZIONI 2016, LA NORMA PER EVITARE IL “REMAKE PASTORINO” –

Non saranno le uniche novità.  Come ha anticipato il Corseral’intenzione è quella di vincolare i partecipanti alle primarie ad accettare il verdetto degli elettori. Altra norma ad hoc, per evitare il remake del “caso Pastorino” alle ultime elezioni regionali in Liguria, poi vinte dal forzista Giovanni Toti. Dopo le consultazioni per il candidato governatore, finite con la polemica sconfitta di Sergio Cofferati – con tanto di denuncia di brogli e appoggi da destra alla vincente Raffaella Paita, ndr – l’area a sinistra si riorganizzò attorno alla candidatura alternativa dell’esponente civatiano. I vertici Pd accusarono i dissidenti per la sconfitta della candidata: un nome comunque tutt’altro che unitario nel partito e dallo scarso “peso” politico. Polemiche a parte, Renzi non vuole però correre il rischio di un bis indigesto alle prossime Comunali. Urne che potrebbero essere organizzate il 12 giugno. E che presentano non poche ombre per il Pd, da Roma, a Napoli, fino a Torino e Milano (e non solo). Non è un caso che dal Nazareno insistano: non saranno una deadline per l’esecutivo, al di là del risultato. Decisivo sarà il referendum sulle riforme (che potrebbe tenersi il 18 ottobre, ndr), vero simbolo del corso renziano a Palazzo Chigi.