Perché il prezzo della benzina non scende?

01/02/2012 - Si galoppa verso quota due euro. Senza soluzione di continuità Regione per regione, ecco a che punto siamo con il prezzo della benzina: Il Corriere della Sera spiega che la situazione, per il prezzo, sembra essere stazionaria e non ci

     
 

di

Si galoppa verso quota due euro. Senza soluzione di continuità

Regione per regione, ecco a che punto siamo con il prezzo della benzina:

Il Corriere della Sera spiega che la situazione, per il prezzo, sembra essere stazionaria e non ci siano ancora segnali di discesa del prezzo:

Al di là delle fluttuazioni delle quotazioni del greggio e dell’andamento del cambio tra euro e dollaro, sul caro carburanti assume un certo peso anche l’inefficienza di una rete distributiva. Tema sul quale si è cimentato pure il governo con l’emanazione di specifici decreti nell’ambito delle liberalizzazioni. Al netto di tutto questo, è comunque bene mettersi sin d’ora l’anima in pace: con il nuovo aumento dell’Iva del 2% che scatterà dal 1˚ ottobre, su ogni rifornimento la «tassa sulle tasse» salirà al 23%. Anche nell’ipotesi di un rallentamento dei consumi di benzina e gasolio, determinato da una riduzione degli spostamenti causa crisi e da unminore utilizzo delle automobili, le casse dell’erario, c’è da starne certi, non ne risentiranno. I consuntivi 2011 insegnano: a fronte di un calo dell’1,3% nelle vendite di carburanti nel corso del 2011, il carico fiscale è cresciuto del 9% e la spesa complessiva risulta aumentata quasi del 16% (15,8% per la precisione). In particolare, secondo una elaborazione del Centro Studi Promotor (Csp) sulla base della banca dati sui consumi e sui prezzi dei carburanti per autotrazione delministero dello Sviluppo economico, emerge che in valori assoluti la spesa 2011 per carburanti è stata di 64,3 miliardi con un incremento di 8,8 miliardi.

Mentre le imposte sono salite a 32,5 miliardi, con una crescita di 2,7 miliardi:

«Un vero e proprio salasso – spiega Gian Primo Quagliano, presidente del Csp – dove i rincari del prezzo alla pompa, più che dagli incrementi del prezzo industriale, sono stati alimentati, soprattutto, dal carico fiscale, che va all’erario». Tra l’inizio e la fine del 2011 il prezzo industriale della benzina è aumentato del 7,3%, mentre la componente fiscale ha avuto un incremento del 23,8% e il prezzo alla pompa è salito del 16,7%. Ancora più forte il rincaro per il gasolio e in particolare per la componente fiscale: sempre tra l’inizio e la fine del 2011 il prezzo industriale del gasolio è aumentato del 15,4%, la componente fiscale è cresciuta addirittura del 37,1% e il prezzo al consumo è salito del 26%. E la tendenza all’aumento delle componenti del prezzo alla pompa non si è certo arrestata con l’arrivo del nuovo anno. Secondo i dati rilevati lunedì 30 gennaio dal ministero dello Sviluppo economico, per la benzina il prezzo medio alla pompa è salito a 1,717 euro, con un incremento del 2,5% sui prezzi di fine 2011, mentre il prezzo industriale è salito del 5,2% e la componente fiscale è aumentata dello 0,7%.

Analoga situazione per il gasolio:

Il prezzo medio, rilevato lunedì 30 alla pompa, è salito a 1,685 euro, con un incremento rispetto a fine dicembre dell’ 1,9%, mentre il prezzo industriale è salito del 3,5% e la componente fiscale è aumentata dello 0,6%. Incrementi di tutto rispetto, soprattutto se si considera che si sono verificati nell’arco di un solo mese. E gli effetti dei provvedimenti sulle liberalizzazioni decisi dal Governo? «Sulla dinamica dei prezzi in gennaio nessuna influenza hanno potuto avere i nuovi provvedimenti adottati dal Governo – risponde Quagliano -. Se effettivi saranno, si vedranno nei prossimi mesi. Va tuttavia sottolineato che l’intervento dell’esecutivo per i carburanti non ha puntato a ridurre direttamente i prezzi alla pompa, ma piuttosto a creare le condizioni per diminuire i costi per i distributori di carburanti nel presupposto che questa riduzione determini anche un calo dei prezzi al consumo. Le esperienze del passato hanno però dimostrato che questo automatismo è tutt’altro che scontato».

     
 

5 Commenti

  1. angelo scrive:

    il governo BOCCONIANO,DI MONTI ,NON HA INTERESSE A FAR SCENDERE IL PREZZO DELLA BENZINA E DEL GASOLIO.ALTRIMENTI SI SCONTREREBBE CON LE POTENTI MULTINAZIONALI DEL PETROLIO.COME FA’ IN FRETTA AD IMPORRE LEGGI CHE CI SOTTRAGGONO SOLDI DALLE TASCHE,SE SOLO VOLESSE,IL CARO MONTI,IMPORREBBE AI PETROLIERI UN PREZZO PIU’ IN LINEA CON QUELLI EUROPEI.INVECE NULLA.E’ SOLO SEMPLICISTA E INCAPACE.MA QUELLO CHE PIU’ MI SPAVENTA E’ CHE NESSUNO DEI SUOI COLLABORATORI,SUGGERISCA ALLO STESSO MONTI UNA SOLUZIONE.COME HO GIA DETTO NON SONO ALL’ALTEZZA DI CONDURRE UN GOVERNO,ED E’ MOLTO PIU’ FACILE IMPORRE NUOVE TASSE AI CITTADINI.CHE SI SVEGLINO UN PO’ E FACCIANO UN MEETING CON I PETROLIERI OBBLIGANDOLI AD ABBASSARE E CONTENERE IL PREZZO DELLA BENZINA.NOI NON ABBIAMO L’AUTO BLU CON AUTISTA E BENZINA PAGATA DA NOI CONTRIBUENTI.OPPURE ANCHE QUESTO FA PARTE DI UNA MANOVRA INSERITA NEL NUOVO REDDITOMETRO,PER VERIFICARE QUANTO SPENDIAMO PER IL PIENO,PER POI COLPIRCI CON ULTERIORI TASSE,VISTO CHE POSSIAMO PERMETTERCI DI ACQUISTARE LA BENZINA CHE COSTA PIU’ DEL VINO?QUELLA SULLA BENZINA DIVENTERA’ UNA TASSA SUL LUSSO.GRAZIE MONTI (INCAPACE BORIOSO)

    • Geb scrive:

      Angelo
      Sei giustamente incazzato con l’andazzo, in generale, di questo governo di tecnocrati che hanno tutto e di più, ma la tua analisi pecca molto di superficialità.
      In Italia, il prezzo alla pompa, è più alto perché maggiore è la quota di accise e tasse che gravano sul prodotto petrolifero che, dalla raffineria, esce tutto allo stesso prezzo.
      I petrolieri italiani, una lobby come un’altra, sono relativamente pochi e tutti acquistano il greggio dall’ENI. Quindi è l’ENI il monopolista in Italia e lo Stato, attraverso il ministero del Tesoro, ne detiene la maggioranza delle azioni.
      A questo aggiungi il normale andamento del mercato: maggiore è la domanda….maggiore il prezzo!

  2. Klaus scrive:

    E’ il solito discorso della domanda e dell’offerta: più c’è richiesta, più il prezzo sale.
    Dove è la novità?

  3. Mi riempia il Canal Grande, grazie! scrive:

    Non scende perchè sè salio talmente in alto che ora gha continui atachi de panico da vertigini! Poareto!

  4. Centrifuga scrive:

    In Italia esistono i cartelli (più o meno taciti accordi tra le compagnie petrolifere).
    Poi magari sarà anche colpa delle accise, della rete di distribuzione troppo capillare e quindi costosa ma dalla fine di marzo ad oggi le compagnie petrolifere, che lavorano nel mercato italiano, hanno sensibilmente incrementato i loro ricavi in Italia.
    Vorrei solo ricordare che le accise non sono cambiate in questi ultimi mesi e allora come si spiega questo incremento dei ricavi visto che il prezzo del greggio è rimasto abbastanza stabile?
    Sara

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie