Riondino: “Ho usato lo scudo fiscale”
30/01/2012 - Così l’attore, interrogato per la maxi truffa ai vip di Roma Anche David Riondino ha usato lo scudo fiscale. E’ quanto lui stesso ha dichiarato in tribunale, durante il processo contro Francesco Lande, accusato di aver truffato gran parte della
Così l’attore, interrogato per la maxi truffa ai vip di Roma
Anche David Riondino ha usato lo scudo fiscale. E’ quanto lui stesso ha dichiarato in tribunale, durante il processo contro Francesco Lande, accusato di aver truffato gran parte della Roma “Bene”
“E’ ANDATA COSI’” - “Ho chiesto indietro il mio denaro quando ormai i giochi erano fatti: dal ’99 al 2006 ho consegnato a Roberto Torreggiani e alla Eim che lui rappresentava almeno 450mila euro, soldi che avrei utilizzato piu’ in la’ per portare avanti una serie di progetti artistici e realizzare un po’ di sogni, come l’acquisto di una casa. E invece niente”. “Torregiani era rassicurante, lo conobbi su indicazione di alcuni amici – ha raccontato l’artista di origini toscane – mi propose di investire i soldi in parte in titoli aggressivi e in parte in titoli a tasso fisso. Mi diceva che avrei riavuto la somma quando ne avessi avuto bisogno”. L’incontro con Lande e’ datato 2009 quando “cominciai a manifestare a Torregiani l’intenzione di voler riprendere i soldi e di capire come ‘scudare’ il denaro in nero, che era stato investiti all’estero. Anche Lande, presentatomi come un grande esperto di finanza – ha spiegato Riondino – era rassicurante, parlava di astrologia del denaro e garantiva alti tassi di rendimento nonostante la crisi economica. Nell’autunno di quell’anno, i miei investimenti passarono da Eim a Egp: Torregiani aveva avuto problemi perche’ non aveva il patentino per poter fare le operazioni finanziarie che faceva prima”.
LO SCUDO - Nell’autunno del 2010, Riondino verso’ in contanti altri 65mila euro per lo scudo fiscale: “Calcolarono la somma sostenendo che i 450mila euro investiti erano lievitati fino a un milione e 300mila. Inutile dire che quella cifra non l’ho mai incassata. E pensare che mi reputo mediamente competente in campo finanziario nel senso che ne so piu’ di mia madre”. Prima di Riondino, era toccato alla principessa Claudia Ruspoli raccontare come e’ caduta nella trappola: “Comuni amici mi consigliarono di investire soldi portandoli a Gianpiero Castellacci de Villanova. Dei 270mila euro complessivi, consegnati nel 2008, ne ho riavuti solo 40mila nella primavera del 2010. Meta’ somma fu investita in titoli aggressivi e l’altra meta’ in obbligazioni poco rischiose. Per due anni mi fu chiesto di non pretendere alcuna restituzione. Mi sono fidata, mi fu detto che al vertice dell’organizzazione c’era un mago della finanza, per l’appunto Lande, che passava tutto il giorno davanti al computer per studiare l’andamento del mercato. Dalla primavera del 2010 – ha proseguito la nobildonna – Castellacci non rispondeva piu’ alle mie chiamate e allora incontrai Lande che mi fissava sempre degli appuntamenti, senza restituirmi i soldi che gli chiedevo indietro. Questa vicenda, oltre allo scorno e alla figura da deficiente che ho fatto per aver dato fiducia a gente che non la meritava, mi ha danneggiato ulteriormente: non ho potuto pagare dei professionisti ai quali avevo commissionato alcuni lavori”.













Come ci sono rimasto male. Anche persona come te Davide, sono arrapate di soldi. Ti seguo da decenni e non me lo aspettavo proprio. Avere tentato di scudare i capitali come il più schifoso degli evasori nostrani, ti ha fatto perdere di getto tutta la credibilità che ti ho sempre riconosciuto come una profonda forza morale (anche se ironica perlopiù!). Non ti seguirò più, e da oggi se ti vedo in video cambio canale!
IDEM!!!!
Che pena Riondino, fondi neri all’estero come un qualsiasi destroso evasore.. che delusione..
non voglio vederti mai più’ .
Il più onesto dei benestanti merita vent’anni di galera.
Che pena che fate voi invidiosi, voi che non ve lo potete permettere, voi che vi accontentate e poi criticate chi magari galleggia in questo mondo che purtroppo per un motivo o per l’altro va così. E’ facile condannare dal vostro punto di vista, è meno facile capirle le cose, d’altronde quando questo paese è fondato le sue ultime politiche sull’odio dell’avversario politico è normale ritrovarsi con persone come voi. Non dico di capire, perché il limite è quello, ma per lo meno non condannare con questa invidia.
Questa non è invidia, ma sacrosanta repulsione verso un atteggiamento disonesto. E’ una fortuna che questo sentimento stia emergendo in molti italiani.