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La Russia ammetterà «alcune responsabilità» nello scandalo del doping di stato

La federazione russa dell’atletica ammetterà «alcune» responsabilità in merito allo scandalo del doping di stato denunciato l’altro ieri dall’agenzia mondiale antidoping.

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Il presidente del Coni Giovanni Malagò, tra i primi a sottolineare i benefici di una possibile collaborazione russa

LA RUSSIA SI DICHIARA COLPEVOLE –

Non è un complotto, il facente funzioni del presidente della federazione russa Vadim Zelichenok, ha detto ad Associated Press che la stessa è pronta ad ammettere alcune responsabilità di fronte alla commissione della WADA (World Anti-Doping Agency ) che ha chiesto la sospensione degli atleti russi dalle gare, sostenendo che godono della complicità delle istituzioni russe nel gareggiare dopati. Venerdì la commissione deciderà sulla sospensione della Russia, da qui l’urgenza dell’azione, anche perché la sospensione potrebbe determinare addirittura all’esclusione dalle olimpiadi di Rio de Janeiro, previste per il prossimo anno.

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CASO DOPING, LA STRATEGIA DEL CREMLINO –

Zelichenok ha spiegato che: «Ammetteremo certe cose, discuteremo certe cose, alcune sono già state risolte, ci sono cose diverse», senza entrare però nei dettagli, che  «non sono per la stampa». il ministro russo dello sport, Vitaly Mutko, ieri aveva spiegato che anche nel caso della sospensione delle squadre russe dall’atletica, il Cremlino non boicotterà le olimpiadi di Rio. Mutko ha comunque sostenuto che un bando di tutta la squadra sarebbe chiaramente ingiusto e punitivo per gli atleti puliti. La risposta russa sembra quindi evitare il muro contro muro e incline ad ammettere che le accuse della WADA sono, almeno in parte, fondate. Un approccio prudente, che tende anche a minimizzare l’impatto di eventuali sanzioni, visto che la WADA fa abitualmente ponti d’oro alle federazione e agli atleti «pentiti».

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