Il parlamento più costoso d’Europa
30/01/2012 - A confronto con gli altri: da noi succede che… La Stampa affonda il coltello nella piaga. E scopre che, a confronto con gli altri, il nostro Parlamento è il più caro d’Europa. Sotto accusa non ci sono solo gli onorevoli,
A confronto con gli altri: da noi succede che…
La Stampa affonda il coltello nella piaga. E scopre che, a confronto con gli altri, il nostro Parlamento è il più caro d’Europa. Sotto accusa non ci sono solo gli onorevoli, ma soprattutto i costi della struttura. Ecco il grafico che accompagna l’articolo di Carlo Bertini:
Il dato in sé è impressionante e contiene uno dei paradossi del nostro Paese:
I cinque grandi parlamenti nazionali d’Europa, Germania, Francia, Inghilterra, Italia e Spagna, costano 3,18 miliardi di euro l’anno, ma il Parlamento italiano spende più della somma degli altri quattro messi insieme. E la sorpresa sta nel fatto che la colpa non è tanto degli stipendi della Casta, bensì dei costi di una struttura molto più dispendiosa. La storia parte da lontano, se è vero, come raccontano i più anziani, che nel 1946, subito dopo il fascismo, si ritenne che fosse opportuno tenere il Parlamento sempre «aperto e agibile, un presidio democratico», con quel che ne conseguiva in termini di turni dei commessi e di apparati di sicurezza. Oggi non è più così, da anni si chiudono i battenti alle 22 e una delle polemiche sotterranee investe proprio il dispendio di risorse. Per una struttura che, di norma e salvo casi rari, potrebbe tranquillamente fermarsi due ore prima, evitando di far rimanere funzionari e documentaristi in servizio permanente effettivo pagandogli pure gli straordinari. Ma il problema non è la quantità della forza lavoro, tanto meno la qualità, vista l’alta professionalità riconosciuta a tutte le maestranze di ogni ordine e grado, dai funzionari di prima fascia fino ai barbieri.
In Italia e Regno Unito, il numero di dipendenti per i due parlamenti è simile (1.620 contro 1.868) ma a fare la differenza è il costo pro capite:
Per dirla con Francesco Grillo della London School of Economics, che insieme ad Oscar Pasquali ha curato un’inchiesta per il think-tank Vision, gli altri parlamenti nel corso degli anni «hanno preferito assumere molti meno commessi e stenografi e viceversa molti più giovani assistenti che affiancano i parlamentari nel loro lavoro». Dall’analisi comparata delle cinque più importanti «camere basse» d’Europa (Montecitorio, Bundestag, Assemblée Nationale, House of Commons e Congreso de Los Deputados) emerge che «non è il costo dei deputati italiani a determinare questa situazione ». Perché la spesa per le retribuzioni dei parlamentari in carica e in quiescenza è pari a poco più di un quinto del totale del bilancio 2011 di 1,66 miliardi di euro: dove il costo per il personale in servizio e in quiescenza è del 42,8%, contro il 23,8% destinato ai parlamentari. E quindi, una delle conclusioni dell’inchiesta di Vision è che la norma inserita nella finanziaria di luglio che stabilì di equiparare il costo dei parlamentari alla media europea avrebbe dovuto prescrivere casomai di equiparare il costo del parlamento nazionale alla media degli altri. Ad ogni cittadino italiano, il Parlamento costa tre volte di più che in Francia (27,15 euro rispetto a 8,11 euro), quasi sette volte più che in Inghilterra (4,18 euro) e dieci volte più che in Spagna (2,14 euro pro capite). E non è tanto il numero dei parlamentari ad incidere (in Italia poco superiore alle medie europee) ma il costo del Parlamento per deputato. «Più del 40% delle risorse del nostro palazzo sono assorbite dal personale della Camera. Stenografi o commessi – si legge nel documento – che individualmente arrivano, al massimo dell’anzianità, ad avere stipendi superiori ad alcune delle più alte cariche dello Stato».














Devo dire che non mi meraviglia. L’italia spesso è prima per le cose negative, ed ultima per le cose positive; ma nonostante ciò si va avanti. Siamo un miracolo
Si va avanti?? veramente siamo arrivati sull’orlo del baratro
I parlamentari più inetti, più furbi e meglio pagati d’Europa non ne vogliono sapere di vedersi ridurre emolumenti e privilegi.
e c’è ancora una stronza che non si rassegna all’abolizione dei vitalizi….
come fanno a mostare la faccia ,ahh veramente ce l’hano di bronzo .
Mi sembra che i dati di raffronto: tre volte di più che in Francia (27,15 euro rispetto a 8,11 euro), quasi sette volte più che in Inghilterra (4,18 euro) e dieci volte più che in Spagna (2,14 euro pro capite), non siano in accordo con il secondo grafico COSTI DEI PARLAMENTARI NAZIONALI (CAMERA BASSA) PER CITTADINO valori in euro. Questo non toglie il primo posto all’Italia, ma la comparazione con gli altri stati risulta falsata.