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Montecassino, sequestrati 500.000 euro a un ex abate

500.000 euro. Questo il denaro sequestrato all’ex abate di Montecassino Pietro Vittorelli. Secondo la Procura di Roma quel denaro, destinato a finalità di culto e a opere caritatevoli, è in realtà finito nelle sue tasche. Questa somma sarebbe frutto di prelievi sul conto dell’abbazia, conti su cui per l’accusa aveva accesso illimitato, tra 2007 e 2013.

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(ANSA)

MONTECASSINO, LE IPOTESI DELL’ACCUSA

Il Corriere della Sera ricorda che Vittorelli in un’intervista al quotidiano milanese sulla questione disse: «Noi non siamo proprietari dei beni che possediamo, ne siamo soltanto gli amministratori». Il sequestro per “equivalente” è stato disposto dal gip Vilma Passamonti su richiesta del Pm Francesco Marinaro. Per l’accusa l’ex abate, indagato, avrebbe riciclato il denaro in diversi momenti attraverso i conti correnti gestiti dal fratello Massimo, intermediario finanziario. Una volta terminato il “giro” i soldi sarebbero tornati nella disponibilità del prelato.

 

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MONTECASSINO, VITTORELLI, I RAPPORTI CON FORZA ITALIA E LA STIMA DI ZINGARETTI

Pietro Vittorelli, 53 anni, laureato in medicina e abate emerito, si è dimesso dal proprio incarico nel giugno 2013 a causa della propria salute. Tutta colpa di una crisi cardiaca con effetti neurologici. Nel 2007 era stato nominato alla carica da Papa Benedetto XVI. Lo scorso settembre ha partecipato alla convention di Forza Italia a Fiuggi mentre il 29 ottobre 2014 è stata registrata la sua presenza a un convegno organizzato alla sede romana del Parlamento Europeo insieme al consigliere Mario Abbruzzese e al vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani. Al momento del suo addio all’abbazia di Montecassino Pietro Vittorelli incassò l’attestato di stima di Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio: «per la costante attenzione e dedizione nei confronti delle condizioni sociali e morali del territorio di Cassino e del Lazio».