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L’agghiacciante strage dell’ISIS che sveglia la solidarietà in Afghanistan

La capitale dell’Afghanistan ha assistito oggi a una rara manifestazione, che ha visto migliaia di persone prendere le strade della capitale per manifestare contro la brutale decapitazione di 7 persone di etnia Hazara.

fghan protesters carry a coffin containing a decapitated body of one of seven Shiite Muslim Hazaras, including four men, two women and one child, during a demonstration in Kabul on November 11, 2015. Thousands of protesters marched coffins containing the decapitated bodies of seven Shiite Hazaras through the Afghan capital Kabul on November 11 to demand justice for the gruesome beheadings, which prompted fears of sectarian bloodshed in the war-torn country. Demonstrators gathered in the rain in west Kabul and marched towards the city centre, chanting death slogans to the Taliban and the Islamic State group while demanding justice and protection from the government. AFP PHOTO / SHAH Marai        (Photo credit should read SHAH MARAI/AFP/Getty Images)
Donne afghane portano il feretro di una delle vittime della strage  (Photo credit should read SHAH MARAI/AFP/Getty Images)

LA TERRIBILE STRAGE CHE HA MOSSO L’AFGHANISTAN –

Hanno sfilato insieme Pashtun, Tajiki, Uzbeki, e Hazara per protestare contro l’ultima brutalità di una banda di guerriglieri, che secondo le autorità sono affiliati all’ISIS e che si sono macchiati della brutale decapitazione con il filo spinato di due uomini, tre donne e due bambini di etnia Hazara. I 7 erano ostaggi catturati più di un mese fa e detenuti nella provincia di Zabul. I loro corpo sono stati ritrovati da un gruppo di talibani che non hanno risposto alle sirene dell’ISIS, che poi hanno consegnato le spoglie agli anziani della provincia di Ghazni, da dove erano stati rapiti.

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TUTTI GLI AFGHANI CONTRO LA VIOLENZA –

Gli Hazara sono sciiti e per questo sono stati a lungo bersaglio di violenze da parte di qaedisti e talibani, ma in questa occasione la strage ha ricevuto una risposta compatta che travalica i confini confessionali e la manifestazione che si è diretta al palazzo presidenziale per dire basta alle violenze era composta in gran parte da sunniti e da esponenti di altri gruppi etnici, compreso quello maggioritario dei Pashtun, sunniti ed etnia di riferimento dei talibani afghani.