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Junior Masterchef: la concorrente di 12 anni bersaglio di molestie sessuali online

Migliaia di brasiliane si sono unite alla compagna online per condividere le loro esperienze di molestie e abusi sessuali. È successo dopo i tweet indirizzati alla concorrente di Junior MasterChef Valentina Schulz, bersaglio di insulti e commenti imbarazzanti. Più di 82.000 storie sono state condivise su Facebook, Twitter e altri social network in risposta a quelli arrivati alla bambina dopo la puntata del 20 Ottobre. Tra questi si legge “Sarà una pornostar a 12 anni”, “Questa ragazzina sexy istiga alla pedofilia”, “Valentina è veramente un cagna”, ma c’è anche chi si chiede “Se è consenziente è pedofilia?”.

THINK OLGA –

Questo episodio ha spinto Think Olga, un’organizzazione non governativa per la difesa dei diritti delle donne, alla creazione dell’hashtag #primeiroassédio (prima molestia ndr), per incoraggiare le donne a raccontare le proprie esperienze. La risposta è stata immediata e le storie condivise sono moltissime, dalle aggressioni verbali, ai palpeggiamenti, fino agli stupri. Juliana de Faria, fondatrice di Think Olga, ha spiegato come l’iniziativa miri a contrastare la “normalizzazione” della pedofilia in Brasile. «Il grande obiettivo di questa campagna è far conoscere il problema, perchè non si può combattere qualcosa che viene negata». «C’è un meccanismo che lavora per mantenere le vittime in silenzio. Non è gestito da un “super-cattivo”, ma si manifesta ogni volta che qualcuno ci dice che stiamo esagerando, che abbiamo bisogno di dimenticare quello che è successo. C’è qualcosa di molto potente nello scoprire che siamo vittime».

LA CAMPAGNA #PRIMEROASSEDIO –

La campagna #primeiroassédio ha spinto donne e ragazze a rendere note le proprie esperienze:

Quando avevo nove anni vivevo in una fattoria, e uno degli operai di mio padre tentò di violentarmi. Mi salvò il fratello del ragazzo”.

E ancora

 

“Avevo 14 anni, tornando a casa da scuola un ragazzo in macchina mi ha fermata per farmi vedere come si masturbava”.

 

Le storie offrono un quadro preciso, secondo cui le principali vittime di attenzioni sessuali indesiderate siano ragazze piuttosto giovani. Nel mese di luglio un sito porno ha reso note le principali chiave di ricerca divise per paese: se “lesbian”, “stepmom” e “milf” si sono piazzati ai primi posti in Inghilterra e Stati Uniti, “teen” e “young girl” sono in cima alla classifica brasiliana. La Faria ha spiegato come il termine “novinha” sia diventato “parte della cultura nazionale brasiliana” sottolineando la pericolosità del fenomeno. “Il termine non celebra affatto il periodo più innocente della nostra vita, ma riguarda la ricerca di sesso con ragazze minorenni. Ci troviamo difronte alla pedofilia chiamata con altro nome”.

BRASILE AL 79ESIMO POSTO –

Un recente studio condotto da Ipea (l’istituto brasiliano di ricerca applicata all’economia ndr) ha rilevato che su 527.000 personen violentate ogni anno in brasile, l’89% erano donne e il 70% bambini o adolescenti. La ricerca ha anche svelato che una vittima su cinque fosse un maschio. Tuttavia Ipea stima che solo il 10% dei casi venga denunciato e che il Brasile si trovi al 79esimo posto nella classifica di “gender equality” stilata dalle Nazioni Unite, dietro a Kazakistan e Iran.