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Campania: indagati De Luca, il suo capo della segreteria e un giudice del tribunale

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca risulta indagato nell’ambito di un’inchiesta aperta dalla Procura di Roma che riguarda il suo ex capo della segreteria (dimessosi domenica), Carmelo Mastursi, e un magistrato del Tribunale di Napoli, Anna Scognamiglio. Risulta iscritto nel registro degli indagati anche il marito del magistrato partenopeo, Guglielmo Manna. Scognamiglio è il giudice che firmò il 22 luglio la sentenza di sospensione della sospensiva per il governatore campano ed ex sindaco di Salerno. Si indaga per rivelazioni di segreto d’ufficio e per corruzione. Nei giorni scorsi la Squadra Mobile di Napoli aveva perquisito gli uffici di Mastursi in Regione e la sua abitazione a Salerno sequestrando un telefono cellulare e un computer portatile. Secondo quanto si apprende, gli indagati in questa vicenda sono sette. De Luca sarebbe indagato come atto dovuto.

 

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DE LUCA INDAGATO, L’INTERCETTAZIONE DI MASTURSI –

A quanto si apprende il fascicolo è stato aperto da un’intercettazione nella quale il marito del giudice Scognamiglio, parlando con Mastursi, ha chiesto «un favore» spiegando che in cambio avrebbe fatto «intervenire» la moglie su una vicenda che stava a cuore all’ex capo della segreteria del presidente della Giunta campana.  Scognamiglio è stata relatrice nell’ordinanza collegiale che il 22 luglio ha decretato la sospensione della sospensiva disposta per il governatore della Campania in base alla legge Severino. Come riporta Repubblica, secondo l’accusa De Luca sarebbe stato indotto a promettere la nomina di Manna in un incarico nella Sanità campana. Il governatore campano sulla vicenda Mastursi è intervenuto nemmeno qualche ora fa (nel tardo pomeriggio di martedì 10 novembre). «Se ci sono delle cose da chiarire la magistratura faccia il proprio lavoro – ha detto – vada avanti senza guardare in faccia a nessuno».

DE LUCA INDAGATO, LA DIFESA: «IO ESTRANEO AI FATTI» –

Il governatore si è difeso dichiarando «senza alcun margine di equivoco» la sua «totale estraneità a qualunque condotta meno che corretta». De Luca ha incaricato il suo avvocato di chiedere di essere ascoltato e annuncia per domani mattina una conferenza stampa a Napoli. «In relazione all’annunciata indagine nei miei confronti – ha fatto sapere il presidente della Regione Campania – nel dichiarare senza alcun margine di equivoco la mia totale estraneità a qualunque condotta meno che corretta, chiarirò ogni aspetto in una conferenza stampa nella mattinata di domani». «È mia intenzione – ha aggiunto – fare in modo che si accendano su questa vicenda i riflettori nazionali, trovandomi nella posizione di chi non sa di cosa si stia parlando». «Ho già dato incarico al mio avvocato per chiedere di essere sentito dalla competente autorità giudiziaria. Per me, come per ogni persona perbene, ogni controllo di legalità è una garanzia, non un problema. E su questo, come sempre – ha concluso il governatore – lancio io la sfida della correttezza e della trasparenza”.

DE LUCA INDAGATO, IERI LE DIMISSIONI DI MASTURSI –

Come ricordano le agenzie di stampa, Mastursi aveva già presentato le sue dimissioni per «motivi personali» sabato, all’indomani dell’atto investigativo, dimissioni protocollate ieri e giustificate con una nota della Regione come legate alla difficoltà di tenere insieme gli impegni di capo staff e di nel Pd regionale. Nel tardo pomeriggio (di martedì 10 novembre) la vicenda aveva pesato nel vertice di maggioranza tenuto a Palazzo Santa Lucia da De Luca, ufficialmente sulle priorità di governo su ambiente e sanità. Mastursi, 49 anni, è un fedelissimo di De Luca: è stato una delle menti della campagna elettorale della scorsa primavera.

DE LUCA INDAGATO, CHI È IL FEDELISSIMO MASTURSI –

Carmelo (Nello) Mastursi, è uno dei fedelissimi del presidente De Luca. Come ha spiegato Gerardo Ausiello sul Mattino di Napoli:

Quando a luglio ha varcato, dopo mille vicissitudini, il portone di Palazzo Santa Lucia, il neogovernatore Vincenzo De Luca ha voluto accanto a sé due fedelissimi, entrambi salernitani ed entrambi deluchiani della prima ora: Fulvio Bonavitacola, nominato vicepresidente della giunta, e Carmelo Mastursi (detto Nello), che è diventato il capo della segreteria politica. Quest’ultimo, già dirigentedel Pd a Salerno e oggi responsabile dell’organizzazione del Pd Campania, ha lasciato però misteriosamente l’incarico dopo meno di cinque mesi di attività. La richiesta di dimissioni,ufficialmente«per motivi personali», porta la data di venerdì ma è stata accolta ieri.

Sempre sul Mattino Mariano Ragusa ha definito Mastursi «coriaceo uomo-sentinella della macchina partito», «oscuro stakanovista di tesseramenti e primarie», ma anche «collettore delle candidature», «uomo di contatto con quei mondi con i quali il futuro governatore (De Luca, nda) aveva deciso di allearsi». Poi ha ripercorso la carriera:

Quarantotto anni, una laurea in Scienze politiche all’università di Salerno ma il suo lavoro è stato la politica. Socialista in giovane età in quella fetta di provincia salernitana assai «normale» che è il Vallo di Diano (è nato a Padula), Mastursi quando il Psi collassa si iscrive al Pd se segue tutte le metamorfosi del partito sino al Pd. E si ritaglia il suo spazio, con De Luca e l’ex sindaco Mario De Biase, al Comune di Salerno. Consulente per la finanza di progetto. Resterà con De Luca. Diventandone un fedelissimo. Poi una poltrona nella partecipata Salerno Energia distribuzione. Dentro il circuito del potere locale. E dentro il partito. Incollato a De Luca. Incollato e allineato. Fino al salto nello snodo strategico dell’organizzazione del Pd regionale. E il passaggio alla Regione. Carriera di un «organizzatore capace di presidiare i meccanismi interni del partito», lo esaltano i sostenitori; premio a «uno dei tanti yesman della galassia deluchiana», insinuano i detrattori. Mai polemiche aperte, mai discorsi memorabili. Il suo posto è nella penombra. Non senza simulare qualche cedimento in favore di telecamere, e smarcare il gioco.

Già in mattinata circolavano nomi dei possibili successori di Mastursi. Ha scritto ancora Ausiello sul Mattino:

Ma le dimissioni di Mastursi hanno innanzitutto un risvolto politico. Sì, perché si tratta del primo anello del cerchio magico a cui De Luca è costretto, suo malgrado, a rinunciare. E che il governatore dovrà sostituire al più presto, anche perché si tratta di coprire una casella strategica per l’ente. Chi prenderà, allora, il posto di Mastursi? Tra i nomi circola quello di Alfonso Buonaiuto, attualmente assessore al Bilancio del Comune di Salerno e già responsabile della segreteria tecnica di De Luca.

DE LUCA INDAGATO, LE PRIME VOCI SULL’INDAGINE –

Secondo le prime indiscrezioni sull’inchiesta condotta dal procuratore Giuseppe Pignatone, emerse con la richiesta di dimissioni di Mastursi (dimissioni accettate domenica), ci sarebbe stata un’accelerazione nel lavoro della Procura. Ha riportato stamane Leandro Del Gaudio sul Mattino:

Inchiesta classica, allo stato iniziale, quella condotta dall’ufficio inquirente coordinato dal procuratore Giuseppe Pignatone. Un fascicolo zeppo di intercettazioni, alimentato via via da «risultanze investigative» che diventano sempre più urgenti. Ci sono una serie di «target» che si muovono in Campania, quanto basta a rendere urgente anche attività di appostamento. Qualcuno viene pedinato, si scava negli ambienti della pubblica amministrazione, si comprende che – seppure in modo indiretto – potrebbe centrare un politico che da poco ha l’incarico di rappresentare il mandato politico di De Luca agli occhi degli elettori e degli altri organi istituzionali. C’è un’urgenza processuale, una sorta di emergenza che spinge la Procura a muoversi d’anticipo, si cercano conferme di ipotesi che al momento sono trincerate da uno stretto riserbo istruttorio. È questo il momento in cui, il pm mette la freccia. Si decide di delegare una parte degli accertamenti agli uomini di via Medina, specializzati in attività investigative su più livelli. Siamo a venerdì scorso, Mastursi viene indicato come potenziale punto di contatto con altri soggetti, a loro volta al centro delle indagini capitoline. Fatto sta che nella giornata di venerdì, scatta il blitz. Silenzioso, rigorosamente sotto traccia, al riparo anche da possibili soffiate o fughe di notizia. Ci sarebbero dati destinati ad essere approfonditi dai titolari delle indagini, ma il silenzio a Napoli comincia a diventare assordante.

DE LUCA INDAGATO, DI BATTISTA: «RENZI L’HA DIFESO» –

Alla notizia del coinvolgimento di De Luca nell’indagine su Mastursi e il giudice Scognamiglio le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Tra i primi ad intervenire i parlamentari del Movimento 5 Stelle. Il deputato Alessandro Di Battista su Twitter ha scritto: «DeLuca indagato per corruzione. Renzi l’ha candidato, protetto e difeso per i soliti osceni giochi di potere sulla pelle dei campani».

 

(Foto di copertina: Giornalettismo)