Quelli del Giornale non sanno usare Facebook…e nemmeno il calendario

29/01/2012 - Granzotto e Filippi all’attacco dello Spiegel…e persino di Giornalettismo Il Giornale è sull’orlo di una crisi di servi. Oggi, in un’intera pagina di deliri, afferma che lo Spiegel ha fatto sparire la sua pagina Facebook per l’aggressione di ieri, e

     
 

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Granzotto e Filippi all’attacco dello Spiegel…e persino di Giornalettismo

Il Giornale è sull’orlo di una crisi di servi. Oggi, in un’intera pagina di deliri, afferma che lo Spiegel ha fatto sparire la sua pagina Facebook per l’aggressione di ieri, e poi, per sovrannumero di ridicolo, se la prende proprio con Giornalettismo dicendo che non li abbiamo citati in un articolo in cui era impossibile citarli. Leggiamo cosa scrive Jacopo Granzotto, in primis, affinché si capisca che la situazione è disperata, ma non seria:

IL GIORNALE DEL GIORNO PRIMA – Granzotto si riferisce, nel suo divertentissimo discorsetto pregno di umorismo involontario, a questo articolo di Andrea Mollica: La bufala di Repubblica sui tedeschi e Schettino. E il motivo per cui il Giornale non è citato è che l’articolo è stato pubblicato il venerdi’ a mezzanotte (e scritto il giorno prima), ovvero prima che diventasse pubblica la prima pagina del Giornale con Auschwitz e Schettino. Tacciamo, per carità di patria, sulle deliranti accuse di violazione del copyright del povero Granzotto – non si capisce perché, se discutiamo dell’articolo di Repubblica, dovremmo parlare del Giornale, che ha semplicemente, per l’ennesima volta, ripreso qualcosa pubblicato da qualcun altro per costruirci una polemica – e preferiamo concentrare l’attenzione del lettore, per quanto possibile, su altri due articoli in cui il Giornale viene citato: le reazioni di Twitter e sulla sua pagina Facebook a proposito di quanto scritto. Questi due articoli il povero Granzotto non li ha visti, di certo. Altrimenti si sarebbe accorto che ce n’è a bizzeffe, di citazioni al Giornale:

IL GIORNALE MI FA VERGOGNARE DI ESSERE ITALIANO

“MILIONI DI SOLDI PUBBLICI PER SCRIVERE CAZZATE”

LO SPIEGEL SU FACEBOOK - E, dopo aver spiegato a Granzotto le meravigliose virtù del calendario, leggiamo invece cosa scrive Stefano Filippi a proposito dello Spiegel su Facebook:

Nella tarda serata di venerdì,improvvisamente il profilo dello Spiegel sparisce da Facebook. E con lui scompaiono anche il logo e la valanga di commenti,dicuiperò è rimasta traccia nelle grandi memorie della rete. Cliccando sull’indirizzo del giornale,da ieri appare un sobrio avvertimento: «Questo contenuto non è al momento disponibile. Impossibile visualizzare la pagina richiesta al momento.La pagina potrebbe essere temporaneamente non disponibile, il link su cui hai cliccato potrebbe essere scaduto o potresti non disporre dell’autorizzazione a visualizzare questa pagina». In sostanza, «torna alla home». Cioè alla pagina iniziale. Ma suona quasi come un «vattene a casa ».

E qui, già qualcosa ci puzza: la sparizione del link, infatti, sempre a proposito di chi non cita, l’abbiamo annunciata noi in questo articolo. Granzotto direbbe che se avessimo messo il copyright sul pezzo, ci avremmo guadagnato. Ma lasciamo perdere, e concentriamo invece l’attenzione sul messaggio che ha stupito il povero Filippi: quel messaggio significa che l’aggregazione dello Spiegel è stata tolta, ma non che è stata tolta la pagina dello Spiegel. Che infatti è ancora li‘, tranquilla e beata cosi’ come c’era ieri. Il Giornale, quindi, si inventa una lagnosissima stronzata su Giornalettismo che non lo cita, quando l’articolo a cui si riferisce è stato pubblicato PRIMA della loro prima pagina su Schettino e Auschwitz, e poi si inventa che lo Spiegel ha cancellato la pagina Facebook, quando al massimo – come abbiamo scritto noi venerdi’ scorso – ha soltanto cancellato un hyperlink. Non male, no?

     
 

16 Commenti

  1. Antonio Florio scrive:

    Sarebbe il caso di vietare l’uso di “reverso” nelle redazioni dei giornali.

  2. mark scrive:

    Sallusti, sei peggio di Schittino. Sei la vergogna degli italiani, un servo del padrone senza onore.

  3. Stefano scrive:

    Jacopo Granzotto? Non sara’ un parente di Paolo Granzotto, censurato dall’ordine dei giornalisti del Lazio nel novembre 2011 per aver usato espressioni xenofobe contro i romeni, e che casualmente scrive sullo stesso quotidiano? Dopo le caste dei politici e degli accademici, perche’ non parliamo di quella dei giornalisti?
    Povero Montanelli, come hanno ridotto la tua creatura!

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