Debunking Emanuela Orlandi – 3
31/07/2008 - ZI’PRETE, NE SAI TROPPE - C’è anche da dire che tra Curia e Vicariato c’è chi alla storia della Orlandi rapita non crede per nulla, sin dall’inizio. All’epoca gli schieramenti, come al solito ampi e variegatamente pieni di “distinguo”, si
ZI’PRETE, NE SAI TROPPE - C’è anche da dire che tra Curia e Vicariato c’è chi alla storia della Orlandi rapita non crede per nulla, sin dall’inizio. All’epoca gli schieramenti, come al solito ampi e variegatamente pieni di “distinguo”, si possono riassumere in quello favorevole a papa Wojtyla, che ha alfieri in Comunione e Liberazione e vuole la guerra senza quartiere al comunismo, e quello invece fautore dell’Ostpolitik, la politica di distensione nei confronti dell’Est Europa: Casaroli è la punta di diamante di uno schieramento che vede anche Giovanni Battista Re, Poletti, Martinez Somalo ed altri. Ebbene, riferiscono le cronache che nel giorno in cui doveva arrivare una telefonata dei presunti sequestratori a un’ora ben precisa, Casaroli non si riusciva proprio a trovare. Eppure lo sapeva che c’era una chiamata a cui doveva rispondere. Alla fine la suora affranta, che chiedeva al rapitore di restare in linea, lo scovò. Ma quell’altro aveva riattaccato. Così come un’altra volta il giudice Domenico Sica chiese e ottenne di essere
presente a un appuntamento telefonico sempre con i sequestratori. Solo che quella volta furono loro a non farsi sentire, nonostante il magistrato fosse entrato nell’ufficio di Casaroli in incognito e travestito; Sica se ne va e, manco a farlo apposta, cinque minuti dopo squilla il telefono. E il sequestratore fa sapere al cardinale che non è aria di tentare di prenderlo in giro. Insomma, si potrebbe anche fare qualche ipotesi non del tutto peregrina su chi cominciò a muovere le fila della disinformazione. Ma purtroppo rimangono e rimarranno ipotesi. Così come non possiamo che ipotizzare cosa ci fosse scritto in quei riservatissimi dossier vaticani e cosa si dicesse in quelle riunioni tra cardinali nell’immediatezza del sequestro Orlandi. Uno di questi – ma è soltanto una voce – pare fosse custodito nella cassaforte di Alois Estermann, la guardia svizzera uccisa insieme alla moglie da un suo commilitione. Non fu mai ritrovato. Estermann venne ucciso – secondo la ricostruzione vaticana, da un raptus di follia di un’altra guardia svizzera che poi si sparò in bocca ma, caso strano, lo avrebbe fatto con tanta foga da rompersi i due denti davanti – e i dossier mai più ritrovati; di lui si sa che venne accusato di essere una spia della Stasi e che fece una carriera dirompente: quando fu ammazzato era stato appena nominato “capo” della Guardia Svizzera. Al suo posto è andato Raoul Bonarelli, proprio quel Bonarelli del quale venne chiesto il rinvio a giudizio per concorso in sequestro di persona a causa di un’intercettazione nella quale il suo superiore gli ordinava di non dire nulla agli inquirenti sul caso Orlandi. Com’è piccolo il mondo, vero?
L’AMERICANO? - Infine, c’è da raccontare un ultimo episodio. Integralmente. In realtà, l’identità di quello che siamo soliti definire “L’Americano”, quello dell’identikit del Sisde fortemente somigliante a Marcinkus, è molto meno sconosciuta di quanto si pensi. Nel 1987 Corrado Augias dedicò una puntata della sua “Telefono giallo” al caso Orlandi; i magistrati di allora, colti da improvviso raptus di efficienza, pensarono
di far mettere sotto controllo i telefoni. Alle 22 e qualcosa una persona chiamò, chiese di parlare con l’avvocato Egidio e aggiunse: “codice 158″. Ullallà. Era il codice con il quale l’Americano avvertiva delle sue telefonate il Vaticano. Brevemente: si rintraccia l’utenza, ma la prova risulta essere compromessa, perché un carabiniere sbaglia la verbalizzazione della chiamata in arrivo di nove minuti rispetto a quella della Sip, la compagnia dei telefoni di allora. Si decide di mettere lo stesso il soggetto sotto intercettazione telefonica, che va avanti per 15 giorni. Ma sembra un buco nell’acqua, il tizio non dice nulla di interessante. Vabbeh, direte voi: sarà stato uno che ha saputo l’informazione chissà come, non è importante… E invece una perizia fonica dell’epoca stabilisce che il signor Roberto M. ha la stessa voce dell’Americano (mentre un’altra – qualche anno dopo – dirà addirittura che le voci sono di Mario e dell’Americano sono le stesse, frutto di un camuffamento). Si convoca la persona per l’interrogatorio. Questo butta giù una scusa per spiegare il motivo della chiamata. Gli chiedono: “Lei si ricorda con quale nomignolo ha effettuato la chiamata?”. “No”, risponde Roberto. E nessuno – NESSUNO! – gli fa la domanda successiva, ovvero “come sapevi quel codice?”. E ce n’è anche un altra, di telefonata, di quel periodo, nel quale si dice: “Pronto, sono Pierluigi. Se parlo m’ammazzano!”, e si attacca il telefono. Roba forte, ma anche lì nessun riscontro. Povero “Pierluigi”. Tu non sapevi nemmeno con chi stavi parlando le prime volte, vero?
(alcune informazioni di questo articolo – e alcune di quelle che seguiranno – sono tratte da Pino Nicotri, Mistero Vaticano, Kaos Edizioni, 2002, e talune fonti aperte; altre da atti processuali e ricerche d’archivio; altre ancora da colloqui privati; la canzone citata nel distico iniziale è di Domenico Modugno )
[3 - finirà con "Cos'è che si desidera più fortemente, Clarice?" (cit.)]
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se io fossi un sospettabile perchè vicino alla famiglia nel lavoro, a scuola o nel luogo di residenza, cercherei di allontanare gli sguardi dall’ ambito degli stretti conoscenti coinvolgendo persone ed organismi lontani da me ……
e quanto più io fossi un personaggio importante, tante più persone di alto livello o servizi segreti coinvolgerei nel depistaggio anche al fine di depistare i depistatori……
e ciò che potrebbe essere uno squallido incidente di percorso o una mal conseguenza di sfogo di mal protesi nervi o golosi sensi, diverrebbe affaire international…….
“e ciò che potrebbe essere uno squallido incidente di percorso o una mal conseguenza di sfogo di mal protesi nervi o golosi sensi, diverrebbe affaire international…….”
che fai, le rovini?
…….ma probabilmente anche il mio è un depistaggio……
pfff…questi depistatori uomini neri bVutti e cattivi
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