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Mafia Capitale, Odevaine: “Francesco Totti avrebbe pagato dei vigili per proteggere i figli”

Francesco Totti avrebbe pagato dei vigili romani in nero per proteggere e sorvegliare i propri figli? Lo avrebbe affermato Luca Odevaine, ex vice-capo di Gabinetto di Walter Veltroni nel corso di un interrogatorio lo scorso 15 ottobre. La dichiarazione è stata riportata dall’agenzia Omniroma e ripresa dal Messaggero.

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ANSA/ANGELO CARCONI

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MAFIA CAPITALE, LE DICHIARAZIONI ATTRIBUITE A LUCA ODEVAINE

Secondo quanto avrebbe riportato il Messaggero, Luca Odevaine durante un interrogatorio avrebbe risposto ad alcune domande, precisando sulle delle precedenti dichiarazioni di Buzzi: “È vero che dei vigili urbani facevano vigilanza ai figli del calciatore Francesco Totti ma lo facevano fuori dall’orario di lavoro e venivano pagati in nero dallo stesso Totti”.

Luca Odevaine nel corso dell’interrogatorio dello scorso 15 ottobre avrebbe precisato una serie di dichiarazioni già rese da Salvatore Buzzi. Luca Odevaine avrebbe poi aggiunto, rispondendo alle domande del Pubblico Ministero Paolo Ielo, che l’esigenza “era nata dal fatto che era giunta una voce di un progetto di rapimento del figlio di Totti. Ne parlai con il Colonnello Luongo dei carabinieri, il quale, tenuto conto della genesi e della natura della notizia, convenne con me che non era il caso di investire il comitato per la sicurezza ma che si poteva trovare un modo per provvedere“.

MAFIA CAPITALE, IL COMANDO DELL’ARMA DEI CARABINIERI: “RAPIMENTO DEI FIGLI DI TOTTI? NOTIZIE INFONDATE”

Il comando provinciale capitolino dell’arma dei Carabinieri ha emesso una nota in cui fa il punto sulle dichiarazioni di Luca Odevaine:

“In ordine a quanto riportato da alcune Agenzie di stampa circa le dichiarazioni rese da Luca Odevaine su un presunto progetto di rapimento del figlio di Francesco Totti, si precisa che nell’anno 2008, il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Roma ha svolto specifiche indagini finalizzate a verificare la fondatezza di notizie acquisite da persone dell’entourage del calciatore, circa un presunto piano di sequestrarne i bambini con finalità estorsive. Le indagini, effettuate anche con mirate attività tecniche e perquisizioni domiciliari delegate dalla Procura della Repubblica di Roma, dimostrarono l’infondatezza delle notizie in argomento. All’epoca dei fatti l’allora Colonnello Luongo non ricopriva incarichi presso il Comando Provinciale di Roma e non fu interessato della vicenda da parte di alcuno”