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Doping in Russia: “Sospendete gli atleti dalle competizioni internazionali”

La Wada (agenzia mondiale antidoping) ha chiesto alla Iaaf (Federazione mondiale dell’atletica) di escludere la Russia dalle competizioni internazionali fino a quando non sarà fatta chiarezza da Mosca in merito ai casi di doping registrati in diversi atleti russi.

DOPING IN RUSSIA, IL RAPPORTO

Nel rapporto diffuso dalla commissione indipendente si parla di “fallimenti sistemici del sistema che impediscono o diminuiscono la possibilità di un programma antidoping efficace“. Se arriva l’ok dall’Iaaf la Russia potrebbe esser esclusa sia dai Giochi olimpici che in campionati europei e mondiali. Le indagini sono scattate nel dicembre 2014 quando la tv tedesca Ard ha trasmesso un documentario in cui veniva raccontata la storia di Vitaliy Stepanov e Yulia Stepanova, rispettivamente dipendente dell’agenzia russa antidoping e un’ex atleta russa in cui si parlava delle pratiche dopanti adoperate a Mosca.

DOPING, LA RUSSIA: “NON AVETE DIRITTO DI SOSPENDERCI”

La Russia reagisce con forza alle parole dell’Agenzia Mondiale Antidoping. Vitaly Mutko, ministro dello sport, è categorico: “Non avete il diritto il diritto di sospenderci”. La Federatletica russa ha accusato la Wada di eludere i protocolli stabiliti per la lotta al doping. Vadim Zelechenok , presidente ad interim di RusAthletics, ha aggiunto: “Qualsiasi provvedimento di sospensione dovrebbe essere discusso nella riunione della Iaaf nel mese di novembre. Dovrebbe essere dimostrato che le violazioni erano colpa della federazione e non dei singoli sportivi. Dovrebbe esserci data la possibilità di difendere la nostra reputazione”. Vladimir Uiva, a capo dell’agenzia federale medico-biologica russa, aggiunge: “Non c’è alcun motivo di privare i nostri atleti delle medaglie, anche olimpiche, o di squalificarli, e nemmeno gli allenatori”.

 

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LA WADA CHIEDE L’ESCLUSIONE DELLA RUSSIA

– Nel rapporto WADA il governo russo viene accusato di complicità in diversi casi riguardanti alcuni atleti, talvolta coinvolgendo direttamente i servizi segreti di Mosca (FSB). Il pariodo di “accuse” è piuttosto recente: si parla del laboratorio antidoping moscovita attivo anche durante le Olimpiadi invernali di Sochi 2014. Dagli elementi raccolti la richiesta è netta: La Russia è “non conforme al codice mondiale antidoping”.
L’ultimo episodio di doping russo risale a giovedì scorso, con la squalifica di Maria Konovalova, due volte terza alla maratona di Chicago, sospesa fino all’ottobre 2017.

LA IAAF: “LA RUSSIA HA UNA SETTIMANA PER SPIEGARE”

Sebastian Coe, presidente della Iaaf, la Federazione Internazionale di Atletica, ha annunciato di aver concesso una settimana alla Federazione Russa di atletica per rispondere in merito al rapporto della Wada sulle accuse di doping diffuso tra gli atleti del paese, che potrebbe costare alla Russia l’esclusione dei Giochi Olimpici. “Chiederemo una spiegazione per le accuse, e il Consiglio della Iaaf successivamente emetterà un giudizio”.

LE ACCUSE DELLA WADA ALLA RUSSIA

Nello specifico la Wada, presieduta dal canadese Dick Pound, nel suo report ha descritto un sistema che di fatto si può intendere come “doping di stato” con la creazione di un’organizzazione impegnata alla manipolazione dei risultati. La Wada ha inoltre chiesto la radiazione a vita di cinque atleti tra cui la medaglia d’oro negli 800 alle Olimpiadi di Londra Marya Savinova e la terza di quella gara, Ekaterina Poistogova. Per tutti gli altri atleti russi è stata invece chiesta una squalifica di due anni. Secondo l’accusa il governo russo con a capo il ministro dello sport Vitaly Mutko avrebbe creato un laboratorio parallelo alle porte di Mosca nel quale venivano controllati i dati di tutti gli atleti. Secondo le accuse la Russia avrebbe  mandato uomini dei servizi segreti alle Olimpiadi di Sochi per capire e controllare il lavoro dell’antidoping.

 

(in copertina foto EPA/MIKHAIL KLIMENTIEV/RIA NOVOSTI/KREMLIN POOL)

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