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La vera storia della casa di Ermes Mattielli e della casa “in eredità” ai Rom che lo hanno derubato

La casa di Ermes Mattielli ai ladri che lo avevano derubato? La notizia, non senza la consueta dose di indignazione a comando, è circolata molto nelle ultime ore, ripresa dai siti del network di destra che hanno fatto della morte di Mattielli l’ennesimo spot contro lo Stato e via dicendo.

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LA CASA DI ERMES MATTIELLI AI ROM

Ma come nasce questa notizia? E soprattutto, è vera? Butac fa la ricostruzione che sembra più verosimile sulla faccenda e, come spesso accade, non è esattamente come è stata raccontata. Innanzituttto va specificato che Mattielli è stato condannato a ripagare i due per la somma di 135 mila euro: il motivo è l’eccesso di legittima difesa (i due non erano in casa sua, e in più ha sparato contro di loro ben 14 colpi di pistola, molti dei quali – secondo i rilievi balistici – sono finiti sul terreno, quindi ha sparato loro quando erano già a terra). Scrivevamo sul tema

L’uomo sparò due colpi a una distanza di 4-5 metri e poi i restanti «all’impazzata». Nel dibattimento è emerso che Mattielli non voleva uccidere i due ladri ma l’uomo ricevette un primo verdetto al tribunale di Schio per lesioni colpose. Perché? In aula, secondo gli esami balistici, si ritenne infatti che non vi fosse il giusto rapporto di proporzione stabilito appunto dall’articolo 52 del codice penale. Uno dei due nomadi colpiti subì la rottura del femore con accorciamento di tre centimetri dell’arto: per tal motivo fu stabilita un cifra così elevata nel risarcimento danni. Eccesso di difesa quindi, e la sentenza fu poi annullata dal ricorso.

Il suo caso fu subito utilizzato da una certa parte politica per fare un po’ di propaganda, cosa che peggiorò le cose per il povero Mattielli

La vicenda del signore vicentino infatti continua. In appello, con un vivace dibattito politico, l’ex rottamaio viene condannato dal collegio del tribunale di Vicenza a cinque anni e quattro mesi di reclusione con l’interdizione, per cinque anni, dai pubblici uffici. Anziché quindi migliorare le condizioni dell’uomo il sostegno di una parte politica non ha fatto altro che peggiorare ulteriormente la sua posizione. Non solo. Per Mattielli fu stabilito un altro risarcimento verso i ladri: stavolta con una provvisionale immediatamente esecutiva, di 135mila euro.

Ed è qui il perno di tutto. Scrive Butac

Prima di tutto, in mancanza di testamento, si contattano i parenti di grado via via più lontano per sentire se sono interessati all’eredità, se vi rinunciano il tutto passa tra le proprietà dello Stato. Questo non sembra esser ancora avvenuto, visto che per ora si stanno riportando solo supposizioni dell’avvocato di Mattielli:

«Non ci sono genitori, moglie, figli né fratelli o sorelle – spiega l’avvocato di fiducia di Mattielli, Maurizio Zuccollo – credo abbia solo qualche cugino. Ma questi potranno rifiutarsi di ricevere l’eredità, viste le modeste proprietà del rigattiere e quel risarcimento da 135mila euro. Così, in assenza di eredi, lo Stato diventerà proprietario dei beni di Ermes, adoperandosi per il pagamento del dovuto ai rom».

Come funziona in questi casi?

Quindi, se gli eredi rinunciano il bene passa di proprietà allo Stato che usa il ricevuto per liquidare i creditori. Ma solo fino al suo valore. Quindi lo Stato, probabilmente, indirà un’asta con un prezzo di mercato dell’immobile e coi soldi ricavati pagherà i creditori. Quindi lo Stato in realtà non ci rimette nulla, se non quanto incamerato in mancanza di altri eredi. Non sono un esperto di codice civile ma non vedo da alcuna parte che sia prevista l’assegnazione del bene ai creditori, non avrebbe alcun senso