Valentino Rossi rimonta
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MotoGp Valencia, Valentino Rossi: “Ero sicuro del biscottone, per me Lorenzo è come Marquez”

VALENTINO ROSSI, LA RIMONTA  TRISTE –

Valentino Rossi l’impresa l’aveva fatta. Ha recuperato venti posizioni. Da 24imo a quarto. Ma l’antisportività di tre spagnoli, pur se in due team diversi, gli ha rubato il sogno. Ma il campione morale è lui: difficilmente Jorge Lorenzo toglierà da questo titolo mondiale l’onta di due Honda che lo scortano all’arrivo. E infatti, lo ammette persino lui.

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Ecco le parole di Vale, rilasciate a Sky:

Su Lorenzo.

Lorenzo secondo me ha meno colpe di Marquez, anche perché penso che quello che ha fatto Marquez, Lorenzo non lo ha mai fatto in pista. Però con il suo comportamento e quello che ha detto dopo la gara della Malesia, per me personalmente si merita di essere trattato quasi alla stregua di Marquez. Poteva stare benissimo zitto e faceva molta più bella figura. Magari erano d’accordo, non lo so. Lo avevo già detto giovedì, alcuni dicevano che non lo avrebbero fatto, io ero convinto che ormai sarebbero andati fino in fondo. È stato brutto.

Su Marquez.

Già dall’ultima reazione di Marquez, da venerdì e da sabato, dove diceva che avrebbe fatto di tutto per battere Lorenzo, lì ho avuto la conferma che avrebbero fatto il “biscottone”. È un po’ quello che fanno le squadre di calcio quando alla fine della stagione non devono andare in Serie B.

Come si sente dopo la rimonta sfumata.

E’ abbastanza triste, una grande occasione sfumata. Secondo me non me lo meritavo, ma ormai…

Sinceramente ho ancora l’adrenalina della gara, quindi diciamo che sto abbastanza bene. Magari con il passare delle ore mi dispiacerà di più, però avevo già capito che andava a finire così. Ero sicuro che avrebbero fatto questo. Quando ho capito che sarei dovuto partire ultimo, non potendo giocarmi le mie possibilità con Lorenzo, mi è stato subito chiaro che Marquez gli avrebbe guardato le spalle e così è successo. Me lo aspettavo.

Il più grande rimpianto.

Il mio grandissimo rimpianto è stato Phillip Island: ero più veloce di Lorenzo, dopo 4,5 giri lo avevo già preso, da 18 punti il vantaggio sarebbe cresciuto e probabilmente sarebbe stato chiuso lì. È stato quello il bivio del finale di stagione.