La solita promessa di tagliare le tasse
28/01/2012 - Il recupero dell’evasione destinato alla riduzione dell’Irpef. Funzionerà? E’ il momento decisivo per le solite promesse da marinaio. Ovvero con la riduzione delle tasse coperta con i proventi della lotta all’evasione: una proposta che tutti gli esecutivi hanno fatto propria
Il recupero dell’evasione destinato alla riduzione dell’Irpef. Funzionerà?
E’ il momento decisivo per le solite promesse da marinaio. Ovvero con la riduzione delle tasse coperta con i proventi della lotta all’evasione: una proposta che tutti gli esecutivi hanno fatto propria negli anni, senza però mai mantenere la promessa. Ci riuscirà Monti? Ecco intanto il piano rivelato da Repubblica:
Una sorpresa gradita ai contribuenti onesti che pagano le tasse. I frutti potrebbero essere visibili presto, già entro l´anno per le feste natalizie, o più probabilmente nel 2013, quando parte del “tesoretto” recuperato con una sempre più intensa e visibile lotta all´evasione ritornerebbe nelle tasche degli italiani, almeno di quelli più bisognosi e a basso reddito. L´ipotesi, allo studio del governo, si sostanzierebbe in una norma di principio da inserire nella famosa delega fiscale da 20 miliardi, eredità della manovra di agosto di Tremonti. Accanto dunque al riordino mirato di agevolazioni e detrazioni – non sarà una rasoiata orizzontale, assicura il ministero dell´Economia – sostenuto dall´aumento dell´Iva a partire dal primo ottobre prossimo (due punti in più), l´ipotesi sarebbe quella di destinare almeno 10-15 miliardi (qualora l´incasso del gettito recuperato lo consentisse) alla riduzione del primo scaglione di Irpef dal 23 al 20%. Oppure di rimpolpare specifiche detrazioni per famiglie, lavoratori e pensionati.
Giusto ricordare le promesse degli altri governi:
Una buona notizia che rinsalda il patto sociale Stato-cittadino, eroso da promesse non sempre mantenute, visto che nell´ultimo decennio tutti i governi, senza eccezione, si sono nutriti dell´annuncio più gettonato: “Abbasseremo le tasse grazie alla lotta all´evasione”. Annuncio spesso senza seguito. L´ultima importante redistribuzione in tal senso che si ricordi è targata Finanziaria 2000 sotto il breve governo Amato, con sgravi corposi che arrivarono a circa 30 mila miliardi di lire. A distanza, ci fu il bonus incapienti di Prodi-Padoa Schioppa. E poco più. Tuttavia la pressione fiscale non è mai scesa in modo significativo. E la finanza pubblica italiana ha via via anteposto l´obiettivo di risanamento a quello della restituzione. Bastone e carota. Ora ci prova il governo Monti.
La delega fiscale dovrebbe essere lo strumento per muoversi:
Incertezze contabili a parte, il governo Monti punta a ripristinare nel Paese quella equità fiscale che l´evasione monstre da 120 miliardi all´anno ha tolto già da tempo. Il veicolo legislativo potrebbe essere la delega fiscale, consegnata all´attuale esecutivo dall´ultima manovra di Tremonti, in cui inserire il principio che tutto ciò che viene sottratto all´evasione fiscale andrà a ridurre le tasse. Una rivoluzione copernicana. Nell´ultimo decennio solo il governo Amato destinò il tesoretto derivante dalla lotta all´evasione distribuendo 30 mila miliardi di lire. Ma tutti hanno promesso di abbassare le tasse. Prodi, nel 2007 e 2008, ideò il bonus per gli “incampienti”. Poi poco altro. Ma tutte, senza esclusioni, le leggi finanziarie degli ultimi anni hanno messo nero su bianco quell´impegno. E invece quasi sempre i tesoretti hanno rattoppato le disastrate finanze pubbliche. Anni di crisi e di emergenze, di sforamenti e di ammanchi, certo. Ma è alquanto curioso leggere, ad esempio, nel testo delle leggi finanziarie 2009 e 2010 (governo Berlusconi) che le eventuali maggiori disponibilità rispetto a quanto preventivato sarebbero servite a ridurre la pressione fiscale per famiglie con figli e per i redditi medio-bassi, con priorità a lavoratori dipendenti e pensionati. Promesse al vento.













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