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MSF, a Kunduz hanno anche sparato sui medici

Nel rapporto interno pubblicato da Medici Senza Frontiere sul bombardamento americano dell’ospedale di Kunduz, c’è anche la descrizione di come l’AC-130 americano abbia anche mitragliato il personale un fuga dalla struttura bombardata.

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IL RAPPORTO DI MSF SUL BOMBARDAMENTO DELL’OSPEDALE DI KUNDUZ –

Circa 30 persone sono morte nel bombardamento dello scorso 3 ottobre, tra cui alcuni dei 105 pazienti presenti, bruciati nei loro letti, e tra gli altri gli addetti all’ospedale di MSF di Kunduz, una cittadina nel Nord dell’Afghanistan. La prima ad essere presa dai talibani dai tempi dell’invasione americana. Un attacco che provocò una risposta decisa e, nel mezzo dei combattimenti, il bombardamento da parte degli americani dell’ospedale dell’ONG, che in seguito ha registrato il bombardamento di altre due strutture, in Yemen per mano dei sauditi e in Siria probabilmente per mano russa.

LA CACCIA A CHI SCAPPAVA –

Il rapporto contiene una novità rispetto a quanto emerso nelle ore successive alla strage, la testimonianza di diverse persone che hanno visto l’aereo americano, una cannoniera volante AC-130, mitragliare pazienti e dottori in fuga dalla struttura già bombardata. Viene dunque da chiedersi non solo come gli americani abbiano finito per bombardare un compound che sapevano ospitare un ospedale e, a questo punto, perché il pilota abbia cercato di uccidere persone in fuga e disarmate.

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MSF VUOLE UN’INDAGINE INDIPENDENTE –

Secondo il governo americano si è trattato di uno sbaglio, secondo l’ONG si tratta invece di un crimine di guerra per il quale ha chiesto un’indagine indipendente. «Rimane da capire se il nostro ospedale ha perso il suo status protetto agli occhi degli militari impegnati nell’attacco, e se sì, perché» dice l’organizzazione, che ha pubblicato il rapporto ancora incompleto come contributo alla trasparenza. L’ospedale, aperto dal 2011 e unica struttura del genere nella zona, poteva difficilmente essere confuso per altro e anche la notte dell’attacco era uno dei pochi edifici della città illuminati, essendo dotato di un generatore proprio, oltre ad essere decorato da diverse bandiere di MSF. Durante l’ora che è durato l’attacco gli uomini di MSF hanno chiamato 18 volte il comando americano e quello afgano, senza tuttavia riuscire a far cessare il bombardamento.