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Sanità, incontro Governo-Regioni. Renzi: “o serietà o demagogia”

Sanità, si è concluso l’incontro tra Matteo Renzi e i governatori delle regioni italiane a seguito delle polemiche figlie della legge di stabilità. E il Presidente del Consiglio lancia un messaggio conciliante senza però arretrare sulle sue posizioni: “Abbiamo due strade: o scegliamo il muro contro muro e la demagogia o giochiamo la carta della serietà e noi ci siamo”.

Sanità Regioni
ANSA/CLAUDIO PERI

 

SANITÀ E REGIONI, RENZI: “MENO SOLDI DI QUELLI CHE CHIEDETE MA I FONDI AUMENTANO”

Secondo quanto si apprende da fonti presenti all’incontro, Matteo Renzi ha ribadito che a suo modo di vedere “non c’è un taglio alla sanità. Ci sono meno soldi di quanto le Regioni chiedono, ma i fondi comunque aumentano e si passa a 111 miliardi. Se vogliamo possiamo lavorare insieme per governare i processi complicati della sanità. Pero’ dobbiamo essere chiari: non ci sono tagli”. Claudio De Vincenti,  sottosegretario alla presidenza del Consiglio, al termine dell’incontro ha annunciato che le parti hanno stabilito di proseguire nel confronto “sia sulle funzioni non sanitarie, con un tavolo che deve portare all’intesa prevista dalla legge di stabilità entro il 31 gennaio prossimo, sia con due tavoli tecnici sul settore sanitario e sulla governance della spesa farmaceutica e sui costi standard”.

SANITÀ, CHIAMPARINO: “UN INCONTRO UTILE”. MA CONFERMA LE DIMISSIONI DALLA PRESIDENZA DELLA CONFERENZA DELLE REGIONI

Le reazioni non sono univoche. Sergio Chiamparino, governatore del Piemonte, ha parlato di “incontro utile” che ha portato a un accordo sul metodo che consiste “nel fare una verifica tecnica e politica per capire se il miliardo di aumento previsto del fondo è sufficiente alla luce dei risparmi che stiamo già attuando sui costi standard, sulla farmaceutica per far fronte alle esigenze del 2016. Oppure richiede una implementazione. C’e’ un impegno a fare questa verifica prima delle scadenze di approvazione definitiva della Legge di stabilità. Questo quindi mi sembra positivo”. Chiamparino in conferenza stampa ha poi aggiunto: “Per essere chiari i farmaci salvavita consentono anche di risparmiare sulle terapie. Se a me questi questi farmaci me li rendono disponibili, a me va bene perché io sono interessato poi a poterli distribuire a tutti coloro che ne hanno bisogno.

 

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SANITÀ E REGIONI, PIGLIARU: “COSTI STANDARD OPPORTUNITÀ PER IL SUD”

Sergio Chiamparino ha poi confermato che le sue dimissioni da presidente della Conferenza delle Regioni. Lo scorso 22 ottobre Chiamparino aveva annunciata sua decisione, irrevocabile ma congelata all’approvazione della legge di Stabilità, dopo la sentenza della Corte dei Conti che ha certificato un pesante disavanzo del bilancio del Piemonte. Francesco Pigliaru, governatore della Sardegna, ha espresso il suo favore a proposito dell’istituzione dei costi standard: “pensiamo che possano essere un elemento di grande trasparenza, di opportunità, di guadagno ed efficienza dell’intero sistema”. Un entusiasmo smorzato da Luca Zaia, governatore del Veneto: “Il cerimoniale di corte prevede ogni anno un impegno a fare una commissione dei costi standard, ma la verità è che questa è una piccola spending review e non si ha, invece, il coraggio di fare pagare quelle regioni che non sono virtuose”.

SANITÀ E REGIONI, MARONI: “ARIA FRITTA”

Roberto Maroni parla addirittura di aria fritta: “abbiamo ascoltato le solite promesse ripetute. Abbiamo chiesto di aumentare il fondo che è stato ridotto, e ci hanno detto di no, di attuare i costi standard, e ci hanno detto che faranno un tavolo che nel 2016 porterà qualche risultato”. Zaia ha aggiunto: “L’incremento di un miliardo del Fondo per la sanità corrisponde a un incremento di due miliardi e 650 milioni di spesa in più, quindi il disavanzo c’è ancora”. Roberto Maroni ha poi espresso i suoi dubbi sul successo dei “tavoli”: “quando c’e’ da discutere ci siamo sempre. Mi pare che pero’ siano tavoli a perdere, non mi faccio illusioni visto lo spirito e quello che il Governo ha detto e l’intendimento che ha. Peccato perché i costi stanndard sono la risposta, sono la soluzione. Ci sono anche regioni del sud disponibili ai costi standard che danno risparmio al Governo di almeno 23 miliardi di euro. Renzi si era impegnato a metà ottobre, non ha mantenuto la parola e questa e’ un’altra grossa delusione che noi abbiamo da parte del presidente del Consiglio”. (Photocredit copertina ANSA/CLAUDIO PERI)