bonus famiglia
|

Bonus famiglia 2016, ecco cosa cambia

La legge di Stabilità 2016 presentata il 15 ottobre scorso ed ora all’esame del Senato della Repubblica porta con sè un nuovo bonus famiglia. Si tratta di misure di sostegno, come riduzioni fiscali e rinnovi contrattuali, che possono aumentare il reddito disponibile sia dei nuclei in difficoltà che di quelli più agiati. Il valore del bonus è stato quantificato pochi giorni dopo l’approvazione della manovra finanziaria in Consiglio dei Ministri dalla Cgia di Mestre ed è stimato in 2-300 euro annui (circa 20-30 euro al mese) per coloro che vivono di pensioni e stipendi, e può salire fino a 100-200 euro al mese nel caso di partite Iva e professionisti.

 

LEGGI ANCHE: Bonus bebè 2016, l’assegno per i nuovi nati: ecco cosa c’è da sapere

 

BONUS FAMIAGLIA 2016, VIA LA TASI SULLA PRIMA CASA –

La principale novità della legge di Stabilità 2016 per le famiglie riguarda sicuramente le tasse sulla prima casa. La manovra infatti (all’art. 4) per il prossimo anno la modifica dell’attuale disciplina della Tasi con l’esenzione della qusi totalità delle abitazioni principali. La tassazione resta infatti invariata per le case di lusso, quelle classificate nelle categorie A1, A8 e A9. Secondo le stima della Cgia di Mestre il risparmio si avvicinerebbe ai 166 euro nel caso di abitazione di categoria A3 e con rendita catastale di 450 euro, e sarebbe di 240 euro nel caso di abitazione (sempre di categoria A3) con rendita catastale di 650 euro. Le minori uscite complessive per  contribuenti italiano sono consistenti. Nella legge di Stabilità l’esenzione Tasi viene determinata in 3.575 milioni di euro.

BONUS FAMIGLIA 2016, RINNOVO CONTRATTI –

Un’altra novità è rappresentata dal rinnovo dei contratti dei dipendenti statali. Nella manovra finanziaria vengono indicate (all’art. 27) risorse per 300 milioni di euro per l’incremento retributivo nel triennio 2016-2018. Dei 300 milioni 74 sarebbero destinati al personale delle Forze Armate e dei Corpi di polizia e 7 milioni di euro per il restante personale statale in regime di diritto pubblico. Le norme precisano che gli stanziamenti comprendono anche gli oneri riflessi a carico delle Amministrazioni, come contributi previdenziali ed Irap. Secondo la Cgia di Mestre in una famiglia  composta da una lavoratrice o un lavoratore del pubblico impiego le maggiori entrate sono mediamente pari ad 84 euro.

BONUS FAMIGLIA 2016, NO TAX AREA –

Va poi ricordata l’allargamento della cosiddetta “no tax area” per i pensionati. Vengono aumentate le detrazioni per i pensionati (distinguendone gli importi a seconda dell’età del pensionato, fino a 75 anni o età superiore) titolari di un reddito complessivo fino a 15mila euro. In base alle elaborazioni che accompagnano la legge di Stabilità, condotte ponendo a confronto per ogni soggetto con l’imposizione a legislazione vigente, si stima una diminuzione di gettito Irpef pari a 159,8 milioni di euro. E si stima, inoltre, una perdita di gettito di addizionale regionale e comunale rispettivamente di circa 20 e 7,6 milioni di euro. Secondo la Cgia di Mestre un pensionato di 72 anni con un reddito lordo di 72mila euro risparmierebbe dall’innalzamento della “no tax area” circa 38 euro annui.

BONUS FAMIGLIA 2016, CANONE RAI –

Infine, il canone Rai.  La manovra 2016 prevede per la tassa sulla televisione, oltre all’addebito sulla bolletta energetica, la riduzione da 113,50 a 100 euro. Il canone Rai è dovuto una sola volta in relazione a tutti gli apparecchi detenuti o utilizzati e non vale quindi per le seconde case. In questo caso la misura è finalizzata ad ampliare la paltea dei contribuenti rispetto a quelli che attualmente versano la tassa sulla televisione. Nonostante la riduzione dell’importo di 13,50 euro si stima che il gettito ritraibile dalla nuova forma di versamento possa essere almeno pari a quello attualmente ottenuto. la legge di Stabilità, inoltre, dispone che nel triennio 2016-2018 le eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone Rai rispetto alle somme iscritte a tale titolo nel bilancio di previsione 2016 saranno destinate al fondo per la riduzione della pressione fiscale.

(Foto di copertina: ANSA / CESARE ABBATE)