Valentino Rossi
|

Valentino Rossi e il Gp di Valencia: tempi, risultati

Sembra che vinca sempre lei ma non ci arrendiamo. Sembra un tracciato studiato per il pubblico e non per un pilota. Da guidare fa schifo

Questo il Valentino Rossi pensiero sul circuito Ricardo Tormo di Cheste, sede del Gp di Valencia, ultima gara della stagione, atto finale di una sfida a distanza tra il pesarese e Jorge Lorenzo durata 17 gran premi, con l’intervento del terzo incomodo Marc Marquez a creare tensione e suspence nel post-Sepang.

Valentino Rossi
(Mirco Lazzari gp/Getty Images)

VALENTINO ROSSI E LE CARATTERISTICHE DEL CIRCUITO DEL GP DI VALENCIA

Valentino Rossi non ama il circuito di Valencia e le sue parole, affidate ai microfoni di Sport Mediaset al termine delle qualifiche dell’edizione 2012 non lasciano spazio a interpretazioni di sorta. Vince la pista che offre un bello spettacolo al pubblico ma che frustra il pilota. Il circuito, nato nel 1999 e dedicato alla memoria del bi-campione del mondo Ricardo Tormo, è lungo 4,005 metri di cui 876 metri relativi al solo rettilineo principale e conta 14 curve. Una pista tortuosa, la peggiore in questo senso del Mondiale dopo il Saschenring. Il record della pista è di Marc Marquez in 1’31”515 a 157,5 chilometri orari di media mentre il Gran Premio si sviluppa su 30 giri per quasi 47 minuti di corsa, record stagionale insieme al Saschenring. Con 120,2 chilometri da percorrere è il secondo Gran Premio più lungo della stagione dopo il Mugello (120,6 ma con 7 giri in meno)

VALENTINO ROSSI, I SUOI PIAZZAMENTI AL GP DI VALENCIA

Un budello, insomma, che non è mai piaciuto a Valentino Rossi. Qui il Dottore ha corso 13 volte raccogliendo due vittorie nel 2003 con Honda e nel 2004 con Yamaha, tre secondi posti (Honda 2002, Yamaha 2009 e 2014), tre terzi posti (2005, 2008, 2010, sempre su Yamaha). Seguono un quarto posto con la Yamaha nel 2013, un decimo posto con la Ducati nel 2010 e due ritiri, nel 2007 con la Yamaha e nel 2011 con la Ducati. Al Gp di Valencia Valentino Rossi ebbe anche la delusione più cocente della sua carriera. Nel 2006 si stava giocando il Mondiale con Nicky Hayden quando cadde nelle prime curve del Gran Premio non riuscendo ad andare oltre la tredicesima posizione perdendo quindi l’alloro che prese la via del Texas.

 

LEGGI ANCHE: Otto epiche rimonte di Valentino Rossi

 

VALENTINO ROSSI, IL GP DI VALENCIA E L’IMPORTANZA DELLA POSIZIONE DI PARTENZA

Inoltre nell’anno dell’arrivo al decimo posto, il 2012, Valentino Rossi partì dall’undicesima piazza e finì doppiato dal vincitore, Daniel Pedrosa. Nel 2003 e nel 2004, anni del successo, Rossi partì rispettivamente in pole position e terzo a meno di un decimo dal poleman Makoto Tamada. Negli anni in cui arrivò secondo invece partì rispettivamente sesto, quarto e in pole position. Le volte che ha ottenuto il terzo gradino del podio è partito quindicesimo, decimo e quarto. La gara del 2005 rappresenta inoltre il miglior recupero nella carriera dell’italiano che stavolta dovrà però superarsi. Valentino Rossi ha bisogno di almeno il secondo posto per la sicurezza matematica del Mondiale. E partirà venticinquesimo.

VALENTINO ROSSI DIVENTA CAMPIONE DEL MONDO AL GP DI VALENCIA SE…

Valentino Rossi e Jorge Lorenzo sono separati da 7 punti. Lo spagnolo è in vantaggio nel numero di successi nel caso di un arrivo a pari punti. L’italiano deve quindi arrivargli subito dietro o impedire che possa prendere almeno 7 punti. Se Jorge Lorenzo arrivasse primo a Valentino Rossi servirebbe solo un secondo posto. E Valentino Rossi diventa Campione del Mondo a Valencia solo se:

  • Vince o arriva secondo, indipendentemente dal risultato di Jorge Lorenzo
  • arriva terzo e Lorenzo finisce secondo.
  • arriva sesto e Lorenzo non va oltre il terzo posto
  • arriva nono e Lorenzo finisce quarto
  • arriva undicesimo e Lorenzo chiude quinto
  • arriva dodicesimo e Lorenzo chiude sesto
  • Se Lorenzo non va oltre la decima posizione

e così via. Se Jorge Lorenzo chiudesse al secondo posto e Valentino Rossi arrivasse quarto, il Mondiale sarebbe del maiorchino. (Photocredit copertina Mirco Lazzari gp/Getty Images)