I soldi in Svizzera di Formigoni e CL

27/01/2012 - 879mila dollari in Svizzera intestati al tesoriere Perego: le rogatorie di Oil for foodMetti una rogatoria in Svizzera che permette di scoprire un conto con 879mila dollari intestato ad Alberto Perego, tesoriere di Comunione & Liberazione, vicino a Roberto Formigoni.

     
 

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879mila dollari in Svizzera intestati al tesoriere Perego: le rogatorie di Oil for foodMetti una rogatoria in Svizzera che permette di scoprire un conto con 879mila dollari intestato ad Alberto Perego, tesoriere di Comunione & Liberazione, vicino a Roberto Formigoni. Metti che il sistema dei conti segreti di Cl ormai è chiaro, e il processo Oil for Food ormai è a buon punto. E metti che ormai la verginità di Formigoni ormai è acclarata. Metti tutto insieme, nell’articolo di Gianni Barbacetto sul Fatto – che riprende un’inchiesta dell’Espresso – e avrai capito come si vincono le elezioni in Lombardia:

I Memores, nucleo d’acciaio di Comunione e liberazione, fanno voto di castità, obbedienza e povertà. Formigoni non può dunque possedere nulla in proprio, ma i soldi e i beni (in passato perfino una barca, “Obelix”) sono formalmente proprietà dell’as – sociazione. La cassa comune, però, è sofisticata. È una misteriosa fondazione, sede a Vaduz, conti a Lucerna e Chiasso: Memalfa. A SCOPRIRLA è stato il magistrato della procura di Milano Alfredo Robledo, indagando sul filone italiano di “Oil for food” (il programma Onu che durante l’embargo all’Iraq di Saddam Hussein permetteva di scambiare petrolio con cibo e medicine). Formigoni, in nome dell’amicizia con il cristiano Tareq Aziz, braccio destro di Saddam, ha ricevuto la più massiccia tra le assegnazioni petrolifere fatte in Italia (24,5 milioni di barili). Commercializzate da aziende suggerite da Formigoni (la Cogep della famiglia Catanese, area Compagnia delle Opere, e la Nrg Oils di Alberto Olivi).

Queste, in cambio, “r iningra z i ava n o ” il governatore della Lombardia con versamenti estero su estero:

La Cogep avrebbe pagato tangenti per 942 mila dollari in Iraq e 700 mila a mediatori italiani. La Nrg Oils almeno 262mila dollari. Nessuna conseguenza penale per Formigoni. A essere processato, condannato in primo grado e in appello, ma poi salvato dalla prescrizione, è il suo amico e collaboratore Marco Giulio Mazarino De Petro, intermediario tra il governatore e Saddam. LE CARTE dell’indagine, però, ricostruiscono comunque i flussi finanziari e indicano i canali da cui sono passati i soldi. Fino a Memalfa, il cuore del sistema. La Fondazione Memalfa nasce il 15 gennaio 1992 a Vaduz, in Liechtenstein. Beneficiari economici: Alberto Perego, organizzatore e tesoriere delle campagne elettorali di Formigoni, e Fabrizio Rota, suo segretario. Lo statuto prevede che alla morte di uno dei due beneficiari il patrimonio venga assegnato all’altro e, alla morte di entrambi, alla Associazione Memores di Massagno, filiale svizzera dei Memores. Ad alimentare i suoi conti di Lucerna e di Chiasso arrivano i soldi provenienti da una società di nome Candonly (basata prima a Dublino, poi a Londra, infine in Olanda), con conti Lgt Bank di Vaduz, Bsi di Zurigo, Beirut Ryad Bank e Barclays Bank di Londra, Ing Bank di Amsterdam. In uscita, Memalfa bonifica denaro al conto Paiolo di Chiasso e, dopo il 1997, a un altro conto acceso presso la Bsi di Zurigo.

Di entrambi, il beneficiario è Alberto Perego:

Che soldi arrivano a Candonly, società di Perego e Rota e poi, dopo il 1997, di De Petro? Tra il 1995 e il 2001, Alenia Marconi (gruppo Finmeccanica) vi versa 829 mila dollari. Perché? Secondo il direttore di Alenia Giancarlo Elmi, sono un “r ingraziamento” per un appalto da 20 milioni di dollari in Iraq, affare che però non è mai andato in porto. A Candonly arrivano poi i soldi della Cogep, che “r ingrazia” Formigoni versando, dal 1998 al 2003, oltre 700 mila dollari. De Petro li giustifica come “compen – so per la mia consulenza”: una relazione di tre paginette stilata nel 1996 in cui strologa di un “accor – do p e t ro i l for food”. DOPO il 2001, sui conti di Candonly affluiscono misteriosissimi soldi da Cuba e dall’A n go l a . Nel 2003 arrivano 50 mila euro da Agusta, spiegati come il pagamento a De Petro per la sua attività di “promozione della Agusta nell’area caraibica”. Ma De Petro, proprio nel 2003, ha non promosso, né venduto elicotteri nei Caraibi, bensì comprato un elicottero Agusta A-109 E Power: allora era presidente della Avionord, la minicompagnia aerea della Regione Lombardia. Che fine fanno i soldi che arrivano da Alenia, Cogep, Agusta, da Cuba e dall’Angola? Una parte va su un conto cifrato presso l’Ubs di Chiasso intestato a De Petro. Una parte arriva al conto Paiolo presso la Bsi di Chiasso. Il restante affluisce su un paio di conti correnti della banca Falck & Cie di Lucerna e di Chiasso, intestati alla Fondazione Memalfa, il sancta sanctorum dei Memores Domini. Memalfa è stata chiusa nel 2001. Ci sono ora in giro per il mondo altre fondazioni, una Mem-beta o una Mem-gamma?

     
 

6 Commenti

  1. Topo Gigio 1992 scrive:

    Topo Gigio direbbe: “Ma cosa mi dici maiiiii!”. Noi invece pensiamo: “ma queste cose, in campagna elettorale, perchè non ce le dicono maiiiii”.
    Parlando seriamente: ma quando cominciamo a metterli in galera seriamente? Ovviamente iniziando dal capo di tutto questi marciume, ossia Silvio Berlusconi!

    • Fabrizio scrive:

      Mi sembra l’esatto opposto!
      E’ dal 2000 che ad ogni scadenza elettorale viene tirata fuori questa storia ogni volta con “nuove farciture” e fantasie…
      “Oil For Food” era un sistema ben rodato dall’ONU e tutti sanno (ma nessuno mai lo ricorda) che l’America attraverso l’ONU imponeva l’embargo all’IRAQ ma poi con un sistema di “triangolazioni di trader” si impossessava del suo petrolio: in sostanza quello che comperava una società italiana di norma finiva direttamente nei porti americani.
      Negli anni dell’embargo a questa operazione in Italia hanno partecipato più di 20 Società di trading ma solo 2 sono state indicate dalla stampa (ma chissa perchè?): la COGEP e la NRG oils che, tra l’altro, ricordo di aver letto sui registri ufficiali pubblicati a suo tempo dalla Staffetta Petrolifera, sono risultate le 2 società che hanno goduto pochissimo dei favori di Saddam rispetto alle restanti 18 !!!
      Era noto inoltre a tutti coloro che operavano nel settore, che fosse prescritto contrattualmente l’obbligo del “centesimo di dollaro” al barile che doveva essere riconosciuto al governo iraqeno per i volumi esitati dal contratto.
      Ma in un clima politico come il nostro dove la politica ha abdicato a favore della magistratura e dove ora non sono più assicurati nettamente gli ambiti dei rispettivi poteri, tutto può essere utilizzato e strumentalizzato agli scopi più svariati -e a noi oscuri- senza però assicurare l’effettiva ricerca della verità e quindi del bene di tutti!
      Infine chi conosce il mondo delle commodities e delle transazioni finanziarie-commerciali, sa quanto può essere importante il ruolo di chi favorisce l’incontro tra la domanda e l’offerta (questo vale semplicemente anche per un Agente Enasarco che commercializza gomme per auto o pentole o Folletti … la sua commissione di norma è commisurata al valore aggiunto che porta), sempre che il mondo finanziaro glie lo consenta: assistiamo infatti oggi più che mai ad una inversione di ruoli dove le banche non finanziano più gli operatori, ma praticano senza scrupolo loro l’attività di trading e la crisi del 2008 l’ha proprio dimostrato quando, con la loro ritirata dai mercati finanziari per mancanza improvvisa di liquidità, siamo passati da 140 $/barile a 40$/barile in soli 4 mesi!
      Queste sono le cose che dobbiamo chiederci: dove vanno a finire quei trilioni di $ ???!!! e perchè quando pensiamo a rinnovare il nostro Paese allora lo gettiamo proprio in pasto a loro (vedi governo Monti)???
      Ci facciamo rincoglionire da “Cortina”, “Milano”, le aperture dei panifici alla domenica, qualche taxi, notaio e farmacia in più… ma le nostre imprese, secondo la statistica della Banca Mondiale (e non della Germania o della Francia) risultano al 138° posto tra i Paesi meno tassati: il profitto delle nostre imprese è tassato del 68% il peggiore in Europa !!!!!
      Non è forse questo che dobbiamo farci raccontare dai nostri politici in campagna elettorale ? Una vera liberalizzazione dei principali servizi pubblici (Energia Elettrica, Gas, Trasporti Ferroviari, TRasporti Pubblici e Acqua) permetterebbe allo Stato di dimezzare la pressione fiscale ai prodotti energetici per le imprese. In questo modo le nostre imprese potrebbero tornare a competere con il resto dell’Europa e del mondo, con nuova occupazioni e maggior slancio per tutta la nostra Società.
      Ma … ancora una volta, non per il bene della Società (quanto ha fatto la Regione Lombardia in tutti questi anni! e chi non sbaglia facendo?) siamo a ricostruire fatti e teoremi, senza confrontarci politicamente sulle scelte, sulle idee (quale partito oggi ne ha?) lasciando il posto a coloro invece che non amano il nostro Belpaese e che da più di 20 anni infangano la nostra vita senza però costruire nulla.

  2. ditelo scrive:

    a castelli che loda sempre la lombardia:ognuno ha la delinquenza che si merita!!!

    mister 145.000euri all’anno (piu’ regalìe VARIE) E che scappa davanti ad un operaio….
    il politico piu’ “onesto” ha la rogna a monte LITTORIO

  3. vilcoijote scrive:

    Al Povero fomigay non basta più la benedizione di comunione&fatturazione; solo un coglione come lupi e formigay credono ancora nell’anima pia della congrega degli affari sporchi della cricca di farisei di cl e quella vaticana…. contestualizzata dal popolo dei ladri di sua santità il trepalle brianzolo ed i protettori dei mafiosi padani in camicia verde….

  4. OK MORANDO SERGIO Crocefieschi Genova Malpotremo Lesegno Italia Argentina San Morando scrive:

    I formi ..goni portano pian piano i viveri al nido.. mentre le “cicale” gli cantano vicine ..si sa qualche briciola sulla strada si perde.. prima di arrivare in Svizzera.. nei grandi depositi di NON formiche del tutto oneste.. :-)

  5. OK MORANDO SERGIO Crocefieschi Genova Malpotremo Lesegno Italia Argentina San Morando scrive:

    I formi ..goni portano pian piano i viveri al nido.. mentre le “cicale” gli cantano vicine ..si sa qualche briciola sulla strada si perde.. prima di arrivare in Svizzera.. nei grandi depositi di NON formiche del tutto oneste.. :-)

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