Quanto costano i viaggi gratis degli onorevoli?
27/01/2012 - Gli spostamenti sono gratuiti. E Camera e Senato pagano Appena 17 milioni di euro. Una bazzecola, praticamente. Grazie a quella cifra possiamo permetterci di vedere gli onorevoli che scorrazzano su treni, aerei e autostrade, celebrando così il loro legame con
Gli spostamenti sono gratuiti. E Camera e Senato pagano
Appena 17 milioni di euro. Una bazzecola, praticamente. Grazie a quella cifra possiamo permetterci di vedere gli onorevoli che scorrazzano su treni, aerei e autostrade, celebrando così il loro legame con il territorio. Ovvero, la campagna elettorale permanente che deputati e senatori fanno, presentandosi a promettere la luna a chiunque passi a tiro. Tanto è gratis, spiega Caterina Perniconi sul Fatto: paghiamo noi.
Ogni onorevole, oggi, può viaggiare gratuitamente sul territorio nazionale, che prenda aereo, nave o treno. Non paga i pedaggi autostradali, e riceve, alla Camera, un ulteriore rimborso per percorrere la distanza da casa all’aeroporto più vicino e dallo scalo di Fiumicino a Montecitorio (la cifrà è di 3.323,70 e u ro a trimestre che diventano 3.995,10 se l’aeroporto dista più di cento chilometri da casa). Al Senato non esiste una voce unica, ma è previsto un rimborso forfettario di 1.650 euro al mese che va a sostituire quei bonus che un tempo erano le “spese accessorie di viaggio” e le “r icar iche telefoniche”. I viaggi dei parlamentari sulla rete nazionale sono sempre gratuiti, che l’onorevole sia in viaggio per lavoro o che parta per le va c a n z e . Sui trasporti, i Questori della Camera ritengono di poter risparmiare nell’anno a venire la bellezza di un milione di euro. I senatori questori, invece, la consistente cifra di mezzo milione di euro.
Come? Invitando i parlamentari a spendere meno. Facile, ma come si fa ?
NEL BILANCIO della Camera 2010 le “Spese di traspor to” ammontano a 11.605.000 euro, così divisi: 8.180.000 per viaggi a e re i , 1.650.000 per i t re n i , 600.000 per i pedaggi autostradali, 200.000 per autonoleggio. Altr i 15.000, i n fi n e sono stati investiti alla voce “altre spese di trasporto”. La Camera, a differenza del Senato, separa nel proprio bilancio la spesa di trasporto dei deputati eletti all’e s t e ro . È una cifra considerevole: far arrivare in parlamento i 12 onorevoli dai cinque continenti costa in un anno la bellezza di 950.000 euro (anche perchè, prima che l’ufficio di presidenza suggerisse di tirare la cinghia, gli eletti all’e s t e ro prediligevano la classe business per il lungo tragitto). Ma i cittadini italiani non pagano solo i viaggi sul territorio nazionale ai deputati in carica. Montecitorio spende circa 900mila euro l’anno per far viaggiare gratis gli ex deputati. Non dovunque, però. Chi è stato eletto almeno una volta alla Camera può beneficiare di dieci voli aerei gratis ogni anno e della possibilità di viaggiare in treno su Intercity e Regionali, ma non sui Frecciarossa. Per il 2010 Palazzo Madama ha speso 1.300.000 euro per il trasporto degli ex senatori contro una previsione iniziale di 1.900.000.
Trasportare invece i senatori in carica è costata alle casse del Senato 5.810.000 euro contro una previsione iniziale di 5.220.000:
Più o meno quello che è stato risparmiato dagli ex senatori è stato speso in viaggio da quelli in carica. Tecnicamente funziona così: il parlamentare mostra la propria tessera e sono poi le compagnie aeree, ferroviarie o marittime a far arrivare il conto alla Camera di appartenenza. Lo stesso avviene per i pedaggi autostradali. Il parlamentare dispone di un apparecchio telepass e di una viacard: il conto arriva al Parlamento. MA COSA succede nel resto d’Europa? Una situazione simile a quella italiana si può riscontrare solo in Belgio. In Germania è gratuita la circolazione ferroviaria; per i voli interni, però, si possono chiedere rimborsi motivati. La Fr a n c i a ha un sistema misto: il deputato dispone di un abbonamento ferroviario, di 40 voli andata e ritorno dal collegio dal quale proviene e di altri 6 viaggi (sempre a/r) fuori da quello. In S p ag n a il meccanismo è legato alla diaria: i viaggi all’interno del territorio nazionale consentono di ottenere una diaria di 120 euro al giorno. Per quelli all’estero la diaria sale a 150 euro. L’Olanda paga ai propri deputati il viaggio in treno in prima classe. Se non esistono mezzi pubblici l’onorevole ha un rimborso per l’utilizzo dell’auto propria di 0,37 euro per ogni chilometro percorso. In caso esistano mezzi pubblici il rimborso è assai più misero: 0,09 euro a chilometro. In Austria, infine, gli onorevoli dispongono di un piccolo forfait di 489 euro al mese che però viene ricompreso nella voce omnicomprensiva delle “spese di rapp re s e n t a n z a ”.













ventisettemila euro di vitalizio mensile, senza avere versato un solo euro di contributi: monti il beneficiato da napolitano. E per quelli che prendono 500 euro al mese un semplice vaffanculo!
è troppo poco.non li hanno impauriti nemmeno i forconi.facce da culo così non esistono al mondo!
manca un passaggio:camera e senato lo pagano i cittadini di questo sfortunato paese governato da politici improvvisati senza arte che sull’orlodel fallimento,si affidano ai professori ed ai burocrati,ignorando che questi ultimi fanno parte del gioco…. mancava solo che fossere stati nominati alla guida del paese gli amministratori alitalia finmeccanica o italtel tutte aziende note per aver dato utili allo stato azionista….
La Germania a vedere tutto questo ..per tanto non dare.. non ha poi tutti i torti è un Italia da farsa da commedia..alla schettinate continue di potere.. e purtroppo il Popolo “navigante ” deve continuare a subire.. fin tanto che la nave Italia affonderà.
Morando