aereo russo precipitato attentato
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Aereo russo precipitato sul Sinai, la pista dell’attentato

Continuano le indagini sull’aereo russo di Metrojet precipitato sabato mattina mentre sorvolava la penisola del Sinai. Secondo le ultime rivelazioni, si starebbe facendo sempre più strada la pista dell’attentato terroristico. Tra i detriti del velivolo, infatti, sarebbero stati ritrovati «materiali» che non appartengono all’aereo e, dall’analisi delle scatole nere, sarebbe emersa la presenza di «rumori insoliti» in cabina appena prima che il velivolo sparisse dai radar. E c’è anche quel «lampo di calore» registrato da un satellite spia americano che, in quel momento, si trovava al di sopra della zona in cui è precipitato l’aereo carico di turisti russi.

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EPA/SERGEI ILNITSKY

UN’ESPLOSIONE A BORDO? –

Ci vorrà ancora del tempo per riuscire a determinare chi o cosa abbia fatto precipitare l’aereo. Scrive su Il Messaggero in edicola oggi:

Sul luogo della sciagura, scrive l’agenzia Tass citando fonti anonime, sono stati scoperti «elementi che non hanno a che fare con la struttura del velivolo». Inoltre lo stato di alcuni dei corpi recuperati sul luogo dello schianto suggerirebbe l’eplosione a bordo. E ancora: nelle scatole nere, attualmente al vaglio degli specialisti, vi sarebbero «suoni anomali». Ma ci vorrà del tempo per arrivare ai risultati conclusivi dell’inchiesta, ha ammonito il presidente egiziano Al Sisi, che ha aggiunto: «la situazione nel Sinai, specialmente in quella area limitata, è sotto il nostro completo controllo». Il capo di Stato egiziano ha anche sostenuto che quando si dà la responsabilità dell’accaduto all’Isis, «si danneggia la stabilità e la sicurezza dell’Egitto e l’immagine del Paese». Il presidente Putin, dal canto suo, ha dichiarato che la Russia non si farà intimorire. L’obiettivo principale in Siria è la lotta al terrorismo.

AEREO VECCHIO E PIENO DI PROBLEMI –

Non è però ancora del tutto escluso l’ipotesi dell’incidente, considerato lo stato di quell’aeromobile molto vecchio:

Da quanto si è finora compreso, l’aereo della Kogalymavia era una specie di carretta dell’aria, la quale aveva subito diversi incidenti. La moglie del pilota ha raccontato della rabbia del marito per essere costretto a volare su quel mezzo pieno di problemi. Ma un suo cedimento strutturale improvviso, tale da non permettere nemmeno il lancio dell’Sos, lascia gli esperti sorpresi. «Le registrazioni delle conversazioni dell’equipaggio con i controllori di volo indicano che la situazione a bordo era normale quattro minuti prima che il Kgl9268 sparisse dagli schermi radar» riporta l’agenzia Interfax. Comunque sia, la lista delle cancellazioni dei viaggi in méte esotiche si allunga di giorno in giorno.

(Photocredit copertina: EPA/STR EGYPT OUT)