Tutti gli stipendi d’oro delle Regioni

27/01/2012 - I privilegi dei consiglieri regionali e gli scarsi tagli per l’austerity E’ Sergio Rizzo del Corriere della Sera che si incarica di fare la faticaccia di incolonnare tutti gli stipendi dei consiglieri regionali, di cui la prima cosa che si

     
 

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I privilegi dei consiglieri regionali e gli scarsi tagli per l’austerity

E’ Sergio Rizzo del Corriere della Sera che si incarica di fare la faticaccia di incolonnare tutti gli stipendi dei consiglieri regionali, di cui la prima cosa che si nota è la disparità: se il lavoro è lo stesso, perché gli emolumenti sono così diversificati da ente a ente? Ecco la tabella che il quotidiano di De Bortoli pubblica:

(click per ingrandire)

La giungla dei privilegi ce la racconta Rizzo:

La verità è che in Italia le uniche gabbie salariali esistenti (quel sistema in voga un tempo per cui gli stipendi erano più bassi dove il costo della vita era inferiore) ce le hanno i politici. Però al contrario. Ha senso che un consigliere regionale molisano, dove la vita costa il 32,8% in meno, intaschi ogni mese fra indennità e rimborsi vari 10.125 euro netti contro gli 8.639 del suo collega della Liguria? E sorvoliamo sul fatto che il Molise ha un quinto degli abitanti della Liguria e una ricchezza procapite del 37% inferiore. Ha senso che un consigliere regionale dell’Emilia Romagna abbia un appannaggio netto pari a metà di quello del consigliere della Sardegna (5.666 euro contro 11.417)? O che la busta paga del governatore della Calabria, pure dopo essere stata tagliata di 27 mila euro, sia ancora di 43 mila euro l’anno superiore a quella del presidente della Toscana? Conosciamo le argomentazioni di chi difende il proprio status quo: i dati vanno presi con le molle, anche quelli ufficiali.

Vero, ma anche con queste precauzioni certi numeri fanno sempre fare un salto sulla sedia:

Per quanto il presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder si dica profondamente convinto di meritarsi i 25.620 euro che fra stipendio e rimborsi gli toccano ogni mese, perché lui lavora dall’alba a notte fonda, è stato rilevato che l’impegno del presidente degli Stati Uniti Barack Obama non è certamente inferiore al suo: per 2.600 euro di meno nella busta paga. Così, se si deve accogliere con un applauso l’affermazione del governatore sardo Ugo Cappellacci, il quale ha fatto presente di aver rinunciato «già da tempo all’indennità di presidente e anche all’auto blu per dare un segnale personale in un momento difficile per tutti», è impossibile non ricordare come permantenere il Consiglio regionale ogni cittadino della Sardegna sopporti una spesa almeno sei volte superiore rispetto a ciascun lombardo o a ogni residente in Emilia-Romagna. Tanto che basterebbe semplicemente equiparare il costo dei 20 parlamentini regionali per far risparmiare ai contribuenti una somma tutt’altro che trascurabile: 606 milioni di euro l’anno. Anche perché se i Consigli regionali dell’Emilia-Romagna o della Lombardia funzionano bene con circa 8 euro per abitante, non si capisce perché per l’Assemblea regionale siciliana ne debbano servire quasi 35 e per il Consiglio della Valle D’Aosta addirittura 124.

Il fatto è che troppo spesso, nelle Regioni Italiane, l’autonomia ha avuto risvolti insensati, dando vita a una giungla di privilegi e retribuzioni nella quale sarebbe opportuno mettere finalmente un po’ d’ordine:

L’occasione per uniformare voci come le indennità e i rimborsi poteva essere offerta dalla necessità di tagliare i costi della politica. È accaduto invece esattamente il contrario, e quella giungla è diventata se possibile ancora più fitta. Istruttivo è il confronto fra gli emolumenti massimi dei governatori e dei consiglieri di cinque anni fa e quelli di oggi, entrambi rilevati dalla stessa fonte: il sito www.parlamentiregionali.it. La tabella in questa pagina paragona gli «stipendi massimi » mensili, pubblicati dalla conferenza dei presidenti regionali nell’estate del 2007, e riportati dal Corriere il 2 agosto di quell’anno, con quelli aggiornati al 23 gennaio scorso. Dove per «stipendio massimo » si intende la somma della indennità di carica e dei rimborsi (massimi) consentiti. Fra i governatori, il taglio più consistente è quello subito dagli emolumenti di quello abruzzese. Roberto Chiodi ha diritto oggi a una retribuzione, comprensiva dei rimborsi, pari a 8.450 euro netti al mese: 5.394 euro in meno rispetto a quella spettante nel 2007 al suo predecessore di centrosinistra Ottaviano Del Turco. C’è poi la Puglia: al presidente della giunta regionale toccano 14.595 euro netti al mese.

     
 

3 Commenti

  1. basta - rdi scrive:

    E pensare che la quasi totalità di questi stà li solo per lo stipendio senza far nulla perchè non ha nessuna capacità.

  2. posalaquaglia&posalaquaglia scrive:

    per risolvere il problema del debito italiano, basterebbe che tutti gli stipendi, da quello del presidente della repubblica a quello dei manager pubblici e privati fosse ridotto a 3.000 euro mensili.
    Compreso il vergognoso vitalizio di monti che senza avere versato un solo euro di contributo si pappa 27.000 euro al mese.
    Ma questo accadrà il giorno in cui il popolo scenderà in piazza seriamente!

  3. el azzaharita scrive:

    A parte il disinteresse per questa notizia……………………………………………………………………………………………………io mi chiedo: quando calcoleranno la pensione per mia moglie -da vedova- terranno in considerazione rendite, propietà ed estimi vari. Ma le ‘compagne’ (non i termine politico ma lettitico!) dei nostri nominati non hanno queste incombenze! Basta! Anche loro sono mogli -o compagne- come tutte le altre. BASTAAAAAAAAAAAAA!

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