PdL, catfight e insulti tra Cicchitto e La Russa

27/01/2012 - Le due primedonne del partito si scontrano sul governo e le elezioni Al litigio tra i due, scrive il Corriere della Sera, hanno assistito i parlamentari del PdL nell’articolo di Paola di Caro. Ma se il falco Ignazio La Russa

     
 

di

Le due primedonne del partito si scontrano sul governo e le elezioni

Al litigio tra i due, scrive il Corriere della Sera, hanno assistito i parlamentari del PdL nell’articolo di Paola di Caro. Ma se il falco Ignazio La Russa e la colomba Fabrizio Cicchitto litigano per questioni di Camera, sotto sotto cova la rabbia degli ex An per la strategia affidata a quelli di Forza Italia. E ritorna la tentazione di un nuovo partito:

Il duro scontro in Aula (che i protagonisti definiscono «un battibecco») tra Fabrizio Cicchitto e Ignazio La Russa—centravanti l’uno della squadra delle colombe, l’altro di quella dei falchi —, è solo la punta dell’iceberg. I due ieri mattina, davanti ai colleghi imbarazzati, hanno litigato fino agli insulti per una questione minore come la sanatoria sui manifesti abusivi dei partiti, che è stata avversata da Monti tanto da far desistere anche il Pdl dal sostenerla: «Tu sei succube di questi del governo, ti fai passare le cose sotto il naso!», l’accusa di La Russa, subito rintuzzata da Cicchitto, secondo il quale se non si fosse agito così sarebbe stato impossibile eliminare l’aggravio di contributi già previsti per i lavoratori autonomi. Ma al di là del merito della questione (a La Russa non è piaciuto nemmeno come è stato gestito il voto sulle mozioni Ue), la lite pubblica la dice lunga sul clima nel Pdl.

Sotto sotto c’è il terrore del futuro:

Un partito terrorizzato, spaccato tra chi vorrebbe andare al voto subito, chi trova la mossa irresponsabile, tra chi punta ancora sull’alleanza con la Lega e chi già guarda a un Ppe italiano con il Pdl nucleo centrale, alleato all’Udc e allargato a esponenti del governo come Passera, chi infine—se ne è parlato ieri notte al vertice—non esclude nemmeno un patto con il Pd anche alle amministrative. A unire il partito oggi c’è solo il panico proprio per le prossime amministrative, che rischiano di diventare «la nostra Caporetto» come dice un ex an spiegando che «dai nostri sondaggi, su 28 capoluoghi di Provincia oggi ne perderemmo 23». E in questo clima prendono corpo anche i peggiori fantasmi. Il più pericoloso è quello di una scissione tra la componente degli ex an (a parte Gasparri, i più duri nei confronti del governo) e il resto del partito, e ieri a confermare l’agitazione sono girati sondaggi commissionati «dai vertici del Pdl» in cui, testati come due partiti separati, l’ex An otterrebbe il 6% e l’ex Fi il 25%. «Non siamo pazzi, nessuno di noi ci pensa!», smentisce Altero Matteoli, mentre La Russa giura che «non sono io il più arrabbiato, in tanti pensiamo che o il governo si decide a trattarci come si deve, e la smette di martellare per decreto avvocati e tassisti e agire solo con disegni di legge sulmercato del lavoro, oppure ognun per sé…».

La tentazione di staccare la spina a un governo che viene percepito come lontano, disinteressato se non ostile è insomma sempre più forte:

In verità, chi parla quotidianamente con l’ex premier non ci giura. Per ora le telefonate da Berlino di Alfano e Frattini che gli assicuravano che «la Merkel ci ha detto che tu presidente passerai alla storia come il politico che ha permesso la democrazia dell’alternanza in Italia», nonché i consigli dei moderati come Fitto, Cicchitto, Quagliariello, Gelmini e naturalmente Letta, secondo i quali «non possiamo obbedire agli ordini di Bossi, saremmo finiti», hanno funzionato: Berlusconi ieri è apparso convinto che per ora si debba mantenere l’appoggio a Monti, anche perché un accentuarsi della crisi con il voto anticipato non solo «sarebbe data in carico a noi», ma travolgerebbe anche le aziende di famiglia. Ma nulla è scontato: la possibile condanna al processo Mills, lo scontro tra le anime del partito (in agitazione anche per i congressi locali), potrebbero aprire altri scenari. Per questo «adesso dobbiamo temporeggiare— dice una convinta “colomba” —. Se riusciamo ad arrivare a marzo, quando si chiuderà la finestra per il voto anticipato, per il Pdl inizia una storia tutta nuova»

     
 

6 Commenti

  1. Una voce poco fa scrive:

    La Russa! e chi e’ Lukashenko!??.. me cojoni! che ministro! Cicchitto ! 2232 tessera P2( mi pare!) ma di chi stiamo parlando!! uno dei due che quando parla, non sa di cosa!! .. L’ altro con i suoi tremori che proprio senili non mi sembrano! …E discettano …di andare al voto!!…annamo bene, si annamo proprio bene!!

  2. Pantha Leo scrive:

    Ce li vedo e me li godo pure! Due picchiatori fascisti che litigano! Uno che scalcia e raglia, mentre il secondo gli spara contro le solite raffiche di cazzate, balbettanto e strizzando gli occhi come un cretino. Che scenetta idilliaca, un vero compendio dei quasi 18 anni di convivenza forzata, e assai interessata, tra esemplari delle peggiori specie di malfattori che la nostra vituparata Italia continua a subire, nonostante la vera e predominante volontà popolare (anche europea) li voglia in galera o comunque emarginati per sempre dalla vita politica e sociale. Che strazio dover continuare a vergognarsi al cospetto del mondo per colpa di questi infami servi di Berlusconi!

  3. Una voce poco fa scrive:

    La Russa! e… chi e’ Lukashenko!??.. me cojoni! che ministro! Cicchitto !numero 2232 tessera P2( mi pare!) ma di chi stiamo parlando!! uno dei due che quando parla, non sa di cosa!! .. L’ altro con i suoi tremori che proprio senili non mi sembrano! …E discettano …di andare al voto!!…annamo bene, si annamo proprio bene!! Dicheno a Roma…

  4. rl azzaharita scrive:

    abbiate pazienza, uomini. Quei due hanno incominciato a a parlare ed è un gran passo! Per quanto riguarda il ragionamento, .beh! ………………………..ogni razza ha la sua evoluzione! Nek nome di Allah! potente e misericordioso.

  5. ermenegildo scrive:

    Il berlusca ha chiamato la resta, stupido chi non ne esamina il comportamento attuale. Ha concesso senza strappi le dimissioni da presidente del consiglio ricattando l’accordo a Monti e Napolitano per la difesa dei propri interessi e della famiglia tanto che questi ultimi hanno dovuto subirlo pur di arginare al più presto le esgenze del paese. E’ una pratica archiviata. Stupido chi l’ha seguito e continua a seguirlo; peraltro, potevano seguirlo solo i nani e le ballerine. Ha sempre pensato ai fatti ed ai processi propri. Cerca di trascorrere questo periodo di transizione fino alle elezioni del 2013 senza scompaginare il quadro politico per poi uscire di scena, perdendo le stesse elezioni così come concordato. Manderà tutto il centro destra alla rovina, se ne stanno accorgendo anche i suoi più stretti seguaci. L’unico ad averlo capito è stato Bossi, purtroppo, troppo tardi tanto che si è rotto il rapporto con Maroni e la base della lega. A berlusconi possiamo solo ringraziarlo per essere riuscito a venderci venti anni di stupidità ed antipolitica. Resto della prima repubblica democristiano non pentito.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie