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“I soldi dei bambini spesi per l’attico di Bertone”: cosa c’è nei libri scandalo contro la chiesa

Il cuore dello scandalo Vatileaks II sono le carte e le informazioni che da ambienti vicini al Papa sarebbero finiti dritti sulle scrivanie di due giornalisti che, in questi giorni, stanno dando alle stampe due volumi molto duri con la chiesa. Uno di questi è “Avarizia”, scritto da Emiliano Fittipaldi de l’Espresso, e oggi Repubblica propone alcuni stralci abbastanza “succulenti”

I SOLDI E I MONSIGNORI

Ovviamente protagonisti sono i soldi

RICCHEZZE sterminate, proprietà immobiliari per quattro miliardi di euro, offerte per la beneficenza che non vengono spese per i più poveri ma ammucchiate in conti e investimenti, o per esigenze dei monsignori di curia. E ancora: fondazioni vaticane dedicate ai bambini malati che investono centinaia di migliaia di euro per ristrutturare la casa di cardinali importanti, imprenditori indagati in Italia che — nonostante l’annunciata pulizia della banca vaticana — ancora nascondono i loro soldi allo Ior

Uno dei punti più impressionanti riguarda il Bambin Gesù

Partiamo dal Bambin Gesù. O meglio da una fondazione controllata, nata nel 2008 per raccogliere denaro per i piccoli pazienti. […] c’è un’altra spesa della fondazione non pubblicata sul rapporto PwC che rischia di imbarazzare il Papa e il Vaticano. Quella che riguarda il pagamento dei lavori della nuova casa di Bertone a palazzo San Carlo. La fondazione, definita da PwC come «un veicolo per la raccolta di fondi volti a sostenere l’assistenza, la ricerca e le attività umanitarie del Bambin Gesù» ha saldato le fatture dei lavori per un totale di circa 200mila euro, pagati all’azienda Castelli Real Estate dell’imprenditore Gianantonio Bandera. «Gentile dottor Fittipaldi, alle sue domande» precisa Bertone, «rispondo che il sottoscritto ha versato al medesimo governatorato la somma richiesta come mio contributo ai lavori di ristrutturazione. Non ho nulla a che vedere con altre vicende ». […]«È vero: con i soldi stanziati da noi è stata ristrutturata una parte della casa di Bertone. Cercando di ottenere in cambio la disponibilità di potere mettere a disposizione l’appartamento » spiega Proffiti, presidente sia del Bambin Gesù che del consiglio direttivo dell’omonima fondazione

Dai piccoli pazienti alle grandi ristrutturazioni il passo è abbastanza grosso

Se analisi della Ernst e Young evidenziano che vendendo benzina, sigarette e vestiti a costi ribassati rispetto all’Italia il Vaticano guadagna ogni anno 60 milioni (i clienti dei negozi dovrebbero essere circa 5mila, ossia residenti e dipendenti della Santa Sede, ma a Roma sono state distribuite ben 41mila tessere a vip, raccomandati e amici degli amici)

Follow the money, insomma

Un documento della Commissione referente, scritto in inglese e in italiano e destinato a George Pell, capo della nuova segreteria per l’Economia voluta da Francesco, sintetizza per la prima volta il valore reale di tutti i beni immobiliari di proprietà di istituzioni vaticane. Leggiamolo: «Sulla base delle informazioni messe a disposizione di Cosea, ci sono 26 istituzioni relazionate alla Santa Sede che possiedono beni immobiliari per un valore contabile totale di un miliardo di euro al 31.12.2012. Una valutazione di mercato indicativa dimostra una stima del valore totale dei beni di quattro volte più grande rispetto al valore contabile, o quattro miliardi di euro». Già: quattro miliardi tondi tondi

E come non parlare dello Ior? Un vero classico quando si parla di soldi

Mentre “Avarizia” va in stampa allo Ior galleggiano poco più di cento conti sospetti, tra cui una decina intestati a nomi eccellenti che potrebbero creare più di un disagio a Santa Romana Chiesa.

Non a casom “Via Crucis”, il libro di Gianluigi Nuzzi, riporta le parole di un Papa Sconsolato

Ci sono le conversazioni private del Papa nel libro di Gianluigi Nuzzi. Ed è l’aspetto più controverso di tutto il polverone che si sta alzando attorno a questa seconda Vatileaks. Delle registrazioni fatte da qualcuno, forse proprio da monsignor Balda, durante gli incontri del Pontefice con i suoi collaboratori tre mesi dopo essere stato eletto, e passate al giornalista autore di “Via Crucis”. Frasi carpite mentre Bergoglio commenta nelle riunioni aspetti economici della Chiesa. «Se non sappiamo custodire i soldi, che si vedono, come custodiamo le anime dei fedeli, che non si vedono?»,