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Bella e Perduta in preapertura al Torino Film Festival

Bella e Perduta, il nuovo film di Pietro Marcello sarà presentato in anteprima al Torino Film Festival il prossimo 18 novembre. Marcello torna al Festival a sei anni da La Bocca Del Lupo, unico film italiano ad aver vinto a Torino. Bella e Perduta, distribuito dall’Istituto Luce Cinecittà debutterà nelle sale italiane il 19 novembre.

BELLA E PERDUTA –

Pulcinella viene inviato nella Campania dei giorni nostri per esaudire l’ultimo desiderio del pastore Tommaso: mettere in salvo un giovane bufalo di nome Sarchiapone. Lo troverà nella Reggia di Carditello, residenza borbonica abbandonata nella terra dei fuochi, e i due si incammineranno insieme verso nord. Un viaggio “in un’Italia bella e perduta, alla fine del quale non ci sarà quel che speravano di trovare”.

BELLA E PERDUTA TRAILER –

Il trailer del film

 

«Ho imparato a guardare l’Italia contemplando il suo paesaggio dai treni – racconta il regista – riscoprendo di volta in volta la sua bellezza e la sua rovina. Spesso ho pensato di realizzare un film itinerante che attraversasse la provincia per provare a raccontare l’Italia: bella, sì, ma perduta. Anche Leopardi la descriveva come una donna che piange con la testa tra le mani per il peso della sua storia, per il male atavico di essere troppo bella.

Quando mi sono imbattuto nella Reggia di Carditello e nella favola – perché di favola si tratta – di Tommaso, “l’angelo di Carditello”, il pastore che con immensi sacrifici ha deciso di dedicare tanti anni della sua vita alla cura di un bene artistico abbandonato, ho visto una potente metafora di ciò che sentivo la necessità di raccontare: dopo la morte di Tommaso, prematura e improvvisa, Bella e perduta – nato inizialmente come un “viaggio in Italia” destinato a toccare altre tappe – è diventato un altro film, sposando fiaba e documentario, sogno e realtà.

Carditello è l’emblema della bellezza perduta e della lotta del singolo, dell’orfano che non si arrende a un meccanismo incancrenito di distruzione e disfacimento; e allo stesso tempo questa storia così radicata nella Storia del nostro Paese indaga un tema, quello del rapporto tra uomo e natura, mai così universale, a ogni latitudine»