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Vatileaks II, “già pronti i mandati di cattura”

Il nuovo Vatileaks, definito “una manovra contro papa Francesco”, sembra che avrà vita breve: sarebbero già pronti i mandati di cattura contro i due “corvi”, un laico e un prelato, che avrebbero fatto uscire il materiale utilizzato come base da Emiliano Fittipaldi per “Avarizia” e Gianluigi Nuzzi per “Via Crucis”. Le carte sono uscite dalla commissione incaricata di studiare la riforma delle strutture economico-amministrative della Santa Sede, la Cosea guidata dall’ex amministratore delegato di Deloitte Italia, Libero Milone.

VATILEAKS 2, “GIA’ PRONTI I MANDATI DI CATTURA”

E’ la Stampa con Giacomo Galeazzi e Andrea Tornielli a riportare quanto sta accadendo fra le mura vaticane.

 I due libri contenenti i documenti riservati sulle finanze della Santa Sede e registrazioni di colloqui del Papa con alcuni collaboratori devono ancora uscire, ma il cerchio attorno ai «corvi» che hanno fornito a entrambi giornalisti tutte le carte sembra essersi ormai stretto. Il loro arresto in Vaticano sarebbe soltanto questione di ore. Due le persone nel mirino della giustizia d’Oltretevere: un prelato e uno dei membri laici della commissione di studio e indirizzo sull’organizzazione della struttura economico -amministrativa della Santa Sede (Cosea), istituita nel luglio 2013 per vagliare carte e conti di tutti i dicasteri, e per suggerire riforme per la razionalizzazione delle spese e una migliore gestione complessiva

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Con l’individuazione delle due “talpe”, il secondo Vatileaks potrà dare più risonanza alla pubblicazione dei due libri, è vero, ma rende anche più sereno il clima in Vaticano, rincuorato dalla ricostruzione della dinamica, meno eccezionale del caso di Paolo Gabriele: la fuga di notizie, questa volta, non arriva dal Palazzo Apostolico.

Se le indiscrezioni saranno confermate, quello che è stato presentato come un secondo Vatileaks avrà il suo colpo di scena prima ancora dell’effettiva divulgazione dei documenti nelle librerie. E l’indagine d’Oltretevere, seppure contribuirà a dare risonanza ai due volumi che si fondano sulle stesse carte, di fatto sposterà l’attenzione sui «corvi» e sulla loro rete. L’ipotesi che i documenti provengano dall’archivio della Cosea rende questo Vatileaks 2 meno inquietante del primo, dato che non si tratterebbe di carte sottratte dalla scrivania papale