26 gennaio 2012
Un’inchiesta del NYT riporta d’attualità le condizioni dei lavoratori dell’azienda cinese. Ma le via d’uscita è stretta
Oggi si parla molto di una inchiesta del New York Times sui costi sociali incorporati nei prodotti Apple. Un’inchiesta tanto monumentale che probabilmente molti non la leggeranno fino in fondo, mancando così l’occasione di trarne e condividerne le conclusioni.
LO “SCANDALO” FOXCONN – Sulle condizioni di lavoro in Foxconn, il maggiore fornitore di Apple, l’inchiesta del New York Times non dice molto di nuovo, ci sono interviste a manager delle aziende che partecipano a questo grande affare, ma non ci sono interviste ai lavoratori o visite agli stabilimenti, trattandosi per lo più di un lavoro che incrocia numeri e dati con le dichiarazioni ottenute da ex dipendenti di altre aziende o da altre fonti. Più vivida e utile, in questo senso, l’inchiesta del programma radio “This American Life” della WBEZ una radio americana di Chicago: “Mr Daisey and the Apple Factory”. La storia racconta il viaggio di un appassionato di tecnologie digitali che ben si può considerare portatore sano di “feticismo della merce digitale, una patologia che confessa fin dalla presentazione del suo viaggio all’interno del mondo Foxconn.




già pronta la soluzione…. definitiva
http://www.itimes.it/2011/08/01/foxconn-un-milione-di-robot-umanoidi-entro-in-2014-per-assemblare-ipod-iphone-e-ipad/
già pronta la soluzione… definitiva
http://www.itimes.it/2011/08/01/foxconn-un-milione-di-robot-umanoidi-entro-in-2014-per-assemblare-ipod-iphone-e-ipad/
si ma robot assemblatori chi li assembla?
hahahaha