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Vaticano, violati i file del revisore dei conti della Santa Sede

Le acque vaticane continuano ad essere agitate e quest’ultimo episodio non fa che aumentare la tensione. È stata recentemente scoperta e denunciata la violazione informatica del computer di Libero Milione, Revisore generale della Santa Sede, nominato lo scorso giugno da papa Francesco. L’indiscrezione è stata anticipata in televisione da Luigi Bisignani e successivamente pubblicata da Il Tempo. Oltretevere non c’è nessun commento ufficiale, ma sembra che la Gendarmeria vaticana abbia aperto un fascicolo per risalire al colpevole.

 

LIBERO MILONE –

Milone è il principale responsabile della trasparenza dei conti vaticani, può accedere a qualsiasi documento «in piena autonomia e indipendenza» e risponde solo al Papa. Dopo 32 anni in Deloitte ne era diventato amministratore delegato per poi essere scelto da Francesco per spolverare le casse vaticane arginando scandali e sprechi.

 

LA VIOLAZIONE INFORMATICA –

 

Come riporta il Corriere della Sera

 

Chi ha violato il computer del Revisore, comunque, ha lasciato tracce. Nel corso delle indagini potrebbero essere sequestrati altri computer. Sarebbero stati trafugati testi sulle revisioni contabili, documenti sulla riorganizzazione in atto nei dicasteri. Il tutto in un momento particolare, visto che la prossima settimana si annuncia la pubblicazione di due libri che promettono «documenti» inediti, «registrazioni» e «carte» varie sulle finanze vaticane: «Via Crucis» di Gianluigi Nuzzi e «Avarizia» di Emiliano Fittipaldi.

 

TENSIONI IN AUMENTO –

 

Ennesimo fastidio per Papa Francesco, dopo la lettera dei cardinali conservatori poco prima del sinodo che paventava un’assemblea pilotata e la notizia, smentita da piazza San Pietro, del tumore al cervello. Qualche giorno fa il Papa aveva scritto una lettera al Segretario di Stato Pietro Parolin in cui veniva prescritto che «le assunzioni ed i trasferimenti del personale dovranno essere effettuati nei limiti delle tabelle organiche, con il nulla osta della Segreteria di Stato». Tira dritto Francesco determinato a fare «ordine e se necessario pulizia», ben sapendo che «non tutti sono contenti di questa inversione di tendenza cominciata con Benedetto XVI. Ma si andrà avanti».