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8 cose da fare su Facebook per evitare di essere licenziati

È un numero in continua espansione quello dei casi di gente licenziata per colpa di Facebook. Negli Stati Uniti è all’ordine del giorno, ma anche in Italia ci sono sempre più lavoratori che per distrazione o ingenuità commettono passi falsi sui social. Il blog di Boogie Black Girl ha stilato una lista di otto consigli per proteggervi da voi stessi.

Imposta il profilo privato –

Blinda Twitter, ma sopratutto blinda il profilo Facebook. I maniaci della sicurezza dovrebbero assicurarsi che la loro pagina non sia “cercabile”. Si può fare senza difficoltà dalle impostazioni della privacy. Valutate la possibilità di avere due profili, uno professionale e l’altro personale.

Non utilizzare il computer aziendale per le faccende private –

Non utilizzare il computer di lavoro per cose personali. L’azienda monitora tutto quello che fate con il pc. Lasciatemelo ripetere. Tracciano tutto quello che fate con i LORO computer. Non vorrei che i miei capiufficio venissero a conoscenza della mia ossessione per i fumetti giapponesi, figuriamoci della mia opinione su questioni piuttosto controverse.

Evita di scrivere dove lavori sul tuo profilo social –

Chi non gradisce i tuoi commenti potrebbe contattare l’azienda per cui lavori e farti licenziare. Lo abbiamo visto per i razzisti, i sessisti e altri bigotti vari, ma sfortunatamente c’è gente che prende di mira qualcuno solo perché esprime idee diverse dalle proprie.

Pensa prima di scrivere –

Pensa prima di scrivere qualcosa che potrebbe crearti problemi. I tuoi “nemici” non ci penseranno due volte prima di contattare il tuo datore di lavoro. La libertà di pensiero è sacrosanta, ma non tutti sono d’accordo. La tua azienda, inoltre, è più interessata a proteggere i propri interessi a scapito dei tuoi. E non è difficile perdere il lavoro per qualche commento ritenuto inopportuno.

Non accettare i colleghi su Facebook –

Qualsiasi cosa dici potrà essere utilizzata contro di te, nelle sedi opportune.

Le aziende controllano i profili sui social network –

Sono sempre di più le aziende che controllano i profili social dei propri dipendenti. Sia in fase di assunzione, sia successivamente. Se siete in cerca di un lavoro o di una promozione, quello che i social dicono di voi potrebbe essere la discriminante fondamentale. No, quel video in cui canti ubriaco in un’osteria non è il caso che lo vedano.

Smetti di parlare della tua vita privata –

Facebook non è il tuo psicologo. È un modo per rimanere in contatto con le persone e, se usato per lavoro, accrescere la tua attività, ma ricorda: quello che metti su internet rimane su internet. Per sempre.
Smettila di litigare su internet –

Ho commesso l’errore di mettermi a discutere su internet questioni private, come il motivo per cui mio marito ed io abbiamo scelto di non avere figli. Non stavo dicendo agli altri cosa fare, stavo solo esprimendo la mia opinione, ma c’è chi si è sentito offeso dalle mie scelte.