ignazio marino
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«Imbarazzante», «Impopolare»: la stampa estera su Ignazio Marino

«Impopolare» («Unpopular») per Financial Times, Afp e Reuters. «Imbarazzante» («Embarrassing») per il Wall Street Journal. Anche la stampa estera in queste ore racconta con parole amare l’esperienza amministrativa del sindaco di Roma Ignazio Marino, che ha ritirato le dimissioni dalla carica di primo cittadino ma è oramai sfiduciato dal suo partito. I giornali stranieri, ripercorrendo l’odissea del chirurgo Dem in Campidoglio, parlano di una cittadinanza insoddisfatta, di un livello di consenso crollato, e delle possibilità di successo in caso di elezioni anticipate dell’«anti-establishment» Movimento 5 Stelle.

 

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«HA RITIRATO LE DIMISSIONI IMBARAZZANDO RENZI» –

«Giovedì – racconta Liam Moloney sul Wall Street Journal in un articolo scritto con la collaborazione di Giada Zampano – Ignazio Marino ha ritirato le sue dimissioni da sindaco di Roma, imbarazzando il primo ministro Matteo Renzi e rischiando il caos a poco più di un mese dall’inizio dell’anno santo che potrebbe portare milioni di pellegrini in città». Marino – si legge ancora sul Wsj – «è stato eletto con la promessa di portare trasparenza ed efficienza nella Città Eterna. Invece, ha lottato per ottenere il controllo di una città afflitta da problemi finanziari, sindacati intransigenti e infrastrutture fatiscenti». Il giornale americano precisa che a Roma «i problemi sono antecendenti all’arrivo di Marino», ma sottolinea che in questi anni «è aumentata la rabbia dei romani per le strade non asfaltate, i trasporti locali inadeguati e i problemi nella raccolta dei rifiuti». «Di conseguenza, il tasso di popolarità del sindaco – contonua il wsj – è crollato e i leader del suo partito, tra cui Renzi, hanno ritirato il loro sostegno».

«ANCHE IL PAPA HA PRESO LE DISTANZE» –

«Il sindaco contestato e impopolare ha annunciato il suo ritorno», scrive invece James Politi per il Financial Times prima di elencare tutte le polemiche che hanno travolto il primo cittadino della Capitale nei suoi due anni e mezzo di governo. «Anche Papa Francesco ha cercato di prendere le distanze da Marino – racconta il quotidiano britannico – preoccupato che non sarebbe stato all’altezza di gestire la città nel corso del Giubileo, che potrebbe portare milioni di pellegrini da tutto il mondo». «Tuttavia – si legge ancora sul Ft – i suoi sostenitori affermano che gran parte delle critiche sono ingiuste. Lo lodano per la sua onestà nel cercare di sradicare la criminalità organizzata, insistendo sul fatto che gran parte delle critiche sono legati a quegli interessi radicati che lui cerca di reprimere».

 

 

«NON È CHIARO COME AVREBBE GOVERNATO» –

Anche Gavin Jones per la Reuters ricorda il sostegno al sindaco e i raduni del dopo-dimissioni. Ed anche sulle pagine dell’agenzia britannica vengono ricordati molteplici problemi incontrati nell’amministrazione. A partire dalla sfiducia del partito. «Non è chiaro come Marino sperava di continuare a governare senza l’apoggio dei consiglieri Pd», scrive Jones, che dà uno sguardo anche agli scenari futuri. «Con i principali partiti di sinistra e destra indeboliti dagli scandali di corruzione, i sondaggi dicono che l’anti-establishment Movimento 5 Stelle è ora il partito più popolare di Roma e sarebbe in pole se dovessero tenersi a breve nuove elezioni per la scelta del sindaco».

«STRADE COPERTE DI RIFIUTI» –

Infine, segnaliamo la Afp. L’agenzia francese parla di Marino come «uno dei politici più impopolari d’Italia» e ricorda la «rabbia crescente» dei romani per le strade «piene di buche e coperte di rifiuti», un sistema di trasporti «verso il fallimento» e la scoperta di infiltrazioni mafiose al Comune. La Afp ricorda poi le vecchie polemiche: dall’utilizzo con un permesso scaduto dell’auto, la Fiat Panda rossa, in una zona a traffico limitato, fino ad arrivare al «Dinnergate», alle cene pagate con la carta di credito del Comune. Senza dimenticare le dimissioni da direttore dell’Ismett, noto centro di trapianti a Palermo. Quella volta si scoprì che Marino aveva presentato le stesse richieste di rimborso spese sia all’istituto siciliano che al suo partner, il centro medico dell’Università di Pittsburgh.

(Immagine di copertina: Financial Times)