La parrucchiera finta cieca e gli altri furboni del fisco
26/01/2012 - Gli accertamenti fiscali in Italia portano sempre grandi sorpreseNella sua battaglia quotidiana contro l’evasione fiscale, oggi Repubblica presenta un lungo speciale di Roberto Petrini che racconta tutti i furboni del fisco. Le prime due pagine del quotidiano diretto da Ezio
Gli accertamenti fiscali in Italia portano sempre grandi sorpreseNella sua battaglia quotidiana contro l’evasione fiscale, oggi Repubblica presenta un lungo speciale di Roberto Petrini che racconta tutti i furboni del fisco. Le prime due pagine del quotidiano diretto da Ezio Mauro sono piene di storie incredibili di ordinaria evasione:
Sono i furbetti del Welfare. Non si sa se siano migliori o peggiori degli evasori fiscali. Certo è che la Guardia di Finanza li pone sullo stesso piano. Finti poveri che beneficiano degli sconti per le prestazioni sociali, dai ticket agli asili nido, studenti che non pagano le tasse universitarie: nel 2011 le Fiamme Gialle ne hanno scovati 4.358. Ma ci sono anche gli statali che fanno il doppio lavoro nella pubblica amministrazione (1.140 sono stati individuati), truffatori del Servizio sanitario nazionale, imprenditori che mettono in cassa integrazione i propri operai e poi riattavano la produzione a spese dell´Inps. Senza contare la massa di truffe e sfruttamento dei soldi pubblici e degli aiuti comunitari che viene messa in atto da una miriade di società: sono stati denunciati 860 soggetti che hanno lucrato complessivamente 250 milioni. Secondo i riscontri delle Fiamme Gialle i truffatori del pubblico denaro sono stati circa 18 mila, con un danno erariale di 2 miliardi. La Finanza ha tracciato anche dieci identikit dei furbetti scovati, dieci frodi-tipo allo Stato, alle Regioni, alla Ue. «La lotta all´evasione fiscale e agli sprechi nella pubblica amministrazione rappresentano le due facce della stessa medaglia», ha dichiarato il comandante generale della guardia di finanza, generale di corpo d´armata Nino Di Paolo, nel commentare i risultati dell´attività svolta dalle Fiamme Gialle a tutela della spesa pubblica.
Ed ecco le (incredibili) storie: l’inferma che va in discoteca, ad esempio.
Su Facebook, c´era la lista delle serate che organizzava in discoteca, delle feste di compleanno e dei party. Eppure mancava dal lavoro da sei mesi, in base ad una prognosi che le prescriveva l´assoluto riposo per una rara malattia. Una situazione sotto gli occhi di tutti, sia sul Web che in giro per le strade del piccolo centro. Il caso non è sfuggito alla Guardia di Finanza ligure alla quale è bastata una rapida incursione sull´affollato e spensierato social network per scoprire la truffa. Stessa sorte, dal sapore di una vera e propria beffa per le casse dello Stato, per un´altra dipendente: era malata da cinque mesi per un presunto infortunio ad una gamba, ma la sera si esibiva in alcuni locali della riviera ligure come “cubista”. Comportamento troppo smaccato per non essere notato.
Poi c’è la parrucchiera che però per il fisco è cieca:
Faceva la permanente e la messa in piega. E la clientela era pienamente soddisfatta. Ma per lo Stato era totalmente cieca. Infatti percepiva una pensione di invalidità: i medici avevano diagnosticato alla signora una cecità parziale dal 1986, diventata totale dal 1997. Buio pesto, ma qualcosa non andava. Così le Fiamme Gialle di Ravenna si sono mosse e hanno messo in atto un pedinamento Tutte le mattine la parrucchiera “cieca” usciva di casa, attraversava la strada sulle strisce pedonali, prendeva la macchina e arrivava regolarmente al suo luogo di lavoro. Un comportamento troppo eclatante: le cose non tornavano. E´ scattata la denuncia in base all´articolo 640 del Codice penale: truffa aggravata nei confronti dello Stato.
E chi sfrutta il business del fotovoltaico:
Bruxelles impone rigore e rispetto della stabilità nei conti pubblici. Ma elargisce anche fondi strutturali per lo sviluppo delle aree svantaggiate. Possono essere utilizzati in settori avanzati, come le ecotecnologie, in investimenti di qualità. Tutto bene, ma spesso qui si annidano le truffe. Tra le tante una è stata scoperta in Calabria dalle Fiamme Gialle: tre società, collegate con una rete di altre aziende in Italia e nei paradisi fiscali, costituivano la rete per mettere mungere denaro dalle casse comunitarie. Oggetto del business impianti di fotovoltaico e alberghi di lusso. Rogatorie internazionali, riscontri in loco e incroci di datti hanno prodotto il risultato. In tutto 7 milioni indebitamente percepiti.
Ed ecco i risultati sintetici dell’indagine in una tabella:














Episodi di criminalità che vanno trattati come tali: trufi lo Stato? evadi il fisco? Restituzione del mal tolto, sequestro dei beni e galera, anni di galera a lavorare!
qualche anno fa hanno beccato un giudice donna a cagliari, in malattia (se ricordo bene da 16 anni), con foto su di una rivista nautica, in cui lei faceva delle traversate in solitario. non so come sia finita.