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Ignazio Marino ritira le dimissioni: «Pronto a confronto». Panico nel PD. Cronaca di una giornata convulsa

23.01 – Dimissioni di massa rinviate a domani. Politicamente la partita è chiusa. A confermarlo a Giornalettismo è lo stesso Orfini. Un incontro “senza divisioni”. Consiglieri Pd uniti quindi per le dimissioni. Ora non resta che aspettare tutte e 25 le firme necessarie.

22.48 – Stallo nella exit strategy sulle “dimissioni di massa”. Secondo quanto appendono le agenzie l’assenza di alcuni consiglieri comunali su Roma – Alfio Marchini ad esempio sarebbe ora a Milano – e qualche ripensamento dell’ultimo minuto potrebbero far slittare l’addio dei 25 a domani. Sembra che alcuni esponenti siano estremamente contrariati per come sia stata gestita la cosa a Largo del Nazareno.

22.27 – Appena terminata la Giunta capitolina. Dopo le dimissioni ufficiali degli assessori Marco Causi, Stefano Esposito e Luigina Di Liegro, lasciano l’esecutivo al termine della riunione anche: Marco Rossi Doria, Alfonso Sabella, Giovanna Marinelli e Maurizio Pucci. Restano con il sindaco Ignazio Marino: Alessandra Cattoi, Estella Marino, Francesca Danese, Marta Leonori e Giovanni Caudo.

22.23 – Ecco il testo del ritiro delle dimissioni di Ignazio Marino:

Io sottoscritto Ignazio Roberto M. Marino con la presente comunico formalmente alle SS. LL. che le mie dimissioni dalla carica di Sindaco di Roma Capitale, ricevute con nota prot. 20166 del 12 ottobre 2015 di codesta Presidenza, sono da intendersi con la presente annullate e revocate: da ciò consegue la loro assoluta e totale inefficacia, come prescritto dall’art. 53 comma 3 del D.L.vo n. 267 del 2000. Sono stato eletto con il voto favorevole del 64 per cento delle romane e dei romani partecipanti al voto con un programma da me scritto e sostenuto dalle forze politiche dell’attuale maggioranza. Un programma riassumibile in alcuni principi di netta discontinuità con il passato. Un programma che ha fermato il consociativismo, ha fortemente voluto il risanamento dei debiti miliardari nel Comune e nelle Aziende municipalizzate, che disegna una Città consolidata e non realizza nuovi quartieri di disagio, che riconosce a tutti gli stessi diritti e che ha riportato la legalità contabile e sbarrato la porta alle mafie perseguite da una attenta ed intelligente Magistratura. Oggi la Città può riprendere ad investire in trasporti, illuminazione, strade, decoro, un nuovo ciclo dei rifiuti ecosostenibile (dopo aver chiuso la discarica più grande del pianeta), nuovi alloggi sociali per le persone più deboli oltre ad attrarre ingenti capitali internazionali per progetti che creano lavoro e benessere. Ma sento il dovere di non eludere le altre riflessioni e questioni che sono state sollevate dalle forze politiche in merito alla qualità dell’azione di governo fin qui svolta. Mentre sono certo che il nostro operato abbia con fatica raggiunto l’obiettivo di ripristinare legalità e trasparenza dell’agire amministrativo, mi è chiaro che questo sforzo non è stato da solo sufficiente a garantire i necessari risultati di buon governo della Città. Come spesso accade nei momenti di crisi si riesce a vedere con maggiore lucidità il percorso che ciascuno ha compiuto. Pur rivendicando ogni atto e ogni scelta fatta in questi due anni e mezzo per cambiare Roma, non ho difficoltà ad ammettere alcuni errori. Costretto dalle difficoltà e dalla resistenza dei poteri che stavamo sfidando a lavorare giorno e notte per portare a risultato ognuna delle nostre scelte, ho dato l’impressione di non voler dialogare e di non voler condividere queste scelte con la Città, che talvolta ha così ha percepito di subirle. Mi spiace, perché non è questo il segno che volevo dare, a partire da un dialogo più aperto e costruttivo che avrei voluto avere con l’Assemblea capitolina, a partire dal gruppo del PD, il partito di cui sono espressione e che ha saputo più volte – insieme a tutta la maggioranza – dare prova di coraggio e determinazione con voti che resteranno storici per la nostra Capitale. Per tutto questo ritengo non sia giusto eludere il dibattito pubblico, con un confronto chiaro per spiegare alla Città cosa sta accadendo e come vorremo andare avanti. Questi sono i principali punti di confronto sui quali verificare l’esistenza di una visione comune con i partiti che sostengono in Consiglio comunale l’organo di governo del Campidoglio. Per il sacrale rispetto che si deve alla stessa Assemblea ed alle sue prerogative, espressioni della sovrana volontà popolare, ritengo di dover sospendere – nelle more della convocazione richiesta – le riunioni dell’organo di governo capitolino, e di conseguenza di inibire momentaneamente gli effetti degli atti di conferimento delle deleghe assessorili, in attesa di verificare la sussistenza delle condizioni politico-amministrative che permettano la prosecuzione del mandato

21.52 – Mino Dinoi smentisce le sue dimissioni:

In queste ore alcune agenzie e testate giornalistiche riportano il mio nome tra i 25 consiglieri capitolini che avrebbero depositato le dimissioni. Questo non è reale. Non ho firmato le dimissioni né tanto meno ho rilasciato dichiarazioni alla stampa!

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21.28 – La giunta del Comune di Roma prosegue l’assemblea per vagliare la situazione politica dopo il ritiro delle dimissioni da parte del sindaco Ignazio Marino. Secondo quanto si è appreso in Campidoglio la riunione di oggi, dopo aver risolto i punti all’ordine del giorno, ha deciso di procedere con la discussione per quel che riguarda la consiliatura di Marino.

21.01 – Ecco le ultime decisioni che sta prendendo la giunta di Marino: per l’emergenza abitativa ok allo stop della proroga per i residence, i fondi ora saranno dirottati sul buono casa e poi ok a pedonalizzazione totale dei Fori imperiali nei weekend e festivi.

20.41 – “Il Pd ha paura delle elezioni a Roma e tiene Marino come sindaco. Dobbiamo liberare Roma tenuta ostaggio delle faide del Pd. Se anche tu pensi che i cittadini romani, come tutti gli italiani, abbiano diritto di votare e di scegliere chi deve governare manda il tuo messaggio su Twitter con l’hashtag #VotiamoliVia. L’Italia 5 Stelle è vicina”. Così sul blog di Beppe Grillo dove viene pubblicato un intervento del deputato M5S Alessandro Di Battista.

20.32 – Pur di andare al voto a Roma il M5s è pronto anche a firmare una mozione di sfiducia al sindaco del Pd ma non a far dimettere i suoi consiglieri, almeno – spiegano fonti del Movimento – fino a quando non vedranno le dimissioni dei 19 consiglieri del Pd. L'”apertura” alla firma di una mozione di sfiducia del Pd arriva invece dal deputato romano Alessandro Di Battista le cui dichiarazioni sono state pubblicate anche sul blog di Beppe Grillo. “Vogliono sfiduciare il sindaco Marino? Perfetto! Basta che votino la mozione di sfiducia depositata dal M5S e permetteranno ai romani di andare al voto. Vogliono presentarne una loro? Lo facciano e la voteremo senza problemi”. 20.28 – “Qualsiasi azione che possa mandare a casa Ignazio Marino e la sua giunta per me è praticabile. Sia che si tratti o di dimissioni o di mozione di sfiducia”. Lo afferma a Giornalettismo Roberto Cantiani capogruppo Pdl a questo punto pronto a dimettersi contestualmente al gruppo Pd. 20.14 – La Giunta Capitolina è iniziata ed è presieduta dal sindaco Ignazio marino a poche ore dal ritiro delle dimissioni. Sono assenti il vicesindaco Marco Causi, l’assessore ai trasporti Stefano Esposito e l’assessore al Turismo Luigina Di Liegro. All’ordine del giorno, tra l’altro, alcuni provvedimenti sull’emergenza abitativa di competenza dell’assessore Francesca Danese che, in apertura di seduta, ha chiarito, a quanto si apprende, rispetto ad alcune anticipazioni di stampa, che non intende dimettersi. Nel mentre… ignazio marino dimissioni 20.09 – I numeri per le dimissioni di massa ci sono. O meglio potrebbero esserci. Si tratta di 19 consiglieri Pd, due della Lista Marchini (Marchini e Onorato che ha confermato a Giornalettismo il suo sì), un esponente del Centro democratico Passucci, Cantiani. Mancano all’appello Celli della Lista Civica di Marino e Dinoi del gruppo misto. Quest’ultimo a Giornalettismo ha preferito chiudersi in un secco “No comment”. 19.44 – Interpellato da Giornalettismo, Alessandro Onorato conferma quanto trapelato negli ultimi minuti: sia lui sia Alfio Marchini sono pronti ad unirsi alle dimissioni di massa che daranno i consiglieri del Pd nelle prossime ore.  19.42 – Ignazio Marino  è arrivato in Campidoglio per presiedere la riunione di giunta passando da un entrata secondaria evitando la stampa.

19.36 – “Dispiace che Marino abbia preso questa decisione, che non è all’altezza della sua storia. Sta alimentando una telenovela dannosa, mentre servono decisioni immediate, c’è una quotidianità che non aspetta”. Così Francesco Verducci, senatore del Partito Democratico, ai microfoni della trasmissione di Rainews 24 “Transatlantico”. “Noi – aggiunge Verducci- abbiamo fatto nell’ultimo anno ogni tentativo per rilanciare la sindacatura Marino, ma di fronte alla continua e pesante perdita di credibilità che c’è stata non c’erano alternative alla cessazione dell’esperienza Marino. C’è molta amarezza ma andremo avanti. Per noi questo capitolo politicamente è chiuso. Il ritiro delle dimissioni del sindaco di Roma è un tentativo oltre ogni ragionevolezza di tenere in vita un’esperienza che non puo’ più dare ai romani le risposte che pretendono: prolunga lo stallo ma i romani non lo meritano. Molto spesso Marino è stato il primo nemico di se stesso, ficcandosi in situazioni assurde”.

19.35 – Contrariamente a quanto riferito dall’avvocato Musco, La Procura di Roma non ha richiesto l’archiviazione dell’inchiesta sulla Onlus Imagine che coinvolge Ignazio Marino.

19.23 – “Si torna alla corretta prassi istituzionale. Apprezziamo la scelta del Sindaco Marino e ascolteremo il suo intervento in Aula. Ci sono nel Pd molti colleghi validi che conoscono il valore del mandato popolare e della democrazia. Speriamo di non dover assistere al mercato delle vacche, sarebbe un’ulteriore brutta pagina per le Istituzioni locali. Siamo in attesa di sapere cosa dirà Marino, delle sue scelte, poi faremo una discussione che coinvolgerà il partito in termini ampi”. Così Gianluca Peciola, capogruppo Sel in Campidoglio.

19.20 – Casapound va sotto il Campidoglio a manifestare a favore di Ignazio Marino con slogan del tenore: “Resta con noi, Marino resta con noi”. Un esponente del movimento grida al megafono: “Oggi, solo oggi, tifiamo per Ignazio Marino che, nella sua pazzia, è l’unico a tenere in scacco Renzi. Marino fai a brandelli quel che resta del Pd. Noi abbiamo sempre contestato Marino ma oggi siamo con lui. Si è messo contro i poteri forti, ma non ha rappresentato la soluzione per Roma, la sua pazzia in questo frangente è positiva perché mette a nudo il Pd”.

19.03 – “Stasera parteciperò alla Giunta perché ci sono importanti provvedimenti da approvare per il bene della città. Penso, inoltre, che sia giusto che il sindaco abbia la possibilità di chiarire in Aula, luogo deputato al confronto democratico, le ragioni che hanno portato a concludere quest’esperienza. Quindi, le mie dimissioni saranno effettive subito dopo il confronto in Assemblea capitolina”. È questa la decisione dell’assessore alla Roma produttiva, Marta Leonori, raggiunta dall’agenzia Dire dopo che il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha ritirato le sue dimissioni.

18.54 – Ecco il comunicato del capogruppo della lista civica Franco Marino. La lista conta cinque consiglieri.

Siamo felici che il sindaco di Roma abbia ritirato le dimissioni. Il nostro è un gruppo libero dove la posizione del capogruppo non orienta il gruppo stesso, non abbiamo commissari e mi dispiace per i colleghi costretti ad accettare diktat. Ma, dalle informazioni che ho, ritengo che tutto il gruppo sarà compatto nel voler ascoltare il sindaco in Aula senza aderire a richieste di dimissioni che peraltro nessuno ci ha formulato

18.46 – La procura di Roma ha smentito la notizia riguardante la richiesta di archiviazione della posizione del sindaco Ignazio Marino in merito all’inchiesta che vede coinvolta la Onlus Imagine, fondata nel 2005 dal primo cittadino capitolino.

18.42 – Sarebbero già 25 i consiglieri comunali decisi a dimettersi. Fonti del Pd, riferiscono che, oltre ai 19 consiglieri dem, a dimettersi saranno i due esponenti della lista Marchini (Marchini stesso e Alessandro Onorato), uno di Centro Democratico, Cantiani del Pdl, Svetlana Celli (Lista Civica Marino) e Di Noi (gruppo Misto). A questi si aggiungerebbe Sveva Belviso che ha già fatto sapere di essere pronta a dimettersi una volta raggiunta quota 25, con la matematica impossibilità del Consiglio Comunale a riunirsi. Nella lista civica di Marino Giansanti ha ribadito il suo no alle dimissioni mentre Celli ha precisato che la città ha bisogno di una maggioranza coesa.

18.33 – Gianni Cuperlo parla della situazione Marino in un post su Facebook chiedendo al partito di spiegare i motivi di una sfiducia in aula:

La mia opinione? Penso due cose. La prima è che la frattura tra la funzione di Roma e la sua immagine attuale nel mondo ha superato una soglia che impone di portare il confronto in una sede pubblica. Questo anche per ricomporre il legame con la parte migliore della città, che esiste e a cui bisogna ridare voce, ascolto, valore. Prima che il destino del sindaco o di un gruppo dirigente, la cura maggiore va rivolta a Roma e alle condizioni nelle quali versa dopo mesi di scandali e lacerazioni. La seconda è che per interrompere una sindacatura votata da 600mila cittadini debbono sussistere ragioni solide e politicamente insuperabili. Quelle ragioni un partito ha il dovere di spiegarle, dibatterle nei suoi circoli e confrontarle nella sede istituzionale (il consiglio comunale), dove ascoltare le ragioni dell’amministrazione, esporre i motivi di una sfiducia e assumersi le proprie responsabilità davanti alla città. Questa è la sola via che rende trasparente una decisione sottraendola alla logica di scelte consumate nella trattativa tra due o quattro persone. Se la democrazia ha delle regole, questo è il momento delle regole. Quanto alle ricadute di tutto ciò, servirà tempo, pazienza e coraggio per risalire la china. Ma qui comincia una storia nuova tutta da scrivere.

18.26 – “Il ritiro delle dimissioni di Marino riapre la strada al confronto in consiglio comunale, confronto che Sel ha sempre chiesto fin dal primo momento di questa crisi. E’ nell’aula Giulio Cesare del Campidoglio che alla luce del sole bisogna fare un confronto trasparente”. Lo afferma il segretario romano di Sinistra Ecologia Libertà, Paolo Cento. I consiglieri Sel quindi non si dimettono. “Adesso – prosegue il segretario di Sel Roma – aspettiamo che Marino venga in Consiglio, faccia la sua proposta e spieghi le ragioni per cui ha ritirato le dimissioni. I consiglieri comunali di Sel non si dimettono. C’è una crisi politica e amministrativa in corso nella Capitale, la città di Roma vive emergenze quotidiane. Ascolteremo il sindaco e valuteremo. Il Pd farà le sue scelte, noi continuiamo a dire anche al Pd – conclude Cento – con cui abbiamo condiviso questa esperienza, che sono incomprensibili le ragioni per cui non si voglia fare il dibattito pubblico dimettendosi prima” 18.22 -“Penso che sia meglio che io torni in Campidoglio per la giunta. Così i giornalisti mi seguiranno e voi potrete assistere all’evento”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, durante una iniziativa alla ex caserma Guido Reni, alla quale si era recato per un saluto. Il gran numero di giornalisti e operatori al seguito non ha permesso, tuttavia, che un breve cenno al “grande lavoro fatto dalla Giunta” per la riqualificazione della città. 18.18 – “Nel caso ci fossero le 25 firme contestuali, sono pronta a dimettermi”. Lo dichiara Sveva Belviso consigliera capitolina del gruppo L’Altra Destra in merito alla possibilità di dimettersi alla luce del ritiro delle dimissioni del sindaco Marino.

18.09– Altri tre assessori della giunta Marino si dimetteranno in serata. Dopo la riunione della giunta capitolina, prevista alle 19,30, lasceranno il loro incarico l’assessore ai Lavori pubblici e coordinatore per il Giubileo, Maurizio Pucci, l’assessore alla Cultura, Giovanna Marinelli e l’assessore al Turismo Luigina di Liegro. Dopo la giunta ufficializzerà le proprie dimissioni anche l’assessore Alfonso Sabella, che le aveva annunciate dopo quelle del vicesindaco Marco Causi e degli assessori Stefano Esposito e Marco Rossi Doria. Su dodici membri della giunta Marino, sette hanno già presentato o annunciato quindi le dimissioni.

18.04 Ignazio Marino è arrivato al Museo Maxxi per l’incontro pubblico. Ressa dei giornalisti. ignazio marino dimissioni 18.02 – “Come previsto Marino ha ritirato le sue dimissioni. Noi della lista Marchini siamo già autosospesi da mesi. Se finalmente la maggioranza e le opposizioni ci seguiranno si chiuderà finalmente questa farsa. Altrimenti si andrà in consiglio comunale dove altrettanto coerentemente con ciò che diciamo da due anni sfiduceremo Marino”. Ad affermarlo è Alfio Marchini.

17.49 -Pronti a lasciare la giunta Marino altri due assessori, ai Lavori Pubblici Maurizio Pucci e alla Cultura Giovanni Marinelli. “Stasera sarò presente alla Giunta perché ritengo sia fondamentale chiudere delle questioni importanti per la città – risponde Marinelli interpellata -. Subito dopo presenterò le mie dimissioni”. 17.37 – L’assessore alla Legalità del Comune di Roma, Alfonso Sabella, si è dimesso dopo che il sindaco Ignazio Marino ha deciso di rimanere in carica. “Torno a fare il magistrato”, ha detto Sabella. E’ il quarto componennte della giunta ad abbandonare Marino, dopo il vicesindaco Marco Causi e gli assessori Esposito e Rossi Doria, tutti del Pd.

17.35 – La procura di Roma ha chiesto l’archiviazione di Ignazio Marino nell’ambito dell’inchiesta per truffa sulle presunte irregolarità nei pagamenti a collaboratori effettuati dalla Onlus ‘Imagine’ fondata nel 2005 dal chirurgo dem per portare aiuti sanitari in Honduras e Congo. A renderlo noto è il professor Enzo Musco, difensore di Marino. “Ho appreso ieri di questa richiesta di archiviazione che ritenevo scontata perché il mio assistito non c’entrava nulla con questa vicenda, non era neppure il presidente della Onlus. Era una storia chiusa”.

17.33 – “Mentre a Roma regna il caos continua la guerra Pd sulla pelle dei cittadini. Marino-Orfini-Renzi irresponsabili. Crisi in Aula e poi elezioni”. Lo scrive su Twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

17.16 – “Ritengo che ci sia un luogo sacro, l’aula. Io sono pronto a confrontarmi con la mia maggioranza, illustrare errori e cose positive nel luogo della democrazia. Stasera parlerò con il presidente Baglio e le illustrerò la mia intenzione di avere un confronto franco nell’aula Giulio Cesare”. Lo ha dichiarato Marino ai microfoni di Sky Tg24 al suo arrivo in Campidoglio. Si va allo scontro finale con il Partito democratico.

17.10 -L’assessore al Turismo Luigina Di Liegro si dimette. “Avevamo detto che se Marino avesse ritirato le sue dimissioni noi avremmo lasciato – ha spiegato – Siamo stati coerenti con quanto avevamo detto”. 17.04 – “Torno al mio lavoro di maestro”. Lo ha detto l’assessore alla Scuola di Roma Marco Rossi Doria dopo l’annuncio del sindaco Ignazio Marino di aver ritirato le sue dimissioni. Anche lui dunque annuncia le sue dimissioni. 17.02 – “Io lunedì torno a fare il magistrato”, ha commentato Alfonso Sabella, assesore alla Legalità del comune di Roma, a Sky Tg24. Sabella spiega: “La mia è una valutazione tecnica. Non so quali siano state, e mi riguardano poco, le valutazioni politiche che hanno portato” prima “alle dimissioni di Marino”, e ora al loro ritiro, ma adesso “non sarei in grado di far approvare tutti i provvedimenti a cui sto lavorando e sarei messo nell’impossibilità di fare il mio lavoro. L’anomalia di un magistrato in Giunta è ora che cessi”. 16.54 “Ancora sceneggiate di fronte a una città in ginocchio? La Capitale non è il giocattolo del Pd! Questi burattini abbiano il coraggio di venire in aula in Campidoglio e di votare la nostra mozione di sfiducia al sindaco di fronte a Roma”. Lo scrive su Facebook Alessandro Di Battista, deputato e componente del direttorio M5S. 16.50 L’assessore ai trasporti Stefano Esposito ha già protocollato le sue dimissioni. “Le mie dimissioni sono già partite, e non credo che sarò il solo”. 16.48 “Ho appena consegnato la mia lettera di dimissioni dall`incarico di vicesindaco di Roma Capitale”. Lo annuncia in una nota Marco Causi a pochi minuti dal ritiro delle dimissioni 16.46 – Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è rientrato a Palazzo Chigi, di ritorno dal viaggio che lo ha portato per una settimana in Sud America, dove ha visitato Cile, Perù, Colombia e Cuba. 16.46 – “L’anomalia di un magistrato in giunta è nel caso che cessi”, spiega Sabella a SkyTg24. 16.33 – Il sindaco di Roma, Ignazio Marino ha firmato la lettera con la quale ritira le dimissioni presentate lo scorso 12 ottobre. Lo rendo noto un comunicato del Campidoglio.

16.02 – Oltre ai 19 consiglieri Pd pronti a dimettersi occorrono altre forze per arrivare alla soglia dei 25 necessaria per l’automatico scioglimento del Comune, sindaco compreso. Secodo quanto si apprende in queste ultime ore pronti a dare un aiuto al Pd potrebbe essere Daniele Parrucci di Centro democratico. Non solo: i pontieri dem ora punterebbero a convincere Mino Dinoi del gruppo misto e a far aggregare anche Alessandro Onorato e Alfio Marchini al gruppo dimissionario. Facendo così la situazione, con i numeri necessari, si risolverebbe senza il coinvolgimento di esponenti della coalizione che hanno sostenuto il mandato di Gianni Alemanno. Questo lo scenario sempre se si andrà verso le diciannove dimissioni. 15.45 – “Marino guardi prima di tutto al bene di Roma, a pochi mesi dal Giubileo. Non possiamo continuare con questa incertezza politica che contribuisce solo a indebolire l’immagine della capitale della Cristianità nel mondo”, afferma il depurato del Pd Edoardo Patriarca. “Da Marino un tira e molla che non porta nulla di buono alla città – ha continuato Patriarca – Mi auguro che presto capisca che una capitale mondiale come Roma deve avere un governo locale forte e capace di prendere decisioni”.

15.20 – Se il sindaco di Roma Ignazio Marino dovesse ripensarci e decidere di restare alla guida del Campidoglio i consiglieri del Pd si dimetterebbero subito dal loro incarico. Questa la linea decisa durante l’incontro tra il commissario del Pd a Roma Matteo Orfini e i consiglieri dem. Roma, Ignazio Marino sempre più solo. Matteo Orfini, commissario Pd a Roma, ha convocato per le 14 i consiglieri comunali democratici al Nazareno in una riunione in cui si potrebbe decidere per le dimissioni di massa dei consiglieri. Una mossa tesa a neutralizzare la possibile revoca delle dimissioni da parte di Ignazio Marino.

Ignazio Marino
ANSA/CLAUDIO PERI

 

IGNAZIO MARINO, GLI UFFICI DI PRESIDENZA IN ALLERTA NEL WEEKEND

Gli uffici di presidenza dell’assemblea ‘in allerta’ per ricevere l’eventuale ritiro delle dimissioni del sindaco Ignazio Marino. Il vicesegretario generale del Campidoglio ha chiesto alla presidenza d’Aula di “assicurare un presidio” anche nel weekend. Uffici aperti quindi anche di sabato e domenica in modo da poter protocollare il ritiro delle dimissioni del sindaco-chirurgo.

IGNAZIO MARINO: POMARICI: “SE MARINO NON VIENE IN ASSEMBLEA MI DIMETTO”

“Rimango in attesa che il sindaco Marino affronti l’Aula Giulio Cesare. Nel caso in cui Marino decidesse di evitare il confronto con l’Assemblea Capitolina presentero’ le dimissioni da consigliere, insieme a tutte quelle persone di buona volontà. Questa situazione, di cui Orfini è corresponsabile, ha stancato Roma e i romani che non vedono l’ora di voltare pagina e tornare a sperare in una città ben amministrata”. Così Marco Pomarici, consigliere Noi Con Salvini in Assemblea Capitolina.

IGNAZIO MARINO: “I NUMERI PER LE DIMISSIONI DI MASSA CI SONO”

Secondo fonti autorevoli interpellate da giornalettismo.com le vie d’uscita possibili sono due. O Ignazio Marino conferma le dimissioni o, in caso contrario, cade l’aula capitolina. Il presing è ancora in corso e si ostenta ottimismo. Ma fonti della maggioranza più vicine al sindaco Marino smentiscono decisamente qualsiasi intenzione di dimettersi del primo cittadino.

IGNAZIO MARINO, INIZIATA LA RIUNIONE ORFINI-CONSIGLIERI

Iniziata da poco la riunione tra il commissario del Pd a Roma Matteo Orfini e i consiglieri comunali democratici. Intanto l’assessore dimissionario ai trasporti Stefano Esposito chiede a Ignazio Marino di riferire della situazione in Consiglio Comunale: “Abbiamo detto che qualunque sia la scelta che il sindaco farà è giusto che parli in Consiglio, rivendicando anche quello che c’è ed è giusto rivendicare. Si può andare in Aula in qualsiasi momento, anche domani, sabato o domenica”.

IGNAZIO MARINO, PECIOLA: “UNA SITUAZIONE PREOCCUPANTE”

“Quanto avviene in queste ore è qualcosa di preoccupante perché c’è una dinamica non chiara che ha a che fare con le corrette relazioni istituzionali, con il rispetto delle garanzie costituzionali”. Così il capogruppo di Sel in Campidoglio Gianluca Peciola: “tutto cio’ ha a che fare con le prospettive future: siamo una forza politica che sta decidendo quali saranno le alleanze del futuro in tutta Italia ed è evidente che gli esiti di questa situazione delicata avranno effetti anche sul futuro”.

IGNAZIO MARINO: “NON HO NULLA DA CHIEDERE A NESSUNO”

Il sindaco dimissionario appena giunto in Campidoglio dopo l’incontro di ieri sera con Matteo Orfini ha dichiarato: “Qui la questione non è Ignazio Marino ma Roma: io non ho assolutamente nulla né da chiedere né da negoziare con nessuno”, aggiungendo che al momento sta riflettendo sulle dimissioni e che riferirà le sue decisioni a Valeria Baglio, presidente dell’Assemblea di Roma. Il Pd si prepara quindi a giocare d’attacco dichiarandosi pronto “al bagno di sangue”. Il tutto mentre alcuni sostenitori lo hanno aspettato all’ingresso in Campidoglio al grido “Marino non mollare”.

IGNAZIO MARINO: “A ROMA GLI ANTICORPI ESISTONO, DOMENICA SCORSA SE NE SONO VISTI MIGLIAIA”

Per Ignazio Marino i suoi sostenitori sono gli “anticorpi” evocati dal Presidente Anac Raffaele Cantone che aveva definito ieri Milano “capitale morale” del Paese mentre Roma non riusciva a difendere sé stessa: “A Roma gli anticorpi esistono, questa piazza domenica scorsa ne ha visti migliaia e nella città ce ne sono milioni ma vanno valorizzati da noi delle istituzioni perché, anche all’interno di un organismo vivente, se gli anticorpi vengono annichiliti non potranno svolgere bene la propria funzione”.

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IGNAZIO MARINO: “RENZI? HO COSE PIÙ SERIE DA FARE CHE ANDARE PER AEROPORTI”

E su Matteo Renzi, che ieri da Cuba aveva fatto sapere che la posizione del Partito Democratico è quella di Matteo Orfini, Ignazio Marino ha risposto: “Ho cose più serie da fare che andare negli aeroporti, in questi giorni”. Tuttavia Alessandra Cattoi, fedelissima del primo cittadino, ha ammesso che “non si può governare la Capitale contro il governo e contro il partito”. E domenica scade il termine per il ritiro delle dimissioni, tre giorni prima del via al processo di Mafia Capitale.

IGNAZIO MARINO: “ALLE 18.30 PRESENTEREMO IL FRUTTO DI DUE ANNI DI RIVOLUZIONE URBANA”

Ignazio Marino ha dato infine appuntamento alla stampa; Ci vediamo alle 18 in via Guido Reni, dove presenteremo insieme all’assessore Caudo due anni di trasformazione urbana, due anni di rivoluzione urbanistica straordinari per la città di Roma”. E alle 19.30 è previsto un consiglio comunale in cui si parlerà della pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali”. (Photocredit copertina ANSA/MASSIMO PERCOSSI)