Il fisco cambia per decreto

26/01/2012 - Semplificazione: due pagine per la dichiarazione Sarà un decreto a semplificare il fisco. Il Corriere della Sera, in un articolo a firma di Mario Sensini,racconta come cambierà l’imposizione: Anche per fronteggiare il malcontento sulla riscossione delle tasse, il governo Monti

     
 

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Semplificazione: due pagine per la dichiarazione

Sarà un decreto a semplificare il fisco. Il Corriere della Sera, in un articolo a firma di Mario Sensini,racconta come cambierà l’imposizione:

Anche per fronteggiare il malcontento sulla riscossione delle tasse, il governo Monti è dunque pronto a lanciare un’operazione di recupero del rapporto tra il cittadino e il Fisco. Il decreto con i primi interventi, messi a punto dal sottosegretario all’Economia, Vieri Ceriani, è quasi pronto, serve solo un’ultima scrematura delle norme che vi saranno inserite, molte delle quali maturate dai suggerimenti dei commercialisti, e tutte tese ad alleviare gli adempimenti dei contribuenti. Pagare le tasse non è piacevole, perderci pure tempo lo è ancora di meno. Rendere meno complicata la vita ai contribuenti è essenziale, anche in vista del passo successivo dell’operazione, da cui sarà determinata la vera svolta nei rapporti tra il Fisco e i contribuenti, la delega per la riforma fiscale che il governo intende esercitare a primavera.

Si va quindi verso un nuovo testo unico:

Nel bilancio 2012 bisogna tagliare 4 miliardi, più altri 16 dal 2013, quindi 20 miliardi strutturali da lì in poi, attraverso la riforma dell’assistenza e la riduzione degli sconti fiscali, altrimenti per far quadrare i conti bisognerà aumentare l’Iva. Per fare cassa bisognerà sfoltire la giungla delle detrazioni fiscali e questa sarà l’occasione di fare pulizia, tanto che l’amministrazione fiscale già ragiona su un nuovo Testo unico delle norme tributarie. Molti regimi di favore (sono 720, costano 250 miliardi l’anno e l’anno scorso li ha censiti, da esperto esterno, proprio l’attuale sottosegretario Ceriani), verranno eliminati. Il risparmio servirà a ridurre il deficit e, nella misura in cui Monti vorrà affondare la lama, alla riduzione delle aliquote di prelievo sui redditi. Meno sconti fiscali, più soldi in tasca. E dichiarazioni meno complicate da fare. «Semplificare vuol dire anche rendere più difficile ed evidente l’evasione, ed è essenziale in un sistema fiscale nato quarant’anni fa, fatto da decine di migliaia di articoli di legge approvati o per necessità di gettito o di lobby» ha detto ieri Befera, intervenendo a un convegno organizzato dal Sole 24 Ore, a sottolineare come il problema di fondo resti quello dell’infedeltà fiscale. «L’evasione costa 120 miliardi di euro l’anno e se l’Italia era sull’orlo del baratro dipende anche da questo. L’attività di contrasto per tanti anni non è stata al centro dell’attenzione ».

Anche perché sul fisco sta cambiando il vento:

«Ora è stata rafforzata», ha detto Befera facendo anche riferimento all’operazione di Cortina, «e si sta modificando il consenso», non più verso i furbetti, ma verso chi li stana. «Nel 2011 abbiamo ottenuto grandi risultati nella lotta all’evasione. Finora quello che è stato recuperato è servito a salvare il Paese, e a pareggiare i conti. Ma non può essere usato solo per questo: si può ragionare in futuro sulla destinazione dei frutti della lotta all’evasione alle categorie più deboli o alla riduzione delle aliquote», ha detto Befera. Anche la restituzione aiuterebbe «a recuperare un rapporto positivo tra Fisco e contribuenti ».

     
 

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