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I talibani approfittano del terremoto in Afghanistan e attaccano

Talibani all’attacco nel Nord dell’Afghanistan colpito dal terremoto. Attaccato un distretto colpito dal sisma, combattimenti in corso in altri due vicini, il governo prova a reagire prima che l’inverno congeli letteralmente la situazione sul terreno.

Il forte sisma ha risparmiato la capitale, a Kabul si sono registrati solo danni minori  (Photo  credit Aref Karimi/AFP/Getty Images)
Il forte sisma ha risparmiato la capitale, a Kabul si sono registrati solo danni minori (Photo credit Aref Karimi/AFP/Getty Images)

 

L’OFFENSIVA TALIBANA DOPO IL TERREMOTO –

Un portavoce della provincia di Takhar ha confermato che il distretto di Darqad è caduta nelle mani dei talibani e che in altri due distretti sono in corso combattimenti tra le forze afghane i guerriglieri del Mullah Akhtar. La dirigenza dei talibani aveva diffuso l’ordine di aiutare i terremotati, ma è chiaro che i combattimenti non aiutino il flusso dei soccorsi in un’area impervia, dove alcune località devono ancora essere raggiunte a distanza di due giorni dal sisma.

L’NVERNO STA ARRIVANDO –

Il timore del governo di Kabul è che i talibani riescano a trincerarsi nelle zone occupate prima del sopraggiungere dell’inverno, che rimanderebbe di necessità i combattimenti alla primavera prossima, materializzando così una figuraccia per il governo e segnando un punto per i talibani, che già nelle settimane scorse avevano preso temporaneamente Kunduz, la maggiore città del Nord e che stanno premendo anche su Helmand, al Sud.

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IL TERREMOTO ALLEATO DEI TALIBANI-

Il terremoto, che ha avuto il suo epicentro nell’adiacente provincia di Badakhshan non ha provocato vittime nel distretto di Darqad, dove però molte persone sono rimaste senza casa e si sono registrati diversi feriti. Il sisma non ha fatto enormi danni in Afghanistan, ma sono comunque migliaia gli sfollati nelle zone montagnose che hanno urgente bisogno delle tende e dei soccorsi inviati da Kabul. Soccorsi impediti dallo stato delle strade, tanto che si medita di fare partire delle colonne dal vicino Tajikistan. La situazione delle strade rende ovviamente difficoltosa anche la chiamata alle armi con i talibani, che così possono ricavare un grande vantaggio tattico dal terremoto.