Se mi fai schifo ci sarà un perché
25/01/2012 - Spesso quel senso di disgusto è un alleato che ci può aiutare nella vita di tutti i giorni Nella vita prima o poi si rivaluta tutto, anche il disgusto. Ne parla Le Monde. IL BLOCCO – Quante volte non avete
Spesso quel senso di disgusto è un alleato che ci può aiutare nella vita di tutti i giorni
Nella vita prima o poi si rivaluta tutto, anche il disgusto. Ne parla Le Monde.
IL BLOCCO – Quante volte non avete fatto qualcosa, come entrare in una toilette pubblica, perché disgustati da quello con cui avreste dovuto avere a che fare? Sappiate che il disgusto altro non è che un campanello d’allarme che protegge gli uomini dalle malattie e dai parassiti, e vizia tutti gli aspetti della vita umana, dalla sessualità al cibo passando per la politica. Avete capito bene, nemmeno lei riesce a scamparla. E’ dimostrato che i conservatori sono più inclini a manifestare una forma di disgusto rispetto ai liberali, e quello che spesso considerano disgustoso è ciò che considerano immorale.
L’UTILITA’ - Si è svolta in Germania, lo scorso gennaio, una conferenza sull’evoluzione del disgusto, e secondo una delle relatrici, Valérie Curtis, insegnante alla scuola d’igiene e medicina tropicale di Londra, il disgusto è “nel nostro quotidiano, determina le azioni che ci legano agli altri, stabilisce ciò che ci imbarazza e da cosa dovremmo difenderci. Si tratta di un senso fondamentale per l’evoluzione della vita umana”.
LAVATEVI - La grande forza del disgusto resta però la sua capacità di influenzare i comportamenti degli individui, e proprio in questo senso viene “sfruttato” in campagne per la sensibilizzazione delle persone nei confronti dell’igiene, come ad esempio per l’importanza di lavarsi le mani. Un gesto semplice che in alcuni paesi del mondo può salvare delle vite. In Regno Unito un cartello posto fuori dai bagni pubblici recita: “non portate via la toilette con voi”, un messaggio con il quale i gestori cercano di invitare le persone a lavarsi le mani e a curare l’igiene di base, la più importante per la salute pubblica.












nel bagno di un bar a cassano d’adda, c’era un cartello che diceva: non è il pulsante dell’autodistruzione, premendolo non crollerà il palazzo. puoi provare, anzi DEVI.
Ahahah!
Io conoscevo un tale che ogni volta che andava in un bagno pubblico, dopo aver fatto la sua minziolinata, restava in piedi per dei minuti con l’uccello fuori e le due mani alzate all’altezza delle spalle, come fossero rattrappite.
La cosa durava fin quando giungeva qualcuno che, vedendolo in quelle condizioni, gli chiedeva gentilmente se stava bene, se aveva bisogno di qualcosa.
Allora il tizio, proferendo solo dei versi gutturali e indicando in basso con il capo, induceva il volonteroso a notare il pendulo arnese ancora fuori della “bottega”.
La scena che seguiva era solitamente muta e fatta di soli sguardi perplessi da una parte e supplichevoli dall’altra; fin quando il tale dalle mani bloccate pronunziava la frase “scrrrrr…ollare per ffff..avore” (un po’ come parla Cicchitto quando non sa più arrampicarsi sugli specchi).
Il malcapitato salvatore spesso se ne andava incazzato, ma se trovava quello ben disposto ad un’opera pia, finiva che dopo aver superato il comprensibile disgusto, quello glielo scrollava e, sempre soggiogato dallo sguardo implorevole dell’altro, glielo rimetteva pure a posto chiudendo infine la zip.
Dopo di ché, normalmente, il benefattore preso dal sentimento della pietà, gli chiedeva “ma come mai? E’ una paralisi? Una paraplegia? E quello “No, no! Solo che mi fa schifo toccarlo!