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«Ritirare le dimissioni per favorire una vera discussione»

Si dimette. Non si dimette. Le ritira. Non le ritira. Ignazio Marino è più che mai protagonista delle cronache di Roma, come racconta il balletto di queste ore sulle sue dimissioni. Ecco cosa racconta su Repubblica Sebastiano Messina

NON SI DIMETTE PIU’?

Secondo il giornalista Marino avrebbe già preso una decisione, visto che la telefonata di Renzi tarda ad arrivare (e probabilmente non arriverà mai)

Il sindaco si prepara alla sua decisione definitiva: “Io — ha confidato ai suoi collaboratori, prima di uscire dal Campidoglio alle sette di sera — resto convinto che la soluzione principe sia quella di un chiarimento politico con la mia maggioranza e soprattutto con il mio partito, con il mio segretario. Ma allo stato delle cose mi pare proprio che l’unica strada che mi rimane sia quella di ritirare le dimissioni”. Tornare sindaco con i pieni poteri, fermare il count-down verso la decadenza dalla carica e le elezioni anticipate, questa è l’idea che in queste ore sta dominando i pensieri di Marino. Non come una sfida al Pd, però: lui la considera piuttosto “una soluzione tecnica” per arrivare all’atteso “chiarimento politico”

Secondo Marino la fine dei giochi sarà la parola di Renzi, il punto è che Renzi non sembra volersi pronunciare sul tema

Dopo la rottura con Matteo Orfini, l’interlocutore su cui punta il sindaco è Renzi. Solo il presidente del Consiglio avrebbe l’autorevolezza per chiudere — in un modo o nell’altro — il “caso Marino”. Ma il premier, a quanto pare, non ha alcuna intenzione di accogliere l’invito. Renzi ti incontrerà, è il messaggio che è stato fatto arrivare a Marino dai fedelissimi del segretario Pd, ma dopo il 2 novembre. Quando le dimissioni saranno diventate definitive.

Così Marino potrebbe aspettare l’ultimo giorno disponibile e poi – puff – ritirare le dimissioni. Anche se ha tutto il Pd romano contro. Da questo punto di vista val la pena di chiudere con una chicca:

Orfini è riuscito a ottenere dai 19 consiglieri del Pd un comunicato in cui si precisa che “il gruppo consiliare e il Partito democratico sono tutt’uno nel giudicare l’amministrazione Marino” (anche se volutamente non si precisa qual è, questo giudizio comune: “Un comunicato-supercazzola”, l’ha definito uno degli stessi firmatari)

Perché la situazione è sempre grave, ma mai seria.