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Matrimoni gay, i giudici ai sindaci: «Le trascrizioni sono illegittime»

Le trascrizioni delle nozze gay da parte dei Comuni sono illegittime perché alle coppie omosessuali manca un requisito essentiale «ontologico»: la diversità fra i sessi. In altre parole: se l’Italia vuole riconoscere l’unione tra persone dello stesso sesso deve introdurne il principio.

 

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È quanto stabilisce la sentenza del Consiglio di Stato sui matrimoni contratti all’estero e registrati anche in Italia. Ne parla Ilaria Sacchettoni sul Corriere della Sera:

Al matrimonio gay o lesbo, scrivono i giudici in punta di diritto, manca un requisito essenziale per spiccare il salto del riconoscimento/equiparazione nel nostro ordinamento. È privo «dell’indefettibile condizione della diversità di sesso fra i nubendi (sposi, ndr)». Sembra un gioco di parole ma no: oggi nel nostro paese il presupposto delle nozze è la differenza di sesso, ricordano i giudici. La diversità uomo-donna è la «connotazione ontologica» del rito matrimoniale scrivono, condannando (metaforicamente parlando) chi, come Danilo e Fabio o Costanza e Monia, trascritti nei registri capitolini un anno fa, avevano creduto nel riconoscimento dei propri diritti. Ricordate – è la domanda retorica dei giudici (rivolta forse ai politici) – qual è il primo tassativo compito del funzionario che celebra le nozze? È proprio la verifica che le persone di fronte a lui possiedano quei requisiti. Donna. Uomo. «Il corretto esercizio della potestà – scrivono – impedisce all’ufficiale dello Stato civile la trascrizione di matrimoni omosessuali celebrati all’estero».

(Foto di copertina: ANSA / MASSIMO PERCOSSI)