DOLCETTO O SCHERZETTO? – Almeno questo dimostra una cosa: che era vero che la legge voluta dal senatore Gianpiero D’Alia non era necessaria, visto che gli strumenti per effettuare operazioni di questo tipo – almeno per quel che riguarda un reato orrendo come la pedopornografia – ci sono già nella legislazione italiana. Ma qualche dubbio viene. La legge 38/2006 dice: “Art. 14-quater. – (Utilizzo di strumenti tecnici per impedire l’accesso ai siti che diffondono materiale pedopornografico) – 1. I fornitori di connettività alla rete INTERNET, al fine di impedire l’accesso ai siti segnalati dal Centro, sono obbligati ad utilizzare gli strumenti di filtraggio e le relative soluzioni tecnologiche conformi ai requisiti individuati con decreto del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro per l’innovazione e le tecnologie e sentite le associazioni maggiormente rappresentative dei fornitori di connettività della rete INTERNET. Con il medesimo decreto viene altresì indicato il termine entro il quale i fornitori di connettività alla rete INTERNET devono dotarsi degli
strumenti di filtraggio”. E’ evidente che si parla d’altro rispetto al sequestro d’un intero server. Anche il “comunicato” a cui si accede reca con sé qualcosa di strano: intanto, reca i link al Ministero dell’Interno, alla Polizia di Stato ed alla PolCom. Una cosa un pochino troppo raffinata per il ministero. Poi, di solito la Postale opera diversamente, anche se in questo caso non poteva visto che i server non risiedono su territorio italiano. Il richiamo al C.i.r.c.a.m.p., poi, appare del tutto arbitrario visto che l’istituzione non è citata all’interno della legge. In ultimo, non risulta che la polizia – e gli enti in genere – utilizzino i punti esclamativi (due, per giunta), all’interno dei comunicati ufficiali, e siano soliti anche avvisare i visitatori che il loro IP non verrà registrato. Insomma, qualche elemento per pensare piuttosto a uno scherzetto dimostrativo di un hacker c’è. D’altronde, sul sito dell’Associazione Italiana Internet Provider si scrive: “A quanto pare il decreto Gentiloni istituzionalizza la funzione del Centro quale collettore di segnalazioni e sancisce in capo ai provider l’obbligo di oscurare un sito entro 6 ore dalla segnalazione. Cosa c’è di diverso rispetto a prima? I provider hanno già l’obbligo di rispondere ad un ordine delle autorità. Non solo: anche la Polizia postale ha la possibilità di intervenire nel sequestro di un sito, impedendone l’accesso a chiunque a maggior ragione quando, come nel caso della pedopornografia diffusa tramite le reti telematiche, il sito stesso è una fonte di prova o costituisce il corpo del reato. Il decreto specifica due «livelli di inibizione» ovvero di filtraggio all’accesso ai siti segnalati. Tali siti potranno cioè «essere inibiti al livello minimo di nome a dominio ovvero a livello di indirizzo ip, ove segnalato in via esclusiva»“. Insomma, le procedure potrebbero essere state rispettate alla lettera. Ma qualche sospetto permane. Abbiamo chiesto lumi alla Polizia Postale. Siamo in attesa di una risposta.
EDIT: Alle ore 10,30 ancora nessuna replica da parte della Polizia Postale.
EDIT #2 (12:55): Possiamo escludere l’ipotesi di hacking: abbiamo verificato che il server, 62.211.65.19, appartiene a Telecom Italia ed è lo stesso al quale si viene reindirizzati tentando di accedere ad altri siti bloccati dalla Polizia delle Comunicazioni per azioni di contrasto alla pedofilia in rete. E’ il caso del famoso ibld.net.
(Francesco Laricchia – Just)






















La pagina, almeno per quel che si vede, sembra fatta benino, ma c’è un’altra anomalia. Nella versione italiana del messaggio si parla di “ip address” e non di “indirizzo ip”. Puzza un poco, in effetti.
sai, mthrandir, le vie del coglione sono infinite
Io mi ascrivo in redazione tra gli scettici.
Fermo restando che da “ddl Gentiloni” l’offuscamento dei DNS è la pratica con cui si chiede agli operatori di intervenire in taluni casi in cui si riscontra un problema, è pur vero che che in casi non dissimili si opera per il sequestro dell’intero server o per la cancellazione dei singoli account incriminati (pensate all’offuscamento dell’intero Facebook solo perchè qualche pervertito carica delle immagini pedo-pornografiche).
Tra l’altro i DNS sono modificati da moltissimi (anche coloro che non sono dei geek) perchè più veloci di quelli standard. E questo la polizia delle comunicazioni lo sa fin troppo bene, e conscia di questo limite difficilmente opera con questo strumento della 38/2006.
Insomma mi puzza di scherzo di carnevale, e oggi è venerdì grasso… una goliardata per far parlare di sè, o lo sberleffo carnevalesco di un haker.
Via proxy al server img5 ci si accede normalmente
http://evadefilters.com/index.php/1010110A/6f52946ea0d9576ef4bdac2a9d1f5fe6fe5a52e72e097f4b15250
quindi pare effettivamente un problema circoscritto ai dns italiani.
@EsseEmme: che io sappia offuscano via DNS i siti stranieri di scommesse illegali. E’ vero che molti usano OpenDNS, ma non sarei così ottimista: la maggior parte degli utenti manco sa cos’è un DNS
“per lo meno per chi ha una minima dimestichezza con il computer”
Quindi escludi pure il 99,9% degli utenti, cioè coloro che utilizzano internet come un frullatore.
@Just & Prostata
Come dicevo, so benissimo che il DNS è un modo ampiamente usato (ma i siti per il gioco illegale adesso li fermano con una sorta di firewall ‘cinese’ proprio perchè non funzionava, vi invito a provare per credere) ma stiamo parlando comunque di gente che fa traffico (anche soltanto “caricando” immagini su hosting gratutiti, al fine di ricevere altri immagini) di contenuti illegali come immagini pedopornografiche.
Vuoi che un minimo non ti sappia muovere con dimistichezza sapendo che la polizia postale su questo impegna i suoi uomini e mezzi?
Io – comunque – per mera scelta di ottimizzare la navigazione, ho openDNS a casa, ma ho scoperto che anche dall’ufficio è possibile accedere a ImagesHack. E il cambio di DNS è praticamente in tutte le guide “for dummies” per velocizzare i propri pc.
Aggiornato l’articolo.
La pagina, con tutte le sue stranezze, è certamente autentica.
Mi resta un piccolo dubbio che vado adesso a verificare (dns poisoning? e come?) (ma non credo proprio…)
DNS poisoning di Stato, con le maglie largissime per cui comunque migliaia di pc italiani possono continuare a vedere il sito come nulla fosse.
Se davvero il problema è la pedopornografia non si capisce proprio la decisione…
Ho visto il “firewall cinese” che impedisce agli scommettitori italiani di buttare nel cesso i propri soldi in siti di scommesse stranieri, per farlo legalmente in quelli nostrani. http://www.aams.it/site.php?page=20060213093339418
Ma anche lì, basta andare di proxy e si scommette che è un piacere, alla facciaccia brutta dell’AAMS e dei biscazzieri di Stato.
Just, sei finito su Excite nel frattempo
La cosa mi excita ^^
EDIT: ecchekaiser, potevano pure citarmi… :’(
@just
Si, non mi ero proprio messo a sottolineare che era facilmente aggirabile anche quello, ma è comunque qualcosina in più rispetto all’uso dei DNS.
E comunque anche dalla Cina, volendo, si riesce a uscire dal firewall con un po’ di pratica…
Dalla Cina si esce con TOR et similia, però se ti beccano ad usarlo per far cose che “non dovresti” sono uccelli per diabetici…
GOMBLODDO!
L’ex direttore gregorj è stato messo offline da una cospirazione demoplutopaperinicogiudaica. Persino http://www.tiscali.it/ è giù.
C3NSUR4!
OT: lodevole l’incrocio daft punk + reservoir dogs.
Confermo, anche io stavo leggiucchiando e slinkettando qui, con tiscali, e mi è crollata l’adsl.
Soru l’ha presa malissimo, diciamolo.
In compenso mi dicono che il digitale terrestre oggi in sardegna va da dio, le tette di Cristina del GF si vedono particolarmente bene nello splendore del digitale
Tiscali giù da 3 ore (adsl, voce, hosting web, dicono persino il numero dell’assistenza 130)
il vice-dir. non c’è quindi in sua assenza possiamo fare quel cazzo che ci pare!
Anche la Cocci mi ha chiamato disperata dicendo che internet non va
Giù anche il sito dell’Unità http://www.unita.it/ , e probabilmente altri
guarda che volendo avrei potuto esserci, just: dove lavoro non c’è tiscali. E’ che mica mi mancava tanto, la rete
riemergo e spero duri.Comunque, la cosa più strana, è che per dieci minuti prima di scomparire totalmente dalla rete riuscivo a connettermi ad oknews, solo ad oknews. Poi,come ho lasciato un commento sono stata buttata fuori anche da lì.Mmah.
Coccina, secondo me è stato il tuo famoso pc a propulsione nucleare a mandare in sovraccarico l’intera rete tiscali. Ma non lo diciamo a nessuno…
Il sito http://www.tiscali.it stamattina è stato hackerato da dei turchi
http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1932557
Povero Soru, non gliene va una giusta…