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La Polonia svolta a destra, spinta dalla crisi dei migranti. Sinistra fuori dal parlamento, Merkel e Ue nel panico

Polonia elezioni

dopo la vittoria alle presidenziali la destra nazionalista guidata da Jaroslav Kaczynski ha trionfato alle legislative. Dopo 8 anni di governo liberalconservatore la Polonia, il più grande Paese dell’Est Europa, torna a destra, un messaggio che inquieta Angela Merkel. La Germania ha perso uno dei governi UE più vicini alle sue posizioni, e il successo così marcato di PiS, Diritto e Giustizia, rafforza le posizioni anti migranti tenute da diversi esecutivi dell’Est, come l’Ungheria di Orban.

POLONIA ELEZIONI 2015

I risultati non sono ancora definitivi ma le elezioni parlamentari della Polonia si sono concluse con una netta vittoria della destra nazionalista di PiS. Il partito fondato dai gemelli Kaczynski torna così a guidare il Paese come già era successo tra il 2005 e il 2007, esprimendo un presidente della Repubblica e un premier. Le proiezioni indicano come molto probabile la conquista della maggioranza assoluta per Diritto e Giustizia, che aveva candidato Beata Szydlo alla guida del governo. Consapevole della diffusa ostilità nei suoi confronti, Jaroslaw Kaczynski, il fratello gemello del presidente morto nel 2010 in un tragico incidente aereo, aveva puntato su due nuove figure del partito per le presidenziali e le politiche. A maggio il candidato di Pis, Andrzej Duda, era diventato a sorpresa il nuovo capo dello Stato. Ora Pis ha completato il suo trionfo, conquistando quasi il 38% dei voti alle legislative. Diritto e Giustizia ha ottenuto un successo così netto grazie anche alla crisi dei migranti, che ha spinto verso destra il Paese probabilmente più conservatore d’Europa dal punto di vista della rappresentanza politica. La sinistra in Polonia è scomparsa dal Parlamento, mentre il centrodestra di Piattaforma Civica, che ha guidato il Paese negli ultimi 8 anni, ha subito una pesante flessione nonostante buoni risultati economici.

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Già alle presidenziali vinte a sorpresa da Andrzej Duda si era visto come nonostante l’incremento sostenuto del Pil e la bassa disoccupazione in Polonia ci fosse una radicale voglia di cambiamento. Il risultato più sorprendente era stato ottenuto da un ex musicista di estrema destra, Pawel Kukiz, arrivato al 21% al primo turno delle presidenziali grazie a una campagna basata sulla contrapposizione all’establishment e all’introduzione del maggioritario di collegio, la legge elettorale che disciplina l’elezione del Senato. In Polonia vige il bicameralismo elettivo, ma il Senato non dà la fiducia al governo. Sembra probabile che PiS possa contare su una maggioranza assoluta alla Sjim, la Camera dei deputati polacca, la prima volta che capita dalla fine del comunismo. La vittoria di Diritto e Giustizia avrà un effetto rilevante anche sugli equilibri politici in Europa. I governi di Piattaforma Civica si erano distinti per la loro vicinanza alla Germania, come mostrato anche dall’ascesa dell’ex premier Donald Tusk alla presidenza del Consiglio europeo. Sulla crisi dei migranti l’esecutivo di Varsavia aveva parzialmente rotto con Berlino, vista l’impopolarità dell’accoglienza,  ma poi, dopo un lungo esitare, aveva dato il suo assenso al piano di ricollocazione dei richiedenti. Una posizione che potrebbe essere messa in discussione dal nuovo governo, che sarà guidato con ogni probabilità da Beata Szydlo. L’Est, che finora si è distinto per le sue posizioni particolarmente severe in materia di asilo, si sposta ancora più a destra sul tema che sta paralizzando l’Europa con il trionfo di Duda, Szydlo e Kaczynski. Il leader di PiS è vicino al populismo anti migranti osservato nel premier ungherese Orban come nel primo ministro slovacco Fico, o nel presidente ceco Zeman. Il capo dello Stato e il probabile premier polacco si sono distinti finora per maggior pragmatismo, su posizioni simili a quelle della destra britannica di Cameron.

Photo credit: ANEK SKARZYNSKI/AFP/Getty Images