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Vaprio D’Adda, parlano i genitori del ladro: «Chi ha ucciso nostro figlio ha sbagliato di più»

«Se nostro figlio ha sbagliato, ha sbagliato molto di più chi lo ha ucciso. Per questo vogliamo giustizia». Su Repubblica parlano i genitori di Gjergi, il ladro ventenne ucciso dal pensionato Francesco Sicignano a Vaprio D’Adda. Paolo Berizzi è riuscito a contattarli nel distretto di Kurbin, sulla costa adriatica nord-occidentale dell’Albania.

Oltre al dolore straziante, qual è il vostro stato d’animo?
«C’è incredulità e rabbia. La rabbia di chi non capisce e vuole sapere. È umano, di fronte a una morte così. Chiediamo due cose: di potere riabbracciare nostro figlio. E di avere giustizia. Ci affidiamo alle autorità italiane. Siamo certi che i magistrati e i giudici sapranno dirci la verità su quanto è accaduto. Non abbiamo nessun sentimento di vendetta verso quell’uomo (Sicignano, ndr). Ma se ha sbagliato deve pagare».

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Che cosa sapete di quello che è successo quella notte a Vaprio d’Adda?
«Sulle prime ci avevano detto che per sbaglio era partito un colpo ad un poliziotto. Poi invece ci hanno detto la verità. Che Gjergi era entrato in quella casa, che un uomo l’ha ucciso per difendersi, che gli ha sparato al cuore ed è morto sul colpo. Aspettiamo di capire se le cose sono andate davvero come dice il padrone di casa».

Sapevate quello che faceva Gjergi in Italia, come viveva, che rubava nelle case?
«No. Quello che sapevamo era quello che ci aveva raccontato lui. E cioè che lavorava. Noi gli credevamo. Abbiamo anche un nipote che fa il cuoco a Firenze da tanti anni, si trova bene con il lavoro, è stimato e apprezzato. Nostro figlio può avere certamente sbagliato, fatto cose brutte. Ma non doveva morire così, non è giusto».
È entrato in una casa di notte per rubare.
«Se lui ha sbagliato, e ha sbagliato, ancor di più ha sbagliato chi lo ha ucciso in quel modo».

(…)

Per la giustizia italiana vostro figlio era un topo d’appartamento. Per voi che ragazzo era?
«Un ragazzo sempre allegro, scherzava con tutti, affettuoso in famiglia e generoso con gli amici: se aveva in tasca anche pochi soldi li divideva con loro. Era venuto in Italia perché il lavoro della campagna non bastava per tutti ed altro lavoro in paese non lo trovava».

E infine…

Volete dire qualcosa al pensionato che ha sparato e ucciso vostro figlio?
«Sarà la sua coscienza a dirgli se può dormire tranquillo e non avere rimorso per aver ucciso un ragazzo. Solo la sua coscienza gli dirà se può guardare in faccia figli e nipoti senza provare vergogna».

 

(in copertina ANSA/FERMO IMMAGINE SKY TG24)