Laureandi a 28 anni? Non esistono
25/01/2012 - Con il 3+2 l’età di conclusione degli studi si è abbassata. Martone non lo sa? Laureandi a 28 anni? Secondo i numeri ce ne sono molti di meno, anzi: con la riforma dell’Università (il famigerato 3+2) l’età media di conseguimento
Con il 3+2 l’età di conclusione degli studi si è abbassata. Martone non lo sa?
Laureandi a 28 anni? Secondo i numeri ce ne sono molti di meno, anzi: con la riforma dell’Università (il famigerato 3+2) l’età media di conseguimento del titolo di studio si è abbassata di molto. I fuoricorso adesso sono il 23%. Ma, scrive il Corriere, il titolo vale meno di un diploma tecnico:
Nel 2000 gli studenti italiani si laureavano in media a 28,4 anni. Erano tutti mediamente sfigati. Poi è arrivata la cosiddetta riforma del 3 + 2, voluta da Luigi Berlinguer che ha diviso in due il percorso di studi: una laurea di base di tre anni più un’eventuale specializzazione di altri due. E per fortuna il cannocchiale di AlmaLaurea ci dice che le cose sono migliorate. Consideriamo solo i ragazzi che all’università si iscrivono subito dopo la Maturità. Adesso alla laurea arrivano in media a 25,1 anni, ben al di sotto della soglia fissata da Martone. E attenzione perché parliamo di quelli che non si fermano dopo i primi tre anni ma arrivano alla laurea specialistica. E quindi si fanno cinque anni di università, uno più di prima. Una specie di miracolo possibile proprio perché la riforma Berlinguer ha smontato i vecchi corsi di laurea rendendoli più flessibili e agevoli, anche troppo secondo i critici.
E infatti il 3 + 2 ha pure aumentato il numero dei laureati, passati dai 161 mila del 2000 ai 208 mila di dieci anni dopo:
Nelle tabelle di Almalaurea, però, Martone potrebbe trovare anche qualche numero dalla sua parte. Ad essere sfigato è comunque un neodottore su quattro, visto che il 23% degli studenti discute la tesi dopo i 28 anni.Ma in questa percentuale rientrano anche gli studenti lavoratori, che inevitabilmente alzano la media. Non sono pochi, uno su dieci considerando solo quelli che arrivano fino alla fine. «Un fondo di verità c’è nel ragionamento di Martone » dice Andrea Gavosto, il direttore della Fondazione Agnelli che ieri ha presentato il suo rapporto proprio sulla riforma del 3 + 2. «Una laurea presa tardi e male — spiega Gavosto — può valere meno di un diploma tecnico di buon livello. Ma questo lo dobbiamo far capire ai ragazzi quando hanno 14 anni, già a 20 non serve più a molto».
E le università che dicono?
«Possiamo migliorare ancora, ma di strada ne abbiamo fatta parecchia» avverte il presidente della conferenza dei rettori, Marco Mancini, impegnato in queste ore sul fronte del no all’abolizione del valore legale del titolo di studio. Martone è nato a Nizza, e forse questo c’entra perché lì finiscono prima. In Francia l’età media alla laurea è di 23 anni, in Gran Bretagna sono ancora più veloci, 22,8. Ma bisogna guardare anche cosa succede prima dell’università. In Italia la scuola dura 13 anni, uno in più rispetto alla maggior parte dei Paesi avanzati. È inevitabile che questa differenza sposti in avanti ilmomento della laurea. Da anni si dice che l’Italia dovrebbe fare come gli altri, togliere quell’handicap ai suoi giovani. Pochi giorni fa ne aveva scritto sul suo blog il sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi Doria, ma il ministro Francesco Profumo ha subito chiuso, non se ne parla. Troppo pure per un governo tecnico.













Ho vissuto in prima persona la riforma universitaria perdendo tempo e soldi.
Dopo un tragico inizio ad Ingegneria mi sono iscritta ad informatica e per concludere la mia triennale ci ho messo 5 anni, durante i quali ho pensato bene di iniziare a lavorare!
Se oggi a 30 anni ho il privilegio di avere un contratto a tempo indeterminato non lo devo alla formazione universitaria ma a quello che mi hanno insegnato durante gli anni di lavoro.
Sfigato è chi dice queste cose senza analizzare le situazione….
Certo è che se uno nella vita ha la possibilità di dedicarsi solo allo studio e si laurea dopo 28 anni non è sfigato…. è fortunato perché ha qualcuno che lo può mantenere!
l’età media si è abbassata perchè adesso gli esami sono più facili, li fanno con le crocette o quasi, mentre quando facevo io ingegneria col vecchio ordinamento era tutt’altra cosa, dovevi dare la dimostrazione di ogni formula che veniva usata, del perchè di ogni cosa. La vera laurea è quella del vecchio ordinamento, non quello schifo di 3 o 3+2
all’estero le superiori finiscono un anno prima..quindi i ragazzi a 18 anni iniziano a frequentare l’università
ne so qualcosa perchè mia figlia finisce quest’anno…e non avrà nemmeno 18 anni…li compirà a novembre..quindi 21 max 23 anni sarà sul mercato del lavoro…e vi assicuro che non è la sola…e non è nemmeno un genio..
Martone ha ragione!
se non sei uno studente lavoratore (e allora tanto di cappello) laurearsi dopo i 28 anni è da sfigati vagabondi e mantenuti.
Il 3+2 sarebbe stata una grande occasione di svecchiare la nostra università. All’estero è la laurea triennale che ti introduce nel mondo del lavoro. Il +2 è in genere un master di specializzazione.
Invece da noi, nostalgici dei vecchi tempi, dove dobbiamo gonfiare i numeri le università che così possono assumere più professori, ci fanno credere che sia necessario a tutti fare la quinquennale.
Povera italia, non ne usciremo mai!