Quel miliardo che si rubano i giornali di partito
25/01/2012 - In un libro i sussidi alla stampa politica Un paese fantastico per la libera impresa, il nostro. Ad esempio, l’editoria. E’ un campo particolare: mentre le imprese normali se non riescono a vendere i prodotti che producono falliscono, quelle editoriali
In un libro i sussidi alla stampa politica
Un paese fantastico per la libera impresa, il nostro. Ad esempio, l’editoria. E’ un campo particolare: mentre le imprese normali se non riescono a vendere i prodotti che producono falliscono, quelle editoriali riconducibili ai partiti sono l’esatto contrario: più mostrano un’assoluta incapacità di fare un giornale che interessi a qualcuno, più i loro giornalisti e direttori continuano a ricevere stipendi e lavoro e rimangono lì, seduti a mangiare soldi pubblici. Mentre il paese è pieno di disoccupati e cassintegrati, e con i soldi che buttiamo per pagare la stampa di partito potremmo cominciare a investire in corsi di formazione per migliorare il nostro welfare. Un libro di Francesco Paola ed Elio Veltri racconta tutte le storture del finanziamento ai partiti, compresi i sussidi alla stampa politica:
Nelle statistiche del finanziamento pubblico della politica manca una voce importante: i soldi che ogni anno vanno ai giornali. Un libro che esce oggi per i tipi di Marsilio prova adesso a fare qualche conto. Dal 1990, anno in cui è stata approvata la legge che stabilisce quei contributi, al 2009, ultimo anno per cui le cifre sono disponibili, sono andati ai giornali di partito, o che si sono presentati come organi di movimenti politici, 697 milioni 182.863 euro. Ma se rivalutiamo questa somma in base all’inflazione si arriva allora a 850.851.746 euro. Titolo del libro è: «I soldi dei partiti — Tutta la verità sul finanziamento alla politica in Italia». Gli autori sono Francesco Paola ed Elio Veltri. Il primo, avvocato e saggista. Il secondo, medico e politico di lungo corso.
Sono tanti soldi, 850 milioni. E a sentire gli autori del volume non sono nemmeno tutti:
«I contributi complessivi a quotidiani, periodici, radio e televisioni di partito o contigui ai partiti sono molti di più. Nel 2009, ultimo anno di erogazione dei contributi, lo Stato ha distribuito 178 milioni 657.891 euro per mezzi di comunicazione di partito, vicini ai partiti e indipendenti, come lo si può essere in questo Paese. Orientarsi è difficile, perché la legislazione è complicata e sovrabbondante». Il capitolo dei soldi ai giornali politici rispecchia in pieno l’opacità che qui circonda il finanziamento pubblico dei partiti. Norme che non impongono il necessario e doveroso rigore nei bilanci. Trasparenza inesistente, come dimostra il fatto che per legge i contributi privati di importo inferiore a 50 mila euro possono restare anonimi. E disposizioni ipocrite, al pari di quella sui rimborsi elettorali. Basta dire che per le politiche 2008 i partiti hanno avuto diritto a 503 milioni di euro pur avendo documentato spese per 136 milioni.
E hanno il coraggio di chiamarli rimborsi:
Nati con ilmotivo di garantire il pluralismo democratico si sono trasformati in alcuni casi in rendite di posizione, andando ad alimentare surrettiziamente anche organi d’informazione che con i partiti avevano poco o nulla a che fare. Raccontano per esempio Paola e Veltri che l’Avanti edito da Valter Lavitola, che Bobo Craxi definì «un foglio di spionaggio politico », ha ottenuto dal 2003 al 2009, «stando al sito del governo », 21 milioni di euro. Una somma enorme, anche in rapporto ai contributi, non proprio esigui, ottenuti dagli altri giornali. In cima alla lista dei maggiori beneficiari l’Unità, quotidiano fondato nel 1924 da Antonio Gramsci: 169 milioni, attualizzati al 2010. Segue il Secolo d’Italia: 76,4 milioni. Quindi Liberazione: 63,6milioni. La Padania: 63,6 milioni. Il Foglio, giornale diretto da Giuliano Ferrara, che figura come organo del movimento politico Convenzione per la giustizia: 44,6milioni. Il Popolo: 41,8milioni. L’Opinione: 30,5 milioni. Il Roma: 29,4. Europa: 26,6. La Voce Repubblicana: 31,3. Notizie Verdi: 24,3. E Libero: 24,9












