Ecco gli stipendi d’oro dei manager
25/01/2012 - La classifica dei dirigenti di società quotate in Borsa più pagati E’ una polemica lunghissima, che va avanti da anni. E con la pubblicazione dei bilanci 2011 è destinata a rinfocolare per l’ennesima volta. Anche a causa della crisi. Il
La classifica dei dirigenti di società quotate in Borsa più pagati
E’ una polemica lunghissima, che va avanti da anni. E con la pubblicazione dei bilanci 2011 è destinata a rinfocolare per l’ennesima volta. Anche a causa della crisi. Il Corriere della Sera ci regala la classifica degli emolumenti dorati dei manager:
Ed ecco il resoconto:
Un anno fa Alessandro Profumo con 40,59 milioni doppiava ampiamente tutti i colleghi alla guida di grandi aziende in virtù della liquidazione monstre da 38 milioni ricevuta in uscita da Unicredit il 20 settembre 2010. In seconda posizione, per dire così, figurava Luca Cordero di Montezemolo con 8,713 milioni, ma anche qui nel 2010 si è chiuso il pluriennale legame con la Fiat che ha presieduto fino al 21 aprile. A seguire figuravano Marco Tronchetti Provera con 5,95 milioni, Cesare Geronzi con 5,088, Paolo Scaroni con 4,42 e Pier Francesco Guarguaglini con 4,314 milioni. Insomma, alcune pedine si sposteranno visto il valzer di poltrone realizzatosi nel frattempo, anche se a non cambiare sarà la sostanza. E in tempi di austerity per tutti e di messa in discussione dello stesso sistema capitalistico-finanziario occidentale questo dovrebbe spingere ad affrontare in un’ottica più strutturale il dibattito sui tetti agli stipendi d’oro. Quando basta?
E quando è «immorale», termine démodé ma efficace, una busta paga faraonica con un multiplo astrale tra il capoazienda e il suo dipendente tipo?
Proprio nel 2011 dentro il frullatore del dibattito era finito Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo Fiat, non perché fosse il caso «peggiore» ma perché il gruppo era in piena ristrutturazione. Nel 2010 il manager ha guadagnato 3,473 milioni ma mettendo in fila le sue buste paga dall’arrivo alla guida del Lingotto fino all’ultimo dato disponibile era stato calcolato che il suo stipendio medio giornaliero lordo (15.500 euro) poteva essere confrontato con quello annuale di un metalmeccanico di fascia media. Il che corrisponde a un multiplo tra il capoazienda e l’operaio, considerando anche bonus e premi (ma non stock option), pari a circa 365. Eccessivo anche per chi è famoso per il superlavoro. Peraltro Marchionne scivolò su un’infelice battuta il cui senso era: un operaio non farebbe a cambio, visto la vita che faccio.














In pratica se un operaio guadagna 16mila euro all’anno e Marchionne questa cifra la guadagna al giorno, se un operaio fa 8 ore al giorno Marchionne al giorno dovrebbe fare circa 2900 ore (naturalmente impossibile), non so quante ore lavora ma ognuna delle ventiquattro ore guadagna oltre 600 euro, ammettiamo che ”lavori” mediamente dodici ore in un’ora ne guadagna 1200 cioè lo stipendio che un lavoratore si porta a casa in un mese. Equità, dove. Come fà un simile verme a trattare per i nuovi ”dignitosi” di 8/900 euro al mese? Lui riuscirebbe a vivere dignitosamente con 8/900 euro al mese? Ho preso Marchionne perchè ha asserito che un lavoratore non farebbe la vita che fa lui, ma il discorso va esteso a tutti i bastardi che come lui sono causa del dissesto mondiale, delle speculazioni, del guadagnare di più a tutti i costi tanto chi ci rimette è solo ”PANTALONE”.
LA COLPA E’ TUA E DI TUTTI QUELLI CHE CONTINUANO A RECRIMINARE MA VOTANO SEMPRE I SOLITI QUATTRO CHE SI TROVANO AL SENATO ED AL PARLAMENTO.
È più scandaloso il fatto che ad occupare il quinto ed il sesto posto ci siano amministratori delegati di gruppi che hanno come azionista di maggioranza il Ministero del Tesoro e che occupino quel ruolo per meriti politici in senso lato, tanto che da quei posti di comando riescono a favorire i propri referenti. Scandaloso perchè comtemporaneamente, proprio questi manager strapagati, con sponda ministeriale, chiedono sacrifici ai lavoratori, vedasi vicenda Fincantieri.
più che altro questi grandi manager (che stanno portando il nostro paese nel baratro con il loro egoismo e la loro incompetenza evidente), senza gli operai che sgobbano per loro, non sopravviverebbero nemmeno un giorno non avendo mai fatto un cazzo di produttivo nella vita.
W Robin Hood
Con un piccolo problema, se loro restano senza lavoro hanno comunque guadagnato abbastanza per tirare avanti da ricchi, mentre coloro che lavoravano per loro muoiono di fame.
Non ci credo, non c’è la Marcegaglia
…….E Mario Monti, il signore “dell’equità”, non vede ne sprechi, ne privilegi, ne ingiustizie ma pensa solo a stringere il torchio fiscale su lavoratori e umili pensionati. Certo, se Monti dovesse attaccare i privilegi dovrebbe attaccare anche se stesso. Come fa il popolo a non ribellarsi? Questo è un mistero!
stò elaborando una situazione contabile e intravedo che i ns. 1900 e rotti miliardi di debito pubblico che l’Italia ha è il risultato dei costi per mantenere i parlamentari, senatori ed i maggiori manager della Pubblica Amministrazione dal lontano 1948.
Io non sono un politicante ma, se venissi eletto e potessi avere la maggioranza dei voti abbasserei lo stipendio di tutti i lavoratori portando la soglia massima a 250.000,00 annui lordi, togliendo tutti i privilegi ed i secondi, terzi lavori per conflitto di interesse contro l’interesse dell’Italia.
Tempo 10 anni si risanerebbe il debito.