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Sinodo della Famiglia 2015, Papa Francesco: “Non difendiamo la legge, ma lo spirito”

Sinodo della Famiglia 2015, Papa Francesco chiude i lavori dell’assemblea dei vescovi della cristianità con un discorso appassionato e sferzante, che ripercorre il cammino di questa due anni di lavoro della Chiesa sui temi della famiglia: un Sinodo che è stato composto da due appuntamenti episcopali e completato dalla promulgazione dei motu proprio sulle nullità matrimoniali, l’indizione del Giubileo della Misericordia e l’annuncio dell’istituzione di un nuovo dicastero per i Laici che assommerà le prerogative del Pontificio consiglio per i Laici, il Pontificio consiglio per la Famiglia e la Pontificia Accademia della Vita.

SINODO DELLA FAMIGLIA 2015, PAPA FRANCESCO: “NON DIFENDIAMO LA LEGGE, MA LO SPIRITO”

Il Pontefice, nel salutare i vescovi confratelli, dopo i ringraziamenti di rito, non manca di punzecchiare i vescovi per il dibattito sinodale, spesso non esattamente pacato nei toni.

Nel cammino di questo Sinodo le opinioni diverse che si sono espresse liberamente – e purtroppo talvolta con metodi non del tutto benevoli – hanno certamente arricchito e animato il dialogo, offrendo un’immagine viva di una Chiesa che non usa “moduli preconfezionati”, ma che attinge dalla fonte inesauribile della sua fede acqua viva per dissetare i cuori inariditi

E, ha continuato il Papa, si è capito nel Sinodo che non bisogna aver paura del cosiddetto relativismo, perché nel racconto delle esperienze risalta quanto esse ai quattro angoli del mondo possano essere diverse e, solo apparentemente, contraddittorie.

Abbiamo visto anche che quanto sembra normale per un vescovo di un continente, può risultare strano, quasi come uno scandalo, per il vescovo di un altro continente; ciò che viene considerato violazione di un diritto in una società, può essere precetto ovvio e intangibile in un’altra; ciò che per alcuni è libertà di coscienza, per altri può essere solo confusione. In realtà, le culture sono molto diverse tra loro e ogni principio generale ha bisogno di essere inculturato, se vuole essere osservato e applicato

Il Sinodo, continua il Papa, fa capire cosa sia veramente la difesa della fede: meno regole e più misericordia.

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Non si difende la legge in quanto tale, dice Francesco, ma solo perché prima manifestazione ed espressione dell’amore di Dio.

Cari Confratelli, l’esperienza del Sinodo ci ha fatto anche capire meglio che i veri difensori della dottrina non sono quelli che difendono la lettera ma lo spirito; non le idee ma l’uomo; non le formule ma la gratuità dell’amore di Dio e del suo perdono. Ciò non significa in alcun modo diminuire l’importanza delle formule, delle leggi e dei comandamenti divini, ma esaltare la grandezza del vero Dio, che non ci tratta secondo i nostri meriti e nemmeno secondo le nostre opere, ma unicamente secondo la generosità illimitata della sua Misericordia. (…) Il primo dovere della Chiesa non è quello di distribuire condanne o anatemi, ma è quello di proclamare la misericordia di Dio, di chiamare alla conversione e di condurre tutti gli uomini alla salvezza del Signore

L’unica cosa, dice il Papa, che è fonte di novità è il Vangelo, “contro chi vuole “indottrinarlo” in pietre morte da scagliare contro gli altri”.