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Il giallo dei politici nell’agenda della «dama nera»

Antonella Accroglianò muoveva mari e monti per portare a termine i suoi affari, così è venuta in contatto con un gran numero di funzionari, parlamentari e ministri, che ora temono il bacio della morte di quella che è stata soprannominata la «dama nera» dell’ANAS, secondo i magistrati sarebbe stata lei a tirare le fila del giro di corruzione che ha investito l’ente preposto alla cura delle strade. Ne parla il Corriere

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Per ottenere tangenti e favori dagli imprenditori che aiutava a sbloccare le pratiche, la «Dama nera» dell’Anas sfruttava ogni canale, soprattutto politico. Per questo Antonella Accroglianò – arrestata due giorni fa insieme ad altre nove persone – caldeggiava l’interessamento di parlamentari e ministri ai quali sollecitava raccomandazioni proprio per poter passare all’incasso con i titolari delle aziende. L’indagine della Guardia di Finanza si concentra sui soldi che la donna e i suoi sodali avrebbero ottenuto, ma anche sul ruolo dell’ex presidente Pietro Ciucci, citato in diverse intercettazioni. Soprattutto bisognerà valutare che effetto abbiano avuto le sue insistenze presso alcuni membri dello staff di vertice dell’azienda.

LA DAMA NERA E I MINISTRI –

Tra i casi gestiti da Accroglianò c’è quello dell’imprenditore Giuseppe Ricciardello che doveva ottenere lo sblocco di una penale. I due si incontrano il 5 maggio scorso e, annota la Finanza, «la dirigente Anas gli suggeriva di recarsi presso una Fondazione, da identificarsi, con ragionevole certezza, nella Formiche Onlus (vicina alla rivista fondata da Paolo Messa, oggi nel cda della Rai) dove avrebbe dovuto incontrare l’onorevole Marco Martinelli, il quale si sarebbe attivato attraverso il “direttore generale della Sicilia” e un “assessore”, per la risoluzione di una vicenda, non meglio specificata, riguardante il Ricciardello». La donna spiega che «la questione avrebbe dovuto essere risolta prima che Ciucci lasciasse l’incarico di Presidente».  Accroglianò asseriva che Martinelli, con cui l’imprenditore si era incontrato presso Formiche, avrebbe provveduto a contattare Ciucci per la risoluzione di tale vicenda e che anche il senatore Altero Matteoli, il quale però dice di «cadere dalle nuvole, mai chiesto a Ciucci di bloccare pratiche».

GLI AMICI DEGLI AMICI –

I controlli effettuati negli ultimi mesi hanno dimostrato «la prassi diffusa all’interno di Anas di gestire i rapporti con gli imprenditori basandosi più su relazioni personali che su procedimenti e protocolli amministrativi. L’assenza di rigore e formalità costituisce terreno paludoso, la cui rilevanza penale, peraltro, presuppone l’acquisizione di ulteriori elementi di riscontro».

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LA DAMA NERA, DELRIO E ALFANO –

Il 10 giugno scorso, durante un nuovo incontro «chiede a Ricciardello di attivarsi attraverso le sue conoscenze politiche, facendo un chiaro riferimento al Ministro dell’Interno Angelino Alfano, e di essere accreditata, unitamente a Elisabetta Parise, presso i nuovi membri del CdA dell’Anas Cristina Alicata e Francesca Moraci». L’obiettivo lo racconta lei stessa: «Essere nominata dopo la nomina del nuovo Presidente Gianni Vittorio Armani, responsabile dell’Ufficio Gare e Appalti». Secondo gli inquirenti «è ragionevole ritenere che l’interesse della Accroglianò nei confronti del Ricciardello non scaturisca da promesse o dazioni di denaro e altre utilità, piuttosto da legami di conoscenza tra costui e ambienti della politica». In questa ottica si inquadra l’incontro organizzato dall’ex sottosegretario Luigi Giuseppe Meduri tra gli imprenditori catanesi Concetto Bosco e Francesco Domenico Costanzo con «un non meglio individuato ministro». In realtà secondo il contesto investigativo si tratta del titolare delle Infrastrutture Graziano Delrio al quale sarebbe stato sottoposto un progetto; Delrio ha già detto di aver incontrato Meduri «soltanto in Transatlantico».

 

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