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«Complotto contro la Coop Lombardia»: le accuse dei Pm a Bernardo Caprotti

Guai per il Patron di Esselunga . Ecco cosa racconta il Corriere

La Procura di Milano notifica al patron di Esselunga, Bernardo Caprotti, un avviso di fine indagini nel quale lo ravvisa «finanziatore d’una campagna diffamatoria» contro Coop Lombardia tramite una «ricettazione»: cioè attraverso «l’acquisto di un cd rom (ceduto da Quarta e Migliorati) di telefonate illecitamente registrate sulla linea del direttore della Coop di Vigevano, al fine di consentire» al direttore e cronista di Libero , Maurizio Belpietro e Gianluigi Nuzzi, «di sfruttarle per realizzare servizi contro Coop Lombardia, concorrente commerciale di Esselunga».

Per i pm, in sostanza, Belpietro avrebbe chiesto a Caprotti di far lavorare due ex dipendenti Coop, investigatori privati, in possesso di intercettazioni e materiale sulla Coop, che i giornalisti avrebbero voluto usare per i loro articoli

E in effetti il 26 agosto 2009 Esselunga stipulò con la società dei vigilantes due contratti da circa 700.000 euro l’anno per alcuni supermercati Esselunga: così Caprotti «si intromise nell’acquisizione del materiale (esaminato peraltro personalmente nell’autunno 2009)», «comprando il cd di intercettazioni illecite e permettendo ai giornalisti di ricevere tale materiale e realizzare i servizi contro Coop Lombardia» con una serie di prime pagine del 13, 14 e 15 gennaio 2010 sulle telefonate (molte strettamente personali) illecitamente intercettate del direttore della Coop di Vigevano

La risposta della difesa

«Ho studiato gli atti e ritengo l’accusa totalmente destituita di fondamento», replica il legale di Caprotti, Ermenegildo Costabile, «in quanto appare assolutamente sganciata dalle dichiarazioni di tutte le persone ascoltate in indagini».