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15 miliardi di tagli alla sanità nella legge di Stabilità

Con i tagli previsti dalla leggi di Stabilità, il Fondo sanitario rimarrebbe congelato a 111 miliardi di euro per tutto il prossimo triennio. Una riduzione netta rilevante di circa il 4/5% annuo nel periodo.

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TAGLI IMPORTANTI ALLA SANITÀ –

Spiega il Corriere della Sera che :

« Per il 2016 tutto sommato è andata bene. Invece di 113,1 miliardi il Fondo Sanitario nazionale ne riceverà 111, uno in più di quest’anno. Per il futuro, però, il conto che la sanità sarà chiamata a pagare rischia di essere molto, molto più salato. Sulla carta, scritto nell’ultima bozza della legge di Stabilità, ci sono tagli di spesa che potrebbero arrivare a 15 miliardi di euro tra il 2017 e il 2019.
La manovra, trasmessa ieri al Quirinale per la firma e attesa al Senato lunedì, prevede infatti un contributo a carico delle Regioni di 3,9 miliardi nel 2017 e di 5,4 miliardi nel 2018 e 2019. In tutto sono 14,7 miliardi di euro da recuperare con lo stesso meccanismo con i quali sono stati operati gli ultimi tagli al Fondo sanitario: intesa tra le Regioni, o intervento d’imperio dell’esecutivo».

LE REGIONI IN DIFFICOLTÀ –

Oggi già otto regioni non riescono a rispettarlo e sono costrette ad alzare addizionali e ticket (saliti del 26% dal 2008) per compensare ed è evidente che a questi aumenti delle tasse dovranno ricorrere altre regioni, mentre quelle che hanno già raschiato il fondo del barile dovranno inventarsi altro. Altro che non siano trucchi contabili come le magie sulla contabilizzazione delle anticipazioni dello Stato, che alcune regioni hanno usato in maniera distorta secondo la Consulta, che bocciando la pratica ha ad esempio aperto una voragine da 6 miliardi nel bilancio della Regione Piemonte, voragine che non sarà chiusa dalla legge di stabilità, il governo ricorrerà forse a un decreto ad hoc.

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IVA STABILE, TAGLIATE LE AGEVOLAZIONI FISCALI –

Per l’IVA niente aumenti, ma saranno solo rinviati e non eliminati, almeno per ora, visto che il governo ha tagliato le agevolazioni fiscali che avrebbero dovuto entrare in vigore nel 2017. Sempre secondo il Corriere:

«L’aliquota Iva del 10% salirà al 13% nel 2017, invece che crescere al 12% nel 2016 e di un altro punto l’anno successivo. Così l’aliquota del 22%, che passerebbe al 24% nel 2017 e al 25% l’anno dopo, invece che aumentare di un punto l’anno prossimo, di due nel 2017 e ancora di uno 0,5%, per finire al 25,5% nel 2018. Solo quel mezzo punto è definitivamente risparmiato. Nello stesso tempo, però, vengono definitivamente cancellati 6,2 miliardi di tagli alle agevolazioni fiscali, che entravano a regime nel 2017, mentre l’aumento delle accise nel 2018 si riduce da 700 a 350 milioni».