A quando una retata di politici?

24/01/2012

     
 

di

La procura di Trani oggi ha deciso di fare una visitina a Fitch, dopo Standard & Poor’s e Moody’s, nella sua ottica di moralizzazione degli uffici finanziari allo scopo di riportare i CEO di nuovo allo stato adamitico. Auguri. Nel frattempo, a noi poveri peccatori viene da fare qualche considerazione a margine.

La prima. Alle agenzie di rating, che notoriamente sono la summa di ogni male, veniva imputato fino a qualche tempo fa di essere state troppo generose -  e di agire in conflitto d’interessi – nella valutazione dei titoli-salsiccia che le banche mettevano insieme per coprirsi del rischio dei subprime. Regalavano i voti, insomma. Oggi, in Italia, le stesse agenzie sono indagate per aver valutato troppo severamente dei titoli: quelli del governo italiano. Insomma, questi qui sia che siano generosi, sia che siano severi, sbagliano comunque.

La seconda. Al lordo di tutti gli errori commessi in questi anni dalle agenzie di rating, e dell’evidente dolo di alcuni comportamenti, le loro valutazioni dei titoli sovrani di paesi come l’Italia partono da numeri, dati e considerazioni che sono gli stessi degli organismi internazionali come l’Ocse e il Fmi, oltre che della Banca d’Italia e della Bce. Evidentemente il complotto si ingrossa. Sentire però dire anche autorevoli parlamentari che la risposta è l’agenzia di rating europea, significa non aver capito la domanda. Perché in un sistema che si basa sulla fiducia (e la cui crisi dipende, in parte, anche dalla fiducia), che valore potrebbe avere un’agenzia casalinga che giudichi un debito casalingo? Oste, com’è il vino?

La terza. Se le agenzie giudicano sui numeri, e i numeri sono il frutto delle politiche pubbliche dei governi degli ultimi trent’anni (per lo meno nel caso dell’Italia), perché la procura di Trani non si dà una (ulteriore) botta di vita, e fa una bella retata dei responsabili di questi numeri? Non è difficile trovarli: i loro nomi e cognomi si trovano negli schemi che ci raccontano come è cresciuto il debito pubblico durante gli anni. Sono i componenti dei governi che hanno regalato prebende, prepensionamenti e incentivi a fondo perduto in tutti questi anni. Se vuole davvero fare qualcosa di utile per il paese, Trani agisca. Altrimenti la smetta di prendersela con il termometro quando si scopre che abbiamo la febbre.

     
 

11 Commenti

  1. Hyksos scrive:

    Perché è evidente che un sistema che si basa sulla fiducia (e la cui crisi dipende, in parte, anche dalla fiducia), che valore potrebbe avere un’agenzia casalinga che giudichi un debito casalingo?
    Qual è esattamente il predicato della proposizione avente “un sistema” per soggetto? :D

    Scherzi a parte, davvero un ottimo articolo.

  2. ste scrive:

    quel che si giudica è la loro ” indipendenza”,articolo troppo superficiale

  3. paulhan scrive:

    non fa una piega. quella cui assisistiamo è una sceneggiata da terzo mondo. se fossi un investitore fuggirei da un paese che ha paura del giudizio di un’agenzia di rating e muove un tribunale (quello di trani, poi) per colpirla.

  4. nicholas scrive:

    la agenzie di rating hanno la stessa credibilità del mago otelma, hanno sempre sostenuto le banche che hanno provocato la crisi mondiale, e favorito sempre e comunque il sistema bancario ebreo-americano. francamente, ad utilizzare un simile termometro preferirei imbottirmi di paracetamolo.

    • Hyksos scrive:

      Allarme, i demoplutogiudei cospirano contro di noi!

      • nicholas scrive:

        inutile cospirare innanzi a dei genii dell’economia protesi a 90°; con voi gli è sufficiente spingere piano piano.

        • Hyksos scrive:

          Dai, spezziamo le reni al kapitale anglodemoplutogiudaico!
          In realtà l’Italia ha un’economia sanissima, sono i perfidi usurai ebrei – in combutta con i framassoni speculatori – che ne sparlano per distruggerla.

          (Semmai sono i “nazionalisti economici” a mettere l’Italia a 90°.)

    • paulhan scrive:

      Nocholas, se le agenzie di rating avessero la stessa credibilità del mago otelma, il problema non si porrebbe. Giusto? Ammesso che il sistema bancario ebreo-americano controlli la finanza mondiale, noi ne siamo assurdamente dipendenti. Altrimenti il problema non si porrebbe. Giusto? Causa-effetto, causa-effetto. Mi raccomando.

  5. nicholas scrive:

    chi è che ha sostenuto e data per affidabile sino all’ultimo, lemhan & brother’s?
    1)mia nonna?
    2)i nostri economisti?
    3)le agenzie di rating?

    barrare la casella.

    • marco scrive:

      Sia la 2 che la 3, a tua nonna è toccato solo avere i risparmi in fumo.
      Una cosa è vera: la politica è la principale responsabile della situazione, ciò non toglie che delle agenzie possedute dai grandi fondi di investimento e dalle banche sono del tutto inaffidabili e sopratutto inutili nel valutare i sistemi economici. è un altro scherzo terribile del neo-liberismo. al di là delle facili battute sulla dietrologia plutogiude…, è veramente andata così, basta studiare un pò per capirlo e superare le pagine dei giornali….

      m.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie